Paolo Vinati - A spazier cun Cecilia (Musiga da La Val, 2017)

L’etnomusicologo bresciano Paolo Vinati è uno documentarista molto attivo, con alle spalle numerose ricerche, pubblicazioni editoriali e curatele di CD e DVD condotte in diverse aree italiane e in paesi stranieri (Lombardia, Trentino-Alto Adige, Austria, Croazia e Montenegro). Studioso dal campo di interesse piuttosto ampio, Vinati si è occupato di polivocalità di tradizione orale, musica da ballo e rituale (Carnevale e riti religiosi), canti infantili e strumenti tradizionali. Più di recente, si è dedicato allo studio comparato di quattro diverse formazioni musicali: una band rock, una corale, un gruppo di musica popolare e una banda musicale; la sua indagine ha inforcato le lenti dell’etnografia per analizzare le relazioni tra oralità e scrittura musicale nel processo di apprendimento dei rispettivi repertori, superando, pertanto, quegli steccati metodologici e di prospettiva di indagine che, talvolta, separano discipline etnomusicologiche, musicologia e studi di popular music. Su queste direttrici di ricerca s’inserisce “A spazier cun Cecilia”, ossia “A passeggio con Cecilia”, pellicola che porta come sottotitolo: “Storia de na musiga de paisc”. Ci troviamo in Val Badia, terra di confine e di convivenze culturali, a La Val, borgo di lingua ladina, chiamato La Valle in italiano e Wengen in tedesco, situato ai piedi del gruppo Kreuzkofel/Fanes e dei prati di Armentara. I ladini sono tra i più antichi abitatori delle Dolomiti e il loro idioma reto-romanzo, che è tra le lingue minoritarie tutelate nel nostro Paese, ha avuto storici e letterati come Micurà de Rü, al quale si deve l’elaborazione di una trascrizione consona a tutte le parlate del ladino dolomitico, o il poeta Max Tosi, impegnato nella salvaguardia della lingua nel Novecento. Nel DVD, della durata di settantacinque minuti (con sottotitoli in italiano, inglese, tedesco e ladino), Vinati segue il punto di vista della Banda di La Valle nella sua vita non soltanto come ensemble orchestrale (prove, riunioni, concorsi, concerti), ma come spia di più ampi meccanismi di comunicazione sociale al suo interno e nel territorio; li segue nelle pratiche musicali e nella partecipazione alla vita sociale della comunità locale. Insomma, Vinati si occupa della contemporaneità, nel suo lavoro sul campo non va alla ricerca di un barlume residuo o di “vecchie cose” (alcune immagini risalenti agli anni Novanta del secolo scorso sono serbatoio di memoria e necessarie per osservare i mutamenti intercorsi in seno all’ensemble e al suo fare musicale), ma documenta pratiche in atto oggi. Si colgono le trame di un paesaggio culturale dotato di una propria autonomia, ma in stretta relazione con il mondo esterno. Le immagini documentano le interviste al direttore della banda per osservarne la funzione e il rapporto con i musicisti, così come la parola è data ai componenti della banda per indagare modalità di apprendimento, tecnica strumentale, performance e ruolo assolto dalla banda in seno alla comunità locale, di cui la banda – e questa, com’è noto, è ancora una prerogativa dell’intera Penisola – rappresenta una corporazione ben radicata. In definitiva, “A spazier cun Cecilia” è un significativo contributo alla conoscenza della cultura musicale del nostro Paese. www.musigalaval.it 


Ciro De Rosa 
Posta un commento