Municipale Balcanica – Night Ride (RedTomato Records, 2018)

La Municipale Balcanica nasce nel 2003 dall’incontro tra Nico Marziale (percussioni, batterie e suoni elettronici), Raffaele Piccolomini (sax tenore) e Paolo Scagliola (tromba), tre strumentisti pugliesi che, partendo dai rispettivi background musicali, hanno dato vita ad un originale percorso di ricerca sonoro che incrocia la tradizione della loro terra, ed in particolare quella delle bande da giro, con i suoni e le musiche dei Balcani. I successivi innesti nella line-up di Michele de Lucia (clarinetto e clarinetto basso), Giorgio Rutigliano (basso elettrico) e Raffaele Tedeschi (voce e chitarre) hanno contribuito ad affinare la loro peculiare formula sonora Eastern Europe oriented come dimostra l’ottimo “Fòua”, il loro album di esordio del 2005 dal quale fu tratto anche un fortunato Ep di remix. Nei successivi “Road To Damascus” del 2008 e “Offbeat” questo peculiare approccio alla musica balkan si è via via arricchito di interazioni con stili e linguaggi musicali differenti che si dipanavano dagli echi di musica mediorientale e nordafricana al rock per toccare il jazz. A distanza di sei anni dal loro ultimo album, li ritroviamo con “Nigth Ride” che prosegue il percorso tracciato nei precedenti ampliando il raggio d’azione delle loro esplorazioni musicali verso i ritmi in levare, il pop e l’elettronica. Una scelta ben precisa questa che è volta essenzialmente ad evitare le trappole degli stereotipi tipici della musica balkan, senza però snaturare la loro identità sonora per approdare ad una sperimentazione eclettica e senza confini. In questo senso determinanti nell’arricchire la portata di fuoco sonora del gruppo sono le partecipazioni di Armando Giusti (sax alto), Giacomo de Nicolo (batteria acustica) e Claudio De Leo (synth). Composto da otto brani, più le versioni radio edit di quattro tracce, il disco si snoda attraverso atmosfere e scenari differenti declinati in arrangiamenti evocativi e dal taglio cinematografico che contribuiscono a dare profondità alle tematiche trattate: il senso della fratellanza, l’amore, la passione e il desiderio di guardare verso il futuro alla ricerca della felicità. A caratterizzare la scrittura di ogni brano è l’urgenza comunicativa del racconto ma nel contempo viene esaltato lo sviluppo strumentale delle singole composizioni in cui nulla è lasciato al caso sia nell’impiego dei fiati sia nell’utilizzo dell’elettronica. Aperto dalla dedica agli spiriti liberi di “Constellation” che sembra essere uscita da uno degli ultimi dischi dei Madness, “Night Ride” entra subito nel vivo con il ritmo trascinante e la melodia gothic del singolo “Transylvania Party Hard” e l’evocativa ballata rock dalle venature balkan “Kiss slow kill fast”. Se lo strumentale “Rusty” si snoda tra l’apertura ruvida e atonale ed atmosfere più delicate e rarefatte che approdano verso i territori del jazz e dell’improvvisazione, la successiva “Martin got lost” è un brano riflessivo che racconta il senso di smarrimento interiore e il bisogno di quiete dopo le tempeste dell’anima. Le atmosfere latin militanti di “Polvo y sueños” ci conducono verso il finale con la dolce ballata notturna “Ogni stella” che sembra la versione 5.0 di “Vecchio Frac” di Domenico Modugno e la conclusiva “Deserto nel deserto”, altro strumentale pregevole in cui spiccano gli incroci sonori tra i fiati balkan, l’elettronica e le percussioni mediterranee. Insomma “Night Ride” è un disco di ottima fattura nel quale Municipale Balcanica è riuscita a racchiudere tutto il suo immaginario ispirativo e musicale. 


Salvatore Esposito
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