Artisti Vari – Cajun Accordion Kings and the Queen/Jourdan Thibodeaux et Les Rôdailleurs – Boue, Boucane, et Bouteilles/Kyle Huval and The Dixie Club Ramblers – Straight Allons/Bonsoir, Catin – L’Aurore/Joel Savoy, Kelli Jones, Caleb Klauder and Reeb Williams – Farewell, Alligator man (Valcour Records, 2017)

Un viaggio musicale degli States non può prescindere da una tappa a Eunice, Louisiana, uno dei templi della tradizione cajun; obbligatorio un passaggio al Savoy Music Centre (www.savoymusiccenter.com), fondato da Marc Savoy, musicista sopraffino e artigiano di organetti, per le jam session acustiche del sabato mattina, per acquistare dischi o entrare in sintonia con la tradizione francofona del Sud. La cittadina è anche la sede della Valcour Records, creata nel 2006 da Joel, uno dei rampolli della dinastia Savoy, con Phillip LaFargue e Lucius Fontenot. Qui, ci occupiamo proprio di alcune recenti eccellenti pubblicazioni della label, a partire da “Cajun Accordion Kings and the Queen)”. Si tratta di un disco monografico che raduna sedici maestri dell’accordion, proponendo una varietà di stili suonati alla grande da una pletora di insigni strumentisti. Parliamo di veterani dello strumento e di qualche nome meno attempato, ma comunque dotato di estro. 
Ecco i nomi: Ray Abshire, Dirk Powell, Jo-el Sonnier, Marc Savoy, Errol Verret, Car Hollier, Bruce Daigrepont, Jimmy Breaux, Jesse Lége, Walter Mouton, Paul Daigle, Jason Frey, Wayne Toups, Robert Jardell, Steve Riley e l’unica donna, Sheryl Cormier. Le loro performance soliste sono state catturate dal vivo (e filmate, www.valcourrecords.com), conferendo, nei brani cantati, centralità fonica allo strumento, piuttosto che alle voci. Davvero, una bella antologia di organettisti; certo, consapevoli dell’elevato numero di strumentisti in circolazione, ci aspettiamo che qualche altro volume ci presenti ulteriori protagonisti della scena locale. Proviene, invece, da Cypress Island, famosa per le vicine paludi parte della riserva naturale, il violinista e cantante Jourdan Thibodeaux, giovane artista, uno di quelli che nella vita di ogni giorno usa l’idioma francese locale. Accompagnato da Joel Savoy (chitarra), Cedric Watson (fisarmonica diatonica), Alan Lafleur (basso) e Jay Miller (batteria), il suo album di debutto è una vera delizia di composizioni originali in forma di ballate, stomp e two-step. 
Nel suo stile strumentale si può rintracciare l’influenza di Canray Fontenot (si ascoltino soprattutto "Cher Créole” e “T’es Pas Là”), mentre nel brando d’apertura, “Belle Menteuse, imbraccia anche la fisarmonica. Se in “Homme Brisé si apprezza l’accoppiata violino-organetto, nella ballata “Si Je Reviens Pas” è la voce di Thibodeaux a dominare, con la chitarra di Savoy a incorniciare il finale. Bella anche “Blues Reconnaissant”, ma tutto il disco di Jourdan è decisamente consigliato. Di nuovo in primo piano il “one-row accordion” nell’album di Kyle Huval, il quale canta e suona pure la pedal steel guitar. Insieme a Mitch Schexnyder (violino), Jo Vidine (chitarra) e alle comparsate di Joel Savoy (violino e chitarra) e Cody Lafleur (batteria e voce), a distanza di dieci anni dal suo debutto strumentale, quando si mise in luce come nuovo astro della fisarmonica, Huval produce un notevole lavoro imperniato su canzoni che fanno risaltare la sua voce “soulful”; allinea tre riuscite composizioni scritte di suo pugno (“Loin de Moi”, “Day After Day” e “Mes Miseres”) e classici del repertorio francofono, 
tra cui “Fais Do Do,” “Chopique Two Step” e “Tante Adele”, in cui il tema di Austin Pitre viene riletto con l’aggiunta di nuovi versi e combinato con “Flammes D’Enfer”, un altro standard. Invece, Bonsoir, Catin è un sestetto a prevalenza femminile (cinque donne e un uomo), giunto al secondo album, intitolato “L’Aurore”. Dentro ci sono Kristi Guillory (voce e fisarmonica), Christine Balfa (chitarra e voce), Anya Burgess (violino e voce), Maegan Berard (chitarra elettrica e voce), Ashley Hayes Steele (basso e voce) e Daniel Deviller (batteria, percussioni, vibrafono, voce); in più un bel gruppo di ospiti del giro Valcour Records.  Si confermano le doti del combo dal piglio contemporaneo, impegnato a plasmare il proprio songwriting con aperture a tutto campo, tra soul, funk, R&B e rock. Ultimo disco del ottimo lotto è l’omaggio a una stella del Grand Ole Opry: Jimmy C. Newman (1927–2014), nativo di Mamou, Louisiana del Sud, per quasi sessant’anni di casa nello show di Nashville. 
Joel Savoy, Kelli Jones, Caleb Klauder e Reeb Willms, tutti in un qualche modo legati alla musica dell’Alligator Man, hanno radunato un po’ di musicisti provenienti da diverse parti del Paese organizzando un programma imperniato su quattordici classici di Newman. Il gruppo comprende Joel Savoy (violin e voce), Kelli Jones (violino e kazoo) Caleb Klauder (voce, chitarra Acustica e mandolin); Reeb Williams (voce washboard e chitarra Acustica) , Gary Newman (basso), Rusty Blake (pedal steel e chitarra elettrica); Ned Folkerth (batteria), Chris Stafford (Wurlitzer e piano), Tom Krueger (armonica) e Jesse Lége (fisarmonica). È un gioioso blend di bluegrass, blues e country, speziato in salsa cajun: tutto da assaporare. 



Ciro De Rosa
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