George Merk - X (Tube Jam Records)


Essere figlio d'arte nel mondo della musica, sappiamo bene che più che rendere la strada in discesa, complica non poco la vita. Gli esempi che potremmo fare sarebbero tantissimi e soprattutto molti di essi non positivi. Molto spesso abbiamo assistito al nascere di stelline con il cognome pesante, che dopo aver cavalcato l’onda del successo sulla spinta dei loro più famosi genitori, sono svaniti, fino ad eclissarsi completamente, in qualche altro caso invece le cose sono andate diversamente, e con molta umilità il figlio d’arte di turno ha avuto il coraggio di puntare tutto su se stesso, e di costruirsi una carriera autonoma. E’ il caso ad esempio di Jackob Dylan o di Ziggy Marley, ma per restare in Italia, vogliamo raccontarvi la storia di George Merk. Svizzero di nascita ma inglese d'adozione, questo giovane e promettente rocker è figlio di due mostri sacri della musica leggera italiana, ovvero Teddy Reno e Rita Pavone. A dispetto però della storia musicale dei suoi genitori, nel suo sangue scorrono potenti dosi di Beatles, Jethro Tull, Who, Kinks, e Faces. Merk e dopo una lunga gavetta è riuscito a mettere insieme un power trio con il quale ha realizzato X, il suo album di esordio. Prodotto e distribuito dall'emergente etichetta idie italiana, Tube Jam Records, il disco è una sorta di piccolo bignami della musica rock inglese e mescola tanto ballate dal grande impatto pop con brani elettrici con tanto di psichedeliche chitarre post punk. Brano di punta del disco è senza dubbio il primo singolo estratto Mask On, già in heavy rotation sulle frequenze della BBC inglese, ma non mancano altri episodi di eccellenza come l’iniziale Welcome To The Show, Ants & Spider, A Lazy One e la splendida My Love. Senza fare rivoluzioni, George Merk ha messo insieme una bella raccolta di brani che se ci fosse giunta dalle sponde inglese, è probabile che sarebbe candidata ad essere il caso musicale dell'anno.
Salvatore Esposito