Alessandro Benvenuti - Capodiavolo (Materiali Sonori)


La musica ed in particolare il cantautorato sembrano calamitare sempre di più l’interesse di attori di cinema e teatro, tanto in Italia quanto all’estero, e questo come un ulteriore forma di comunicazione con il proprio pubblico e non già quale ultima spiaggia per reciclarsi in tempi di magra lavorativa (sebbene di esempi ce ne siano a riguardo). L’ultimo attore italiano prestato al cantautorato è Alessandro Benvenuti, il cui percorso artistico è partito proprio dalla passione giovanile per la musica che gli ha consentito anche la prima esibizione in pubblico. I tanti anni dedicati al cinema e al teatro però non hanno sopito questo sue primo amore, che è riemerso qualche anno fa in occasione dell’incontro artistico con la Banda Improvvisa con la quale ha avuto modo di riproporsi come cantante prima con Benvenuti... all' Improvvisa! e poi con l’allestimento teatrale di Storia di un Impiegato di Fabrizio De Andrè. Il desiderio di tornare a scrivere canzoni, è tornato anche grazie alla complicità del produttore e bassista Arlo Bigazzi, che ripescato un brano giovanile di Benvenuti, glielo fece risentire facendo scattare la scintilla per tornare a lavorare su quei brani e scriverne di nuovi. Ne è venuto fuori un pugno di canzoni, tutte originali, che riarrangiate, risuonate ed unite a monologhi inediti scritti da Benvenuti, hanno dato vita al progetto sperimentale in itinere Recital Irrequieto che si è evoluto nello spettacolo di teatro-canzone Capodiavolo, documentato successivamente prima da un libro con testi e fotografie di scena e poi anche dal disco omonimo. Il disco, presenta sette brani estratti dallo spettacolo teatrale, incisi con una eccellente band guidata proprio da Arlo Bigazzi e composta dal chitarrista Antonio Superpippo Gabellini, da Vittorio Catalano al sax , dal batterista Marzio Del Testa e dal percussionista Sergio Odori. Il progetto nasce come una sorta di viaggio nel tempo, un lungo diario che spazia dai brani scritti appena ventenne per arrivare ad oggi e poi volgere lo sguardo verso il domani, in un flusso continuo di poesia, ironia e sentimenti forti, che fanno da sfondo a storie autobiografiche, dense di speranza e voglia di vivere. Il disco ruota intorno alla title track, una tenue ballata narrativa, nella quale Benvenuti racconta la storia della sua famiglia, tra la guerra, gli anni cinquanta, i sessanta e la disillusione degl’anni novanta, per concludersi con questi versi struggenti: “Così perse i denti e buttò via gli occhiali / A un vedovo tanto gli bastan le chiavi / Guardando una foto di mamma Graziella / Un giorno si spense e anche lui ora brilla”. Il fil rouge che lega questo brano agl’altri è l’inquietudine che pervade e caratterizza la vita degli uomini, come nell’iniziale Incantevole Caduta o nell’introspettiva Professione: Terza Vittima, caratterizzata da un eccellente arrangiamento nel quale brilla tutta la versatilità della band. Sul finale arrivano poi altri due brani intensissimi ovvero Gas & La Piccola e Cretini Dentro, quest’ultima caratterizzata da un testo nel quale si susseguono domande sul senso della vita in un flusso di coscienza dalla grande forza poetica. Un ultima nota va ai due strumentali presenti nel disco ovvero il Valzer di Graziella dedicato alla madre e Souvenir D’Alassio, che chiude il disco, rimandando ad atmosfere cinematografiche rarefatte e dense di poesia. Insomma Capodiavolo è un progetto interessantissimo ma il solo disco non basta a testimoniarne tutta la sua complessità artistica e concettuale, ma ne fornisce una visione parziale ancorché affascinante, data la bellezza delle canzoni presenti. Alessandro Benvenuti dimostra di essere un cantautore raffinato, dallo stile sobrio eppure intenso e diretto, e ciò non può far altro che confermare tutte le sue qualità dimostrate già come attore al cinema e in teatro.


Salvatore Esposito