Lila Downs – Salòn, làgrimas y deseo (Sony Music, 2017)

“Salòn, làgrimas y deseo” è il quattordicesimo album di Lila Downs, celebre cantautrice messicana americana, nata nella regione di Oaxaca nel 1968 da una cantante mixteca e un insegnante britannico-americano. Dopo la laurea in canto e in antropologia all’università del Minnesota, è ritornata a vivere in Messico, dove ha cominciato a suonare nei club di Oaxaca assieme al sassofonista Paul Cohen, divenuto poi suo marito. Ha debuttato nel 1994 con “Ofrenda” ed è nel tempo diventata una delle principali interpreti del circuito della world music internazionale. Fra i successi della sua lunga, collaudata carriera c’è la partecipazione a “Frida”, in cui la Downs, oltre ad apparire nel film, ha partecipato alla colonna sonora interpretando “Estrella oscura”, “Benediction and dream”e il brano “Burn it blue”, eseguito assieme a Caetano Veloso sul palco degli Oscar nel 2003. «Nella mia immaginazione, il salòn del titolo è un luogo dove si danza con malinconia ma anche con sentimento e desiderio», spiega la Downs in un video di presentazione dell’album. Metà delle canzoni sono di composizione originale, altre sono ispirate alla musica tradizionale messicana: dalla cumbia "Urge", che apre l’album, ai classici bolero del canzoniere messicano come “Piensa en mi” e “Palabras de mujer” di Agustin Lara, “Un mundo raro” di Josè Alfredo Jimenez, “La mentira” di Alvaro Carrillo, per finire a “Querreque” divertente, grintosa canzone tradizionale che elenca i distillati alcoolici (dall’aguardiente al pulque dal mezcal alla tequila) come improbabili parenti. “Tus pencas”, il cui titolo si riferisce alle foglie carnose dell’agave da cui si ottiene la bevanda fermentata del pulque, è dedicata alla sensualità maschile. Scritto insieme a Paul Cohen, il brano pop "Peligrosa", primo singolo estratto dall’album, è dedicato all’affermazione delle donne. In “Envidia” la voce di Lila dispiega la potenza del suo canto e duetta con il rocker argentino Andrés Calamaro in una canzone che parla dell’orgoglio di essere latini e dell’invidia provata dalle persone più potenti. La dolcissima “Inmortal”, accompagnata dal violino, è ispirata a Oaxaca, la regione dove Lila è nata. «Ho finito per realizzare un album con uno spirito molto femminile», dice l’artista. «Ho sviluppato la mia carriera in un campo dominato da uomini, molti dei quali difficili da gestire. Di conseguenza, ho imparato a essere forte. Ho combattuto con quegli uomini, ma ho anche fatto la loro conoscenza. Questo disco riflette il mio punto di vista, la mia esistenza, il modo preciso con cui ho finito per vivere la vita». Ascoltare “Salòn, làgrimas y deseo” è un autentico godimento: perché la voce di Lila è formidabile ed espressiva con toni appassionati di sfida e di seduzione, perché si accompagna a musicisti che sono degli autentici virtuosi, perché i suoi brani si ispirano alle tradizioni messicane – anche quelli da lei composti – catturandone gli umori più drammatici ed i più spassosi, ed esaltano fieramente il ruolo delle donne. Cohen, marito di Lila, in quest’album è in parte produttore, in parte interprete al sax, in parte è arrangiatore. «La parte strumentale è stata costruita poco a poco aggiungendo ogni volta un ingrediente nuovo, come si fa in cucina», spiega lui nel video. La line-up annovera sassofono, accordeon, jarana, basso, percussioni, chitarra elettrica ed acustica, violino e pianoforte. Gli arrangiamenti sottolineano "Tus Pencas" con il ritmo energico, sviluppano in una calda, raffinata atmosfera jazz "Seguirè mi viaje" e si aprono nei suoni maestosi di "Un mundo raro". Inoltre, si trovano accenni di danzón, son cubano, raffinato jazz e anche rock. “Salòn, làgrimas y deseo” colpisce anche per la fusione della musica messicana con la musica moderna in un continuo rimpasto, grazie alla spinta creativa degli autori ed arrangiatori. Oltre a Andrés Calamaro, in questo progetto Lila ha invitato artisti come il cantante flamenco Rom spagnolo Diego El Cigala, la cantante indie-pop messicana Carla Morrison, l'attrice e cantante cilena Mon Laferte e la band Oaxacan Banda Tierra Mojada. «In queste collaborazioni anche il destino ha giocato il suo ruolo, perché questi artisti sono molto difficili da chiamare. Vengono da mondi diversi. L'essenziale è trovare un terreno musicale comune». Amore per la vita, per il dono della musica, sofferenza dell’essere umano sono i temi delle canzoni composte da Lila. Anche il suo attivismo politico e la sua indignazione per lo stato attuale del mondo, il suo sdegno per la corruzione endemica che affligge il Messico e per i cambiamenti politici negli Stati Uniti, sono tutti presenti in questo album. Lila è stata ambasciatrice di Amnesty International contro il femminicidio in America Latina, portavoce del Fondo Guadalupe Musalem per l’educazione delle bambine indigene della natia Oaxaca e della Pan American Health Organization per combattere la mortalità materna. Ha sostenuto diversi progetti culturali e sociali, cantando musica messicana e nativa tradizionale della Mesoamerica, in spagnolo, in inglese e nelle lingue delle culture Mixteca, zapoteca, Maya e Nahuatl. Oltre che nelle canzoni e in progetti di attivismo sociale, ha espresso pubblicamente le sue preoccupazioni su questioni come la giustizia, i diritti civili, le minacce ai giornalisti e sulla situazione dei migranti negli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump. «Credo di essere una persona cerebrale e spirituale, invece con la musica viene fuori la mia parte più sensuale». La voce cangiante di Lila Downs, notevole per la sua estensione vocale ed emotiva, supera il linguaggio e trasmette emozioni; passa da uno stile all’altro contando sia sull'esplorazione artistica che sulla sensibilità. Abbina in modo stupefacente testi sulla solitudine all’audacia di una schiera di ottoni, quindi cambia registro e passa a canzoni sentimentali, arrabbiate o divertenti. Le sue composizioni sono tra i brani più riusciti, dalla provocatoria “Tus pencas”, sulla quale è sostenuta da un'orchestra mariachi, a “Son de Juarez”, tributo a Benito Juárez che nel XIX secolo fu il primo presidente messicano indio. 


Carla Visca
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