Bandakadabra – Entomology 2 (Felmay, 2018)

Benvenuti al party predisposto nello studio di incisione della fantasiosa Bandakadabra, la “pocket orchestra” da strada, una “fanfara urbana” – per dirla con Carlo Petrini – dotata di fiati (tromba, tuba, sax alto, trombone), rullante, grancassa e inserti di sousafono, inevitabilmente destinata al suono live. Lo precisano i componenti nelle note di presentazione del loro secondo disco “Entomology2”: «[…] Abbiamo deciso, per la seconda volta, di allestire la sala riprese come fosse una dance hall – bar compreso, ça va sans dire –, di invitare i nostri fan e di incidere un album dal vivo in studio». Il combo torinese ha messo nell’angolo il cliché balkan che andava per la maggiore ai tempi degli esordi, per prodursi in un programma dispiegato in nove temi, diversificati per provenienza geografica e generi musicali, suonati con approccio diretto e fattura imprevedibile, rodati da migliaia di chilometri macinati on the road, da concerti e da collaborazioni, che fanno a meno del superfluo per arrivare dritto alle gambe e ai cuori. È la forza di chi trascina l’ascoltatore (e lo spettatore), mettendoci passione e facendo tremendamente sul serio quando imbraccia gli strumenti, senza perdere di vista il divertimento. Gusto assortito e attenzione mantenuta sempre alta, ondeggiando tra rocksteady, latin sound, jazz e swing, addizionando fisionomie da orchestra anni Trenta e da street band caraibica, e conservando, a tratti, il soffio da fanfara est-europea, che trapela in certe sequenze e che, ad ogni modo, non dispiace affatto. Bandakadabra passa con disinvoltura da “Police Woman”, direttamente dal repertorio degli Skatalites, a “Mango Swing”, dall’irresistibile “Jump, Jive an’ Wail” al classico tema di James Bond. Ancora, dallo swing di Bennie Moten al Count Basie di “Jumpin’ at the Woodside”, da Lennon & McCartney (la versione esuberante di “With a Little Help from my Friends” è uno dei due brani cantati, insieme al cavallo di battaglia di Louis Prima), ai Propellerheads di “(My) Crash”, fino a firmare – ne è autore il direttore, musicista, arrangiatore e trombettista Giulio Piola – la conclusiva “Sushi Candy”. Non rimarrete indifferenti alle lusinghe di “Entomology2”! 


Ciro De Rosa
Posta un commento