Ifsounds – An Gorta Mór (Melodic Revolution Records, 2018)

Questa settimana ci siamo concessi una piccola incursione nel prog e zone limitrofe dedicando la sezione “Contemporanea” del nuovo numero ad “An Gorta Mór”, il recente progetto dei molisani Ifsounds. Nata nel lontano 1993 dall’incontro di: Franco Bussoli, Pietro Chimisso, Claudio Lapenna e Dario Lastella, la formazione è ora giunta al sesto album ufficiale pubblicato dall’etichetta americana Melodic Revolution Records. Se il precedente “Reset” (2015), era stato un disco di “ripartenza” dalle sonorità particolarmente grintose , qui si ritorna alla più familiare combinazione tra prog e rock contemporaneo. Come già accaduto in passato, “An Gorta Mór” ribadisce una certa propensione degli Ifsounds al “pensar concettuale”. A tal proposito citiamo l’album del 2012 “Red Apple” tematicamente legato a “Mela Rossa”, il romanzo del chitarrista, tastierista (e scrittore) della band Dario Lastella e anche il già citato “Reset”, una curiosa investigazione autobiografica. In passato, i primissimi album del gruppo erano basati su concept più “velati”, questa volta, il tema guida del nuovo lavoro risulta forse più concreto e focalizzato. Si parla di “fuga dal dolore”, intesa come tentativo di scavare nella sofferenza per ritrovare l’essenza dell’uomo. “An Gorta Mór” significa “la grande carestia” ed è un riferimento all’olocausto irlandese di metà XIX secolo che portò l’isola a perdere circa un terzo dei suoi abitanti tra morti per denutrizione ed emigrati in fuga dalla fame, che scelsero di affrontare viaggi della speranza in condizioni terrificanti per garantirsi un futuro, e non un futuro migliore, intendo dire proprio un futuro. È evidente che 170 anni dopo le cose non sono cambiate molto, ma si sono solo spostate geograficamente”. Queste parole tratte da un’intervista per Synpress 44, presentano molto bene i temi dell’album che in cinque brani per quaranta minuti di musica, coniuga con piglio particolarmente energico prog classico e rock guidati da chitarre e tastiere, con intermezzi acustici e persino qualche spunto celtico. Tracce come l’acustica “Violet” e soprattutto l’elaborata suite omonima conclusiva (con inaspettato “inserto” corale sul finale) ne sono la dimostrazione. “An Gorta Mór “, segna senz’altro un ulteriore e importante passo per gli Ifsounds ed è stato realizzato con la partecipazione di diversi ospiti: il tastierista Lino Giugliano, Vincenzo Cervelli (Acid Tales, Eva’s Bullet), gli Hexperos (Alessandra Santovito e Francesco Forgione) , Marco Grossi e con la collaborazione dell'artista Fabienne Di Girolamo che ha realizzato personalmente la sua seconda copertina per il gruppo. Se amate seguire gli attuali sviluppi della musica italiana a cavallo tra rock contemporaneo e prog, tra passato e presente, non vi rimane che lasciarvi trasportare dalla musica degli Ifsounds. 


Marco Calloni
Posta un commento