Italian Sounds Good: Roy Paci & Aretuska, Après La Classe, Vallanzaska, Saber Système, Chiara Giacobbe Chamber Folk Band, Mirco Menna, Mauro Pina, Edoardo Pasteur, Marco Rò, Luca Bash, Yato

Roy Paci & Aretuska – Valelapena (Etnagigante/A1 Entertainment, 2017)
Intraprendere nuovi percorsi, esplorare nuove rotte e incontrare nuovi suoni diventa spesso l’occasione per dare una rinnovata linfa vitale ad una esperienza artistica. E’ il caso di “Valelapena”, album nuovo di zecca di Roy Paci & Aretuska nel quale hanno raccolto dieci brani rimettendo in discussione quelle che erano le coordinate del loro cammino artistico. Nato da una gestazione non poco sofferta fatta di interruzioni e ripartenze, questo disco rinnova nei suoni e nelle ispirazioni la cifra stilistica del musicista siciliano e della sua band, partendo dalla scelta di mescolare ritmi e colori sonori differenti. Registrato ai Posada Negro Studios, “Valelapena” è un disco corale nel quale ritroviamo storici collaboratori degli Aretuska come il chitarrista John Lui e il cantante Moreno “Emenél” Turi ma anche altri compagni di viaggio, vecchi e nuovi come Daniele Silverstri, Deuce Eclipse, Ivan Nicolais, Dub Fx, la voce dei CorVeleno Primo Brow e Dani Castelar che ha dato una spinta fondamentale alla ricerca del sound. Aperto dalla riflessione sull’Africa intessuta sui ritmi afro-beat di “Makuè”, il disco ci conduce prima verso i ritmi latin di “Destino Sudamerica” e poi all’ironia leggera del funk “No Stop” firmata da Daniele Silvestri, per giungere all’anthem “Revolution” in cui spicca la tromba di Roy Paci. Se “Ipocrita” vede un intervento magistrale di Dub FX, la successiva “Medicine Man” si caratterizza per influenze new wave e post punk. L’inno alla vita “Beautiful Like The Sunshine” e il sound da big band jazz della title-track ci conducono al finale in cui spicca l’autobiografica “Augusta” che chiude un album di grande fascino e non privo di brani pregevoli.

Après La Classe – Circo Manicomio (Godzillamarket/A1 Entertainment, 2017)
Alzi la mano chi non conosce “Lu Sule, Lu Mare, Lu Jentu”, diventata un vero e proprio anthem per il Salento, e più in particolare uno dei brani simbolo della scena musicale salentina degli anni zero. A firmarla erano nel 2002 gli Après La Classe nel disco di debutto omonimo, che seguiva ad una lunga gavetta intrapresa alla fine degli anni novanta. Da allora la band salentina non si è mai fermata, ma anzi ha messo in fila una serie di ottimi dischi e tanti concerti che li hanno portati a girare in lungo e in largo la nostra penisola. In ogni loro lavoro, in ogni loro tour hanno sempre cercato di spostare più avanti il confine delle loro ricerche musicali e non ci sorprende ritrovarli quest’anno alle prese con la carovana di “Circo Manicomio”, bel disco di inediti nel quale gli Apres La Classe si divertono a mescolare il raggamuffin con ritmi latin, il tutto impreziositi da testi in salentino, italiano, francese e spagnolo. Aperto dall’annuncio “E’ arrivato il circo” officiata dalla voce dell’amico Caparezza, il disco entra subito nel vivo con la festosa title-track che ci porta alla scoperta della folle compagnia circense. Se i ritmi in levare di “Pueblo” sono un invito ad unirsi e combattere il sistema, la successiva “Guerra Romantica” è il racconto di una storia d’amore che ci introduce alle splendide “Estoy Loco Por Ti” e “Solo Tu”. La lista di verità ignorate di “E’ vero” in cui protagonista è la voce di Cesko e la trascinante “La Gelosia” ci conducono alla carica spensierata “Pasa la banda”, ma la vera chicca del disco è la bella versione ska de “Il cuore è uno zingaro”, che gli Après La Classe rileggono in una versone frizzante aggiungendovi nuovi versi in salentino. “La Desventura”, il roots “Alma” con il featuring di Attila,  “El Presidente” e “Voliamo Via” completano un disco solare ed intenso come solo gli Après La Classe sanno fare.

Vallanzaska – Orso Giallo (Maninalto! Records, 2017)
Attivi a partire dal 1991, i Vallanzaska ovvero Davide Romagnoni “Dava” (voce), Lucio Contini “Lucius” (chitarra), Christian Perrotta “Skandi” (tastiera), Luca Specchio “Spekkio” (sassofono), Andrea Vagnoni “Vanny” (basso), Francesco Piras (tromba), Davide Bini (batteria), sono considerati i pionieri dello ska punk in Italia, e nell’arco della loro ultra ventennale carriera hanno messo infila una corposa discografia di ben dieci album infarciti di hit come “Cheope”, “Reggaemilia”, “Boys from Comasina”, “SisisiNonono”, “Spaghetti ska” e “Generazione di fenomeni”.  A distanza di tre anni da “Thegenerazione” li ritroviamo con "L'orso giallo", album nel quale i ritmi in levare si mescolano ad un sound pop-rock e ad una scrittura più leggera, segnando in un certo senso una piccola grande rivoluzione copernicana nel percorso della band milanese. I quattordici brani del disco, ruotano intorno al tema dell’ansia che affligge l’uomo moderno, che indagano passando in rassegna nelle sue diverse sfumature. Si passa, infatti, dal malcostume della politica messo alla berlina in “Assessore” alla hit “Balla” che suona come un invito a prendere la vita con leggerezza senza abbandonarsi all’ansia, dalla canzone sul terrorisimo “Easy” alla critica al consumismo del mondo occidentale di “Ladri di cani” per giungere alla onirica “DUBai” dove biciclette d'oro circolano sulle autostrade. L’omaggio agli Specials e la canzone d’amore “Butterfly” ci introducono, prima al singolo “Quando è gatta” sulla legalizzazione delle droghe leggere e poi a alla divertente “Soia”. Verso il finale a spiccare sono le gustose “Non Poco Più”, “Sei qui” e il ritratto dell’attuale presidente degli Stati Uniti “Donald Trump”. Se avete amato i Vallanzaska non potete non ascoltare questo disco, non fosse altro che per scoprire la loro nuova direzione. 

Saber Système – Nuevo Mundo (Associazione Culturale Gai Saber, 2017) 
La fervente scena musicale delle valli occitane italiane ci ha abituato, negli anni, a diverse belle sorprese che puntualmente ci arrivano al fianco dei dischi delle formazioni storiche come i capofila Lou Dalfin, i Lou Seriol e i Gai Saber. Proprio in seno a questi ultimi ha preso vita il bel progetto Saber Système che vede protagonisti Antonio Rapa (voce), Maddalena Giuso (voce e flauti), Fatima Camara (voce), Beatrice Conta (tastiere e sound system), Linda Oggero (batteria), Maria Vittoria Giraudo (chitarra) e Anna Cavallera (voce e flauti), sette ragazzi dai diciotto ai vent’anni i quali hanno unito le forze per proseguire, a loro modo, il viaggio intrapreso dai padri nobili Gai Saber nel 1997 con “Troubar R’Oc” dando vita ad un incontro tra la musica tradizionale occitana e i suoni dell’elettronica e della dancefloor. E’ nato, così, “Nuevo Mundo”, disco che raccoglie undici brani dal tratto glocal nel quale le radici musicali della propria terra incontrano i suoni del sound system contemporaneo, il tutto impreziosito da tanto da testi in francese, spagnolo, occitano, italiano e dioulà della Costa d'Avorio, quanto il desiderio di superare ogni forma di discriminazione e intolleranza attraverso la musica. I flauti, l'organetto diatonico, le voci si mescolano ai beat sintetici del pop, incontrando i ritmi dance, trap, raggaeton e quelli del  coupé decalé ivoriano. Il risultato è un lavoro dall’originale sound electro-pop-world che si insersice nel filone della nouvelle-vague elettronica francese. Durante l’ascolto si attraversano temi come l’insicurezze tipica dell'età giovanile (“Ikayè”), le difficoltà dell'incontro fra culture diverse (“Sans peur”) e la necessità di non arrendersi mai dinanzi alle difficoltà di chi arriva in Italia da straniero (“La révanche”), ma i veri punti d’eccellenza li si incontrano con “Il canto dei venti” in cui mettono in musica un testo del poeta peveragnese Gino Giordanengo e “Saber décalé” un coupé decalé in salsa occitana da non perdere. “Nuevo Mundo” è, insomma, un album da ascoltare con attenzione per scoprire nuove traiettorie possibili della musica occitana.

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