Mare e Miniere XI Edizione. Seminari di Canto, Musica e Danza Popolare, Vecchia Tonnara, Portoscuso, dal 26 giugno al 1 luglio 2018

“Mare e Miniere” è una Rassegna itinerante, in terra di Sardegna, che si sposta per esprimere, attraverso il suono e la musica, l’anima popolare: non solo quella della grande Isola. La sua ricchezza è nella bella intuizione dei seminari che si svolgono ormai da tanti anni, mettendo a disposizione degli allievi il sapere di Maestri di altissimo livello. Complici di questa ricchezza sono i luoghi di potente bellezza, tra il mare, le vecchie tonnare, le reti dei pescatori abbandonate, le tracce buie dei minatori dai “sogni neri” e quel che resta di relitti industriali… vecchie ciminiere come totem e monoliti di civiltà scomparse: perlomeno così si è presentata Portoscuso all’occhio principiante in curiosa partecipazione. Subito dopo l’incontro con la terra, però, per chi vive in sintonia e all’interno di questa magia di inizio estate, c’è anche e soprattutto la grande risorsa del Racconto. Nei momenti di pausa, o rubando qualche frammento di lezione, chi è pronto ad ascoltare può incontrare – sempre complice l’anima popolare – le vite e le storie antiche di Luigi Lai, Maestro di launeddas, quelle “di confine” di Nando Citarella, o ancora le poche parole spesse di malinconia, di consapevolezza e di silenzi di Giovanni Ardu, uno dei quattro strepitosi cantori di Su Cuncordu ‘e su Rosariu di Santu Lussurgiu. 
E così, al mattino e al pomeriggio, gli allievi – quelli nuovi e quelli vecchi che tornano ogni anno, i dilettanti, gli appassionati, i semi professionisti e i professionisti veri alla ricerca di perfezionamento (e forse perfezione in qualche caso) – si sono impegnati fino a domenica 1 luglio, con le lezioni di launeddas (Luigi Lai) di canto popolare (Elena Ledda e Simonetta Soro), di chitarra (Marcello Peghin), di danze popolari (Nando Citarella), di Organetto (Simone Bottasso), di Body Percussion (Gigi Biolcati), di musica d’insieme (Duo Bottasso), di canto corale (Alessandro Foresti), di Mandola (Mauro Palmas) di violino (Niccolò Bottasso); verso il tramonto hanno goduto delle Master Class di Concordu e Tenore di Orosei e Su Concordu ‘e su Rosariu di Santu Lussurgiu. E passare in quelle ore sotto la tonnara, o di lato, o affacciandosi alle finestre, era uno spettacolo nascosto, rubato, poetico. Come quando si passa sotto le finestre spalancate di una classe di danza, magari di giovanissime ballerine… era tutto un suono, un coro attutito, una pausa… potevi passare di stanza in stanza, una dietro l’altra, come in un film francese, con la cinepresa ad incontrare volti sorridenti, sornioni, sorpresi, concentrati. Suono quindi, racconto, leggerezza e anche tanta serietà. 
La serietà dello studio, quella cara al Maestro Lai, quando l’allievo sa che per imparare qualcosa deve impegnarsi per anni, facendo quello che il Maestro dice. C’è tempo per le variazioni. Prima le cose si fanno per bene, come il Maestro impone. Sembra una piccola cosa ma invece è la base del tutto, quella che andiamo perdendo, quella che ci fa pensare che tutti possiamo fare tutto. Non è così. Ci vuole impegno, abnegazione, restare allievi per sempre, ci vuole rispetto e ci vuole disciplina. Poi ci vuole metodo. E passione tanta. Potrebbe non bastare. Che bello. Quanta verità. Questo è Mare e miniere fino al tramonto, sotto la Direzione artistica di Mauro Palmas e lo sguardo attento e presente di Elena Ledda e quello di Simonetta Soro. Due regine sarde, accoglienti, sorridenti, eleganti, giuste. Poi arriva la sera e tra una luna bizzarra e qualche colpo di vento, tra le vecchie barche e la sabbia della Tonnara, ecco apparire qualche luce, una pedana e lo spettacolo ha inizio, con le presentazioni del preparatissimo Ottavio Nieddu: libri, canti, strumenti antichi e moderni, voci. E parole. Difficile raccontare ogni passaggio, ma alcune cose hanno lasciato davvero il segno, come il reading di giovedì 28 giugno, di Simonetta Soro, accompagnata da Mauro Palmas e dal bravissimo Silvano Lobina: “Scavi, storie di miniere”,
racconto di miniere e minatori di Mariangela Sedda. Tra una narrazione e una canzone, i tre hanno creato dei quadri di intensa liricità: storie di uomini chiari condannati al buio e di donne consapevoli e forti. Un racconto che della miniera sa far rivivere la forza, nel bene e nel male, nella crescita e nel dolore, nella consapevolezza e nel nero dei visi e qualche volta delle anime. Bello. Così come bello e intensamente poetico è stato il momento dei Su Cuncordu ‘e su Rosariu di Santu Lussurgiu, con il loro Miserere nella chiesa della Vecchia Tonnara; e ci spiace molto di non aver assistito alla magia di Concordu e Tenore di Orosei, del mercoledì 27 giugno: tutti ce ne hanno raccontato con meraviglia. E ancora il concerto del percussionista Gigi Biolcati col Duo Bottasso e la performance pittorica di Emanuela Scotti (venerdì 29) o la magia del Duo D’Altrocanto col polistrumentista Davide Ambrogio… e tante altre suggestioni e immagini fino al grande concerto di domenica sera, con allievi e maestri insieme a suonare, cantare, sognare, emozionare - sotto un vento birichino ma buono - un pubblico numeroso e sereno. E proprio serenità è l’altra parola di Mare e Miniere. Per chi scrive è stata molto più che un’esperienza musicale: è stato un dono e una lezione, tra le tante del mattino e della sera: una lezione di umanità, di umiltà e di condivisione. Tutte cose senza le quali è impossibile qualsiasi reale ispirazione che parta davvero dal cuore. La prossima edizione di Mare e Miniere si terrà dal 1 al 7 luglio del 2019. Che sia canto, tamburello, lira o organetto sarà ancora musica, freschezza, impegno e poesia. 


Elisabetta Malantrucco
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