Vincenzo Santoro, Il Ritorno Della Taranta con Cd audio, Editrice Squilibri – Collana A Viva Voce, 2009, pp.247, Euro 18,00

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Quando nel 2007 uscì il libro che documentava i dieci anni di Notte della Taranta, fu chiaro che il fenomeno della riscoperta delle tradizioni musicali del Salento aveva assunto un rilievo inaspettato e forse inatteso anche per gli organizzatori delle prime edizioni. Quel libro circoscriveva il fenomeno al solo Concertone finale e con buona pace di chi per anni aveva studiato, ricercato e tentato una riproposta della musica tradizionale, veniva tralasciato tutto il lungo cammino che ha condotto il Salento e le sue tradizioni fuori dal buio della memoria. A coprire questo vuoto è stato il giornalista nonchè responsabile dell’ufficio cultura dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, Vincenzo Santoro che con il suo libro Il Ritorno della Taranta ha ripercorso con grande precisione e cura dei dettagli tutto il cammino della riproposta salentina a partire dagli anni sessanta per finire con la Notte Della Taranta. Ne emerge un racconto avvincente ma allo stesso tempo critico, una sorta di controstoria che analizza passo passo tutto il fenomeno tracciandone un quadro non privo di spunti di riflessione. Il racconto si apre con l’importante figura di Rina Durante della quale viene tracciato un profilo accurato facendo emergere a pieno tutta la sua importanza non solo dal punto di vista intellettuale ma anche di stimolo per la riscoperta delle tradizioni. C’è la storia del Nuovo Canzoniere del Salento che non realizzò mai quel tanto agoniato disco, perché si temeva una deriva commerciale che potesse offendere la tradizione. Arriva poi la riproposta prima del Canzoniere Grecanico Salentino e poi del Canzoniere di Terra d’Otranto fino a toccare le esperienze più recenti degli Aramirè dell’Officina Zoè e i film di Edoardo Winspeare. Certo non tutti i protagonisti raccontati da Santoro, saranno contenti e concordi nella sua analisi ma gli va dato atto di aver sottolineato l’importanza di figure come quella di Pierpaolo De Giorgi, di Luigi Chiriatti, di Roberto Raheli ma anche del francese Lapassade, Fumarola e dei Sud Sound System. Più velocemente Santoro si sofferma sugli episodi più recenti, prediligendo il racconto più dettagliato del passato attraverso interviste di approfondimento con i protagonisti, vecchi frammenti di articoli di giornali e testimonianze dirette. Allegato al libro c’è un disco antologico che ripercorre attraverso diciannove brani, tra cui numerosi inediti, tutto il percorso tracciato da Santoro e di cui è perfetto completamento.

Salvatore Esposito