Rusties – Queste Tracce… Live: Rare & Lost Recordings 2008-2018 (Hard Dreamers/I.R.D., 2018)

Quella dei Rusties è una storia fatta di amore e passione per la musica, un percorso artistico che ha preso le mosse dai sentieri del songbook di Neil Young, ed è proseguito con non poco successo, mettendo in fila due pregevoli dischi con brani originali cantati in inglese, il gustoso “Dalla Polvere e Dal Fuoco” del 2015 in cui rileggevano in italiano alcuni classici del rock e il pregevole “Dove Osano I Rapaci” datato 2016. Liberi da condizionamenti del mercato e in grado di muoversi con disinvoltura attraverso le tortuose strade del rock, la band lombarda ha tagliato quest’anno il traguardo dei vent’anni di onorata carriera e per festeggiare questo evento hanno, recentemente, dato alle stampe “Queste Tracce… Live: Rare & Lost Recordings 2008-2018”, doppio album che cristallizza l’energia dei live act della più recente line-up e nel contempo ci offre uno sguardo su processo creativo del gruppo, svelandoci la loro capacità di andare “oltre il tempo” coniugando gli stilemi del cantautorato classico con un originale approccio alla roots music. Laddove “Last Rust… The Best & The Rest” del 2009 documentava il primo decennio di attività, dedicato a rileggere il repertorio di Neil Young, questa nuova raccolta si apre con la registrazione del concerto, tenuto il 12 maggio 2016 al Druso di Ranica (Bg), nel corso del quale presentarono in anteprima “Dove osano i rapaci”, primo album di brani originali in italiano. Per quella serata fu preparata, infatti, una scaletta speciale nella quale al fianco delle nuove composizioni in italiano, trovarono posto alcuni estratti dal precedente album di cover d’autore e, nei bis, “Wild Dogs”, “Soldier of Fortune” da “Move Along” e l’immancabile omaggio al cantautore canadese con “Love and Only Love”. L’ascolto svela come il gruppo non si risparmi energia, intensità e trasporto nell’affrontare per la prima volta il nuovo repertorio dando vita ad una cavalcata sonora in cui anche le piccole sbavature diventano indice di una genuinità difficilmente riscontrabile in altri lidi. Il secondo disco, rappresenta l’altra faccia della medaglia, raccogliendo una selezione di registrazioni inedite dal vivo, duetti, jam session, rarità, outtakes, collaborazioni e registrazioni di fortuna, risalenti al periodo dal 2008 al 2012. Insomma, un compendio della storia altra del gruppo nella quale spiccano lo splendido demo in studio dell’inedita Wintersong con la partecipazione della violinista italo-siriana Jada Salem, l’omaggio a John Martyn con la rilettura di “Baby Please Come Home” interpretata con la cantante irlandese Mary Coughlan, la sorprendente jam session sulle note di “Sweet Thing” di Van Morrison con la complicità di Cristana Donà e il duetto con Veronica Sbergia in una strabordante versione di “Down By The River” e che ritroviamo nella versione acustica di “Soldier of Fortune”. Non mancano altri tributi alla storia della musica rock come le belle rese di “Matty Groves”, incisa per un inedito album tributo ai Fairport Convention, ideato dall’indimenticato Ernesto De Pascale, e “A Day In The Life” dei Beatles, ma soprattutto “I Shall Be Released” di Bob Dylan e “Find the Cost of Freedom” di CSN&Y proposte con il bluesman Robi Zonca. Insomma, questo doppio album live ci regala un programma ottimo ed abbondante nel quale immergersi a capofitto, non solo per lasciarsi travolgere dalla vivacità dei Rusties, ma soprattutto per scoprire lo spirito che anima uno degli ultimi esempi di puro artigianato sonoro in Italia. 


Salvatore Esposito
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