Sergio Marchesini – L’Ordine Delle Cose Original Soundtrack (PlayAudio, 2018)

E’ una traccia breve quella che apre “L’ordine delle cose”. Eppure, in poco più di un minuto, offre molte chiavi di lettura, meglio, di ascolto di un album magistrale, che raccoglie la colonna sonora del film che Andrea Segre ha dedicato al ruolo dell’Italia che chiude le porte ai migranti nel Mediterraneo. Non a caso, è suono di sabbia e forse di onde del mare a cominciare a dialogare con tastiere e oud, mentre sgocciolano scarni indizi melodici, finché la voce sussurrata di Yusra Warsama non intona una ninna nanna somala cui fanno da lieve contrappunto clarino e violino. L’ascoltatore ha appena il tempo per iniziare ad assaporare questa intimità che pare “rubata”, composita e aperta nello spettro sonoro; ma subito viene trasportato in uno spazio acustico diverso, delineato dalle tastiere che tracciano il volo di chi rappresenta l’ “ordine” italiano in viaggio verso Tripoli, un volo attraversato dalle “corde” che intrecciano le sponde mediterranee: kanun, oud, violino e violoncello. Questo gioco di chiaroscuri, di melodie africane e mediterranee che provano a dialogare fra loro, percorre con sensibilità e ingegno discreto quindici delle diciotto tracce. Fanno eccezione tre momenti “estratti” dai dialoghi del film dedicati a tre voci maschili (Rabourdin, Battiston, Pierobon, al telefono con Yusra Warsama). E qui immaginiamo la soddisfazione e il dibattito fra i cinefili riguardo alla capacità della colonna sonora di “catturare” in tre frammenti il viaggio anche interiore del protagonista del film (funzionario del Ministero degli Interni italiano in missione contro l’immigrazione irregolare) e la resistenza dei “musicofili” a veder interrompere a più riprese il flusso musicale. Il partner musicale di Segre è il fisarmonicista, tastierista e compositore Sergio Marchesini, già autore delle colonne sonore di “Come un uomo sulla terra”, “Il sangue verde”, “I sogni del lago salato”, “Mare chiuso”, “La Prima Neve”. In questi ultimi film, le musiche vedevano protagonisti i musicisti della Bottega Baltazar, con cui Marchesini ha registrato cinque dischi. “L’ordine delle cose” apre a nuove collaborazioni: Yusra Warsama (voce), Sofia Labropoulou (kanun), Leonardo Sapere (violoncello), Elia Casu (chitarra) e i musicisti del New Landscapes Trio: Silvia Rinaldi (violino barocco), Luca Chiavinato (oud) e Francesco Ganassin (clarino basso). Con loro Marchesini segue i viaggi fra Italia e Libia del funzionario italiano, ma anche le sofferenze e le speranze che dall’Africa sub-sahariana premono sulla Libia per arrivare in Europa e premono sulle autodifese individuali di chi “protegge” l’Europa dall’immigrazione, cercando di evitare i rapporti personali e le richieste di aiuto, di vie d’uscita dalla detenzione libica. Ne è specchio anche il “libretto” interno alla custodia a quattro ante del cd (ed invece assente dalla versione in vinile): senza aggiungere alcuna parola all’elenco dei brani, ci presenta il volto senza espressione del funzionario in giacca e cravatta e, sullo sfondo, una mappa del Mediterraneo centrale su cui sono segnate tre frecce che, da sud a nord, viaggiando verso la Sicilia attraversando Africa e Mediterraneo, “seminando” i titoli dei brani. Ognuno ha il suo preciso carattere ed, al contempo, un richiamo o un modo di offrire complementarietà al disegno sonoro complessivo. Quasi un quinto del lavoro, nove dei cinquanta minuti, vedono i musicisti impegnati nello sviluppo di “Roma dalla finestra”. Introdotto dall’oud che fornisce un riff basso di riferimento, il tema chiama a raccolta i diversi strumenti prima di alternarli in momenti solistici che cuciono intorno alla melodia variazioni progressivamente sempre più introspettive, occasione per ascoltare in modo più disteso sia le tastiere, sia il clarino nel registro alto. Il brano sta al centro della scaletta e precede le atmosfere più inquiete che parlano del desiderio di una prigioniera somala di riuscire ad arrivare in Finlandia, ma anche di arie d’opera, stelle lucenti e sabbia in bottiglia, su una paletta sonora più rarefatta e dolente. Negli ultimi sette minuti, nella traccia che da il titolo all’album, ritorna la voce di Yusra Warsama, con la ninna nanna iniziale, e questa volta suscita un dialogo strumentale a pieno volume, quasi fino al termine del brano e del disco, con le note finali guidate dagli archi che, pizzicati con sicurezza, offrono un passo di danza. https://lordinedellecose.it/colonna-sonora/ 



Alessio Surian

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