Orquesta De Las Nubes – The Order Of Change (Music From Memory, 2018)

In questo nuovo numero di Blogfoolk torniamo a parlare di Music From Memory e lo facciamo con “The Order Of Change”, recentissima compilation dedicata all’Orquesta De Las Nubes, una formazione spagnola attiva tra il 1980 e l’89. Fondata dal chitarrista Suso Sáiz e dal percussionista Pedro Estevan, studenti di tecniche di composizione contemporanea a Madrid, l’Orquesta nacque dal comune interesse dei due per Minimalismo e musiche non occidentali. La soprano María Villa, allora compagna di Estevan, si aggiunse in un secondo momento al duo arricchendo i pezzi con i suoi peculiari interventi vocali. Nata in primis come esperienza live, l’Orquesta De Las Nubes si distinse subito per un’estrema originalità della proposta. Costruite attorno ai loop per chitarra e synth di Sáiz e alle ipnotiche percussioni di Estevan, le composizioni scorrono fluide guidate dai vocalizzi della Villa in un curioso mix tra Ambient, World Music e Minimalismo. Al tempo strettamente connessa alla scena artistica d’avanguardia Madrilena, la formazione era solita esibirsi davanti a un pubblico ristretto di pochi amici, generalmente scultori, designer e pittori. L’opportunità di registrare un album arrivò solo nel 1983, quando l’allora manager del gruppo Silvia Lovosevic fondò la Linterna Música, un’etichetta personale dedita alla pubblicazione della loro musica e di quella di altri artisti affini. Tra il 1983 e il 1987, l’Orquesta De Las Nubes pubblicò tre album:” Me Paro Cuando Suena”, “El Orden Del Azar” e Manual Del Usuario. Nello stesso periodo registrò anche “Musica Esporadica”, un progetto omonimo di prossima pubblicazione realizzato nel 1985 in collaborazione con il percussionista americano Glen Velez. I dieci brani di “The Order Of Change”, pubblicati su vinile singolo, sono tratti da questi tre album. L’iniziale “Un Regalo” introduce molto bene l’atmosfera generale del disco, gli strati di synth e i lenti arpeggi per chitarra di Sáiz, accompagnati dai vocalizzi della Villa, creano atmosfere eteree e delicatissime spesso punteggiate dalle percussioni di Estevan, “Tiempo De Espera” o “Cama Diarmónica” ne sono un perfetto esempio. L’ottima “El Orden Del Azar”, sembra citare le propulsive costruzioni ritmiche di Steve Reich, mentre, la curiosa “Ella No Lleva Gafas” sul finale, unica concessione “uptempo” del disco, tra ritmi pulsanti e linee di chitarra funky, sembra quasi una “backing track” di Arthur Russell o dei Tom Tom Club. Dopo la compilation “Odisea” nel 2016, il recente (e nuovo) “Rainworks” nel 2017, “The Order Of Change” continua l’esplorazione del catalogo retrospettivo di Suso Sáiz. Se amate la sua musica e apprezzate il lavoro dell’etichetta di Amsterdam, non potete lasciarvi sfuggire questo disco. 


Marco Calloni
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