Francesco Lucarelli – Find The Light (Route 61 Music)


Gli hardcore fans di Crosby, Stills, Nash & Young conoscono bene Francesco Lucarelli per essere uno dei biografi ufficiali del supergruppo, oltre che un appassionato interprete del loro repertorio, tanto da arrivarvi a suonare sullo stesso palco nel 1992 al Tendastrisce di Roma insieme ad altri due fans storici come Stefano Frollano e Massimo Rossetti. La sua passione per la musica west coast, lo ha condotto anche a collaborazioni eccellenti come quella con Billy Talbot, storico bassista dei Crazy Horse di Neil Young, ma soprattutto gli ha dato gli stimoli e l’ispirazione per cominciare a scrivere canzoni sin da giovanissimo. Find The Light, il suo disco di debutto, è infatti il risultato di un lungo e tortuoso percorso nel quale Lucarelli ha cercato con forza la giusta dimensione ai suoi brani, scegliendo con cura ogni musicista e soprattutto cercando un suono che avesse un legame con le sue passioni musicali. Non è un caso dunque, che il cast di musicisti che hanno collaborato alla realizzazione di questo disco sia particolarmente vasto e soprattutto vanti collaborazioni eccellenti come quelle con Graham Nash (armonica e voce), James Raymond (piano e tastiere), Jeff Pevar (chitarra elettrica, mandolino, chitarra resofonica, lap-steel), Sonny Mone (voce), e Kenny Passarelli (basso), nonché la partecipazione di ottimi strumentisti italiani come Joe Slomp (voce), Andrea Grossi (basso), Andy Bartolucci (batteria), Bill Kaffenberger (chitarre 12 corde), Daniele Pomo (batteria), Marco “Python” Fecchio (chitarra elettrica), Michele Anselmi (dobro), Stefano Baldasseroni (batteria), e Stefano Senesi (pianoforte). Ad impreziosire il tutto a livello sonoro c’è anche la mano di Stephen Barncard, che nel suo passato vanta una lunga lista di capolavori con David Crosby e i Grateful Dead, e che ha curato il mixaggio del disco. Il disco prodotto dallo stesso Lucarelli in collaborazione con il giornalista e produttore Ermanno Labianca, presenta nove brani di impostazione folk-rock con lievi sfumature che rinviano ora la jazz ora al blues, che rimandano dritto alla migliore tradizione della West Coast degl’anni settanta. Un tributo, dunque, alle proprie passioni musicali, agli artisti tanto amati, e ad un sound inconfondibile e questo con la consapevolezza e il coraggio di chi sa che a farne le spese è a volte l’originalità. L’ascolto è senza dubbio piacevole, ma a tratti si percepisce qualche fisiologica ingenuità a livello compositivo, in particolare la struttura dei brani sembra seguire uno schema piuttosto rigido, che finisce per ingabbiare anche le linee melodiche. Certo, nell’ottica generale non si può assolutamente dire che Find The Light sia un brutto disco, così come non si può dire che brani come l’inziale Fat City o la bellissima Stranger In This Land di Sonny Mone siano brani mediocri, tuttavia una migliore selezione del materiale da inserire nel disco non avrebbe guastato. In particolare spiace vedere in questo disco l’assenza di brani come Watching The Show o Echoes Of The War, che senza dubbio sono tra le migliori composizioni di Lucarelli, e viceversa appare superfluo l’inserimento di una versione crepuscolare dell’inziale Fat City, quasi a cercare una forma circolare del disco. Da ultimo piace segnalare tra i brani migliori la superba Mr. Sunshine, nella quale appare ai cori Graham Nash, e che avrebbe certamente ben figurato in un disco del supergruppo, ma anche la meno appariscente After The Twilight, che oltre ad un bel testo si lascia apprezzare per una bella linea melodica. Insomma Find The Light è una buona opera prima, nonostante qualche ingenuità e i fisiologici errori dettati dalla passione, tuttavia rappresenta un buon primo passo per Francesco Lucarelli, alla ricerca di una propria e più definita personalità artistica.


Francesco Lucarelli sul palco con Crosby, Stills & Nash (Roma, 1992)

Salvatore Esposito