Powerillusi & Friends – Powerillusi & Friends (Nota, 2018)

Il rock demenziale rappresenta una delle peculiarità della scena musicale italiana ed al fianco di Elio e Le Storie Tese, considerati i principali rappresentanti del genere, negli anni hanno preso vita decine di gruppi che ne hanno seguito in qualche modo le orme, ora limitandosi al ricalco, ora ricercando una propria cifra stilistica. In questo senso merita grande attenzione il lungo e articolato percorso musicale dei Powerillusi, formazione nata nell’agosto del 1987 dall’incontro tra Vince Ricotta (voce, chitarra) e Vito Vita (basso, voce) e, via via evolutasi attraverso varie line-up, senza mai abbandonare il contatto con il palco e la produzione discografica con tre album, numerosi singoli e tante collaborazioni come quella con Enzo Jannacci, ma soprattutto portando a casa la vittoria del mitico Festival di SanScemo nell’edizione del 1991 con la canzone “Il bambino povero”. Per celebrare i trent’anni di attività artistica il gruppo ha dato alle stampe un imperdibile doppio album nel quale hanno raccolto ben trentuno brani, reinterpretati dai tanti amici e musicisti incontrati durante il loro cammino. A riguardo nelle note di copertina scrivono: “La vita, amico, è l’arte dell’incontro è un verso di Vinicius de Moraes che ha dato il titolo a un bell’album di Sergio Endrigo realizzato con Giuseppe Ungaretti, Toquinho e lo stesso Vinicius: e se questa affermazione è vera in generale lo è in particolare per chi suona. In più di trent’anni di attività abbiamo conosciuto (in concerti, feste, esibizioni, provini) tecnici del suono, organizzatori, gestori di locali, naturalmente spettatori e molti musicisti, musicisti di tutti i generi e di tutti gli stili: con alcuni di essi il rapporto ha avuto una continuità nel tempo e per questo abbiamo pensato di coinvolgere tutti quelli che erano disponibili nella realizzazione di questo disco, affidando loro ventinove canzoni tratte dalle nostre incisioni precedenti, da riarrangiare e da ricantare secondo il loro gusto musicale”. Quasi fosse un viaggio tra presente, passato e futuro disco è l’occasione per ripercorrere le scorribande dei Powerillusi ora attraverso i sentieri del rock demenziale ora quelli del cabaret ora ancora la canzone d’autore umoristica. Il risultato è un lavoro imperdibile nel quale i brani del passato tornando a risplendere nelle nuove versioni in cui fanno capolino, tra gli altri, gli Skiantos nell’irresistibile “Il Superpezzo”, la divertentissima “La nostra song in inglese” in cui spicca la partecipazione di Omar Pedrini, l’inattesa divagazione dance con la complicità di Pino D’Angiò di “Disco mixon” e i ritmi in levare di “Che bello sto male” con John Righeira. Tra i vertici del disco meritano una citazione le partecipazioni di Alessio Lega con “La voglia di non lavorare, Giangilberto Monti in “Matrimoni e Funerali” e nella scanzonata “Allah è al bar” ma soprattutto “Olio di Palma”, l’ultimo singolo del gruppo in cui spicca la new entry del gruppo del batterista e polistrumentista Paolo Rigotto, già con Banda Elastica Pelizza. Assolutamente consigliato! 


Salvatore Esposito
Posta un commento