Bandabrian - Col primo colpo Asiago l’è stato colto (LOL Production)


Il progetto Bandabrian nasce nel 1992 e si costituisce come Associazione Culturale nel 1994 con lo scopo di recuperare canti e danze del veneto partendo dagli studi di etnomusicologia di Modesto Brian, fondatore del gruppo, che sin dai primi anni ’80 e dal 1992 insieme a Domenico Zamboni ha condotto un approfondito lavoro di raccolta e catalogazione delle testimonianza orali di quella tradizione che ormai oggi sta scomparendo. Nel corso degl’anni la BandaBrian ha dato vita da incontri, concerti, lezioni, spettacoli per bambini e soprattutto ha pubblicato alcuni dischi interessanti come Bandabrian del 1995 e Leva Su Bela del 1996. Nella loro produzione artistica spicca Col primo colpo Asiago l’è stato colto, progetto discografico del 2004, nato per celebrare le canzoni della Grande Guerra del 1915-1918. Ideato e pensato da Mauro Passarin, direttore del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza, questo lavoro è da considerarsi come un unicum tra i tanti lavori che negl’anni hanno caratterizzato il revival di musica popolare italiano. Tale progetto infatti prevede due dischi di cui, uno contenente oltre trenta registrazioni colte dalla viva voce degl’ultimi testimoni siano essi diretti o indiretti degli eventi bellici, e l’altro invece con l’interpretazione di alcune delle stesse canzoni selezionate per l’occasione ed impreziosite dagli splendidi arrangiamenti della Bandabrian. Si tratta insomma di un lavoro molto complesso dal punto di vista etnomusicologico, che non sarebbe mai stato possibile se alla base non ci fosse stato innanzitutto un attento studio degli originali partendo dalle registrazioni sul campo raccolte dagli stessi musicisti ma anche il contributo delle istituzioni che per una volta hanno promosso un progetto di alto valore culturale come questo. Modesto Brian e Domenico Zamboni hanno per un ventennio ricercato, riscoperto e lavorato a lungo alla ricostruzione di canti, memorie e storie relativi ai dolorosi giorni della Grande Guerra. 
Si è trattato senza dubbio di un lavoro durissimo in quanto, come accade agli avvenimenti più tristi il popolo tende a rimuoverli dalla propria memoria, in questo caso però si è riusciti a riportare in vita integri spaccati di vita popolare in cui ritornano in un flashback gioia, dolore, lutti, freddo e colpi di cannone. Ad accompagnare questo doppio disco c’è un prezioso libretto contenente tutti testi, e soprattutto delle esaustive ed approfondite note illustrative su ogni singolo brano, appositamente redatte dai curatori. Se l’ascolto del disco contente le registrazioni originali, è da considerarsi non facile per tutte le orecchie, ma sia ben chiaro il fascino di queste incisioni è fortissimo, la vera attrattiva di questo progetto musicale è rappresentato dalle reintepretazioni contenute nell’altro disco. Il disco si apre con lo splendido medley tra Pianzè Pianzè Putele e Adio Ronco, quest’ultima ripresa anche da Massimo Bubola ne In Quel Lungo Treno, che ricalca la medesima linea di recupero artistico dei canti della Prima Guerra Mondiale. Durante l’ascolto si passa attraverso strumentali travolgenti come le manfrine o il medley Scottish/Boarischer/Sotti, canti di guerra nati tra i soldati come Col Primo Colpo Asiago l’è stato colto e In Trincea Qui Dietro Alle Rocce o ancora Dopo Dodici Mesi o tristi rese come quella de Io Son Povero Disertore. Particolarmente commovente è la versione corale di Ponte De Priula, che rappresenta senza dubbio il vertice del disco. Col primo colpo Asiago l’è stato colto è un progetto pieno di fascino, che necessariamente dovrebbe rappresentare il giusto modello da seguire per i tanti gruppi che fanno musica popolare in Italia, un disco senza dubbio da riscoprire e da riascoltare con cura.

Salvatore Esposito

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