Legittimo Brigantaggio – Il Cielo Degli Esclusi (CinicoDisincanto/CNI Music/Kiver)

Si è scritto spesso che la scena musicale combat folk italiana aveva detto tutto, e che bene o male dopo i fasti dei primi Modena City Ramblers e dei Gang, ce ne era ben poco per chi li avrebbe seguiti. Ebbene forse non è proprio così perché a smentire questo assunto, sono seguite negli anni alcune interessanti band ed in particolare i Legittimo Brigantaggio, gruppo con alle spalle già due ottimi dischi e che di recente ha dato alle stampe il loro terzo album, Il Cielo Degli Esclusi, disco composto da undici brani a metà strada tra combat folk e un easy pop influenzato dallo ska e dalla musica balcanica, il tutto condito da testi impegnati sospesi tra amara ironia e disillusione. Registrato a Roma da Roberto Cola, il disco, missato in analogico e masterizzato presso l' Alpha Dept di Bologna da Francesco Donadello, vede la partecipazioni di vari ospiti speciali come Paolo Enrico Archetti Maestri degli Yo Yo Mundi, Betty Vezzani dei Modena City Ramblers, Roberto Napoletano di Riserva Moac e U’Papadia, che con i loro interventi hanno contribuito in modo determinante alla riuscita del disco. L’ascolto rivela brani dai tempi veloci e trascinanti, caratterizzati da arrangiamenti ricchi nei quali brilla l’utilizzo di violino e fisarmonica a caratterizzare la linea melodica. A spiegare lo spirito che ha animato i diversi brani è Gaetano Lestingi, il frontman della band: “Nel disco abbiamo voluto amplificare l’umano grido di dolore di persone messe da parte dalle becere tendenze odierne di omologazione culturale e visiva che la società specializzata quasi impone alle persone più deboli. Ed ecco che, paradossalmente, i deboli nella nostra quotidianità diventano la maggioranza delle persone”. I Legittimo Brigantaggio cercano così di veicolare un messaggio di sensibilizzazione verso l’indifferenza verso coloro che la società ha escluso o sta escludendo. Emergono così brani come l’iniziale Sudore e Fiamme e la bellissima La Leva Infantile del ’08, che attacca senza mezzi termini il conformismo e l’apparenza della società moderna, ma soprattutto la malinconica Mi Lamento, in cui brilla un eccellente arrangiamento caratterizzato dall’intreccio tra gli archi e la fisarmonica. Nel complesso il disco si lascia apprezzare in tutte le sue fumature sonore ma soprattutto per i testi che pescano dalle storie del quotidiano e che si allargano man mano verso considerazioni più generali sulla società. I Legittimo Brigantaggio sono riusciti a raccogliere l’eredità del combat folk italiano dei primi anni novanta e ad innovarla attraverso sonorità più immediate e testi che hanno tutta l’aria di poter invecchiare meglio.


Salvatore Esposito