La Munglesa - La Munglesa (Nota)

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Lino Straulino non ha bisogno di presentazioni, ne’ tantomeno di complimenti che celebrino il suo modo di fare musica, per lui parla la sua lunga ed articolata produzione artistica ed in particolare il suo disco più affascinante La Bella Che Dormiva, uscito nel 2005 con la rivista World Music. Quel disco aveva rappresentato per lui, cantautore e ricercatore di canti tradizionali del Friuli, uno snodo importante della sua carriera, essendo stato un ulteriore e fondamentale step di approfondimento delle sue ricerche sul repertorio tradizionale del nord Italia. La naturale evoluzione di quello splendido disco è stato il progetto La Munglesa, gruppo da tempo meditato e rodato nel corso del FolkEst con la complicità di due vecchi amici come Bruno Cimenti (bouzuki) e Andrea Del Favero (percussioni) ma completato qualche mese più tardi con l’ingresso nella formazione di Gabriella Gabrielli, voce ed anima di dei Zuf de Zur, e delle eccellenti strumentiste Elisabetta Macchion (violoncello) ed Elisabetta Boiti del gruppo Clamor et Gaudium (flauti barocchi, cornamusa e ghironda). Uscito originariamente un po’ in sordina nell’autunno dello scorso anno e ristampato di recente dall’etichetta friulana Nota, il disco è stato inciso in presa diretta (con l’eccezione delle voci e delle percussioni) nell’arco di un weekend dello scorso anno, con la collaborazione di Bruno Cimenti. Ne è risultata una raccolta di nove ballate popolari della tradizione piemontese tratte tanto dalla preziosa raccolta ottocentesca di Costantino Nigra quanto dalle ricerche di Roberto Leydi e quelle della cantrici Eva Tagliani e Teresa Viarengo. Proprio a quest’ultima è ispirato l’intero disco, con la particolarità di essere caratterizzato da arrangiamenti che spaziano da atmosfere medioevali al folk di matrice anglosassone. Tale scelta, è solo in apparenza non filologica, ma è tesa non solo a rendere più appetibile al grande pubblico tale patrimonio musicale ma soprattutto punta a riscoprire e a recuperare il background celtico che caratterizza la natura primitiva della tradizione popolare del nord Italia. Larga parte dei brani selezionati per l’occasione, sono ben noti agli appassionati del genere e spaziano dalla classica Cecilia in una versione dal testo ancor più drammatico e struggente e dall’arrangiamento lento e pieno di pathos, a Prinsi Raimund e Papa, demi la bela, fino a toccare le intensissime Moran e I Falciatori, che rappresentano senza dubbio i due vertici del disco. Il progetto La Munglesa rappresenta qualcosa di molto importante per la musica popolare italiana, e mette in luce il particolare approccio alla ricerca di Lino Straulino, che per molti versi ricorda quello di musicisti come Bert Jansch o John Renbourn tanto per eleganza interpretativa quanto per rigorosità nella rielaborazione dei brani tradizionali. Ciò che è poi il vero e grande valore aggiunto di questo disco è la voce di Gabriella Gabrielli, che vantando origini piemontesi e familiarità con il dialetto, è riuscita a fare di un collettivo friulano, uno dei migliori esempi di riproposta della tradizione musicale del Piemonte, rinverdendo i fasti di gruppi come Lionetta o Cantovivo dell’indimenticato Alberto Cesa, a cui è dedicato il disco. Ai lettori consigliamo vivamente l’acquisto di questo disco, sebbene sia caratterizzato da una difficile reperibilità, ma certamente per chi ha familiarità con gli acquisti on line non sarà certamente un limite.

Salvatore Esposito

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