Joanne Forman – Cave Vaults Of The Moon (Séance Centre, 2018)

Dopo “Music Of The Five Elements” di Sam McClellan, l’etichetta canadese Séance Centre continua la personale esplorazione di territori sonori inconsueti con una nuova scoperta d’archivio a firma della compositrice statunitense Joanne Forman. Attiva da anni come autrice di opere, musica corale, da camera, orchestrale e per bambini, nel 1987 fu coinvolta nel progetto di scultura “Artifacts From An Alien Civilization” per cui compose le musiche. I pezzi appositamente ideati per l’esibizione, furono poi raccolti su cassetta con il titolo “Cave Vaults Of The Moon”; oggi, ritornano su vinile per la prima volta in una nuova edizione rimasterizzata da Brandon Hocura. Ispirata dalle sculture e dall’atmosfera della mostra, Joanne pensò alla luna come possibile e ipotetica meta per extraterrestri provenienti da un’altra galassia, immaginando musiche che potessero descrivere in modo divertito l’atmosfera sul satellite durante questa curiosa vacanza. Utilizzando esclusivamente chitarra, voce, flauto, Ensoniq Mirage, Juno 106 ed effetti vari, la musicista spaziò liberamente dai deliziosi quadretti in bilico tra folk e new age di“Lauds”, “Moon Castle I/II”, o “Promeni” I/III, alle tentazioni esotiche tra Jon Hassell e il coevo Kerry Leimer di “Codex”, sino ai più oscuri esperimenti corali di “Compline”e “Starset”, per un risultato complessivo piuttosto eclettico in grado di fondere i suoni acustici di chitarra voce e flauto con l’elettronica dei sintetizzatori. Pensati per accompagnare la mostra di scultura nella sua durata complessiva di un mese, questi pezzi ritornano oggi dopo un silenzio di trent’anni offrendoci una nuova opportunità di ascolto. “Cave Vaults Of The Moon” conferma ancora una volta la spiccata curiosità della giovane label canadese, puntualmente impegnata nella ricerca e riscoperta di suoni “altri” e nella promozione di artisti e dischi che meritano di essere conosciuti (e ascoltati) da un pubblico più vasto. 


Marco Calloni
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