Eblen Macari – Música Para Planetarios (Séance Centre, 2017)

In occasione della nostra recensione dedicata a “Trespassing” di Michel Banabila, vi avevo anticipato che saremmo presto tornati con nuove e imminenti sorprese “targate” Séance Centre… Promessa mantenuta! Eccoci pronti a riservare la nostra sezione “Contemporanea” del nuovo numero a “Música Para Planetarios”, splendido disco del compositore messicano Eblen Macari – Garniel, ascoltato per voi in anteprima da Blogfoolk. I master dell’album originale, pubblicato nel 1987 dalla Emi e dalla messicana DAKTA, ora affidati alle preziose cure della giovanissima e audace label canadese, hanno ricevuto un attento trattamento restituendoci una ristampa dal risultato sorprendente tanto dal punto di vista sonoro, quanto da quello grafico. La Séance Centre al momento ha all’attivo anche altre due ristampe in vinile: “Trespassing” di Banabila, appunto, e “Keyboard Fantasies” di Beverly Glenn- Copeland disponibile anche in cassetta. “Música Para Planetarios”, album d’imminente pubblicazione, è stato originariamente composto per le performance settimanali presso il Planetario Luis Enrique Erro di Città Del Messico. Nelle cinque tracce del disco, Macari è alle prese con: Ensonic ESQ-1, Korg Poly 800, chitarre e ocarine (preispaniche). L’organico si apre a comprendere anche una gamma completa di percussioni preispaniche, una voce soprano e persino un clavicembalo Barocco. All’ascolto,“Música Para Planetarios” ci offre qualcosa di piuttosto unico; mai come questa volta, il significato della parola risulta davvero azzeccato. La musica del compositore riesce infatti a far convivere con sorprendente gusto e continuità le sonorità acustiche delle chitarre a sei e otto corde, del clavicembalo e delle percussioni, con gli efficaci arrangiamenti affidati ai sintetizzatori. Ritmiche mediorientali, musica tradizionale Messicana e Barocca, sono immerse in un contesto sonoro assolutamente peculiare “Planetarios Suite” e “Supernova En Macuspana” ne sono la dimostrazione, ma ancor più forse il secondo lato dell’Lp con tre brani di gran pregio, tra i quali segnaliamo in particolare l’acustica “ El Grito De La Lluvia e soprattutto la conclusiva (e splendida) “Lux Aeterna” ancora guidata dalla chitarra acustica alla quale si aggiungono in un secondo momento i sintetizzatori arrangiati sapientemente da Almeida, il clavicembalo e la voce soprano di Janet Macari, per raggiungere un “climax” di notevole suggestione. Oltre al progetto in questione, Eblen Macari ha all’attivo diversi album tra i quali segnaliamo in particolare: “Glaciares” pubblicato nel 1984 e “Cartas De Navegación” del 1989, realizzato ancora con la collaborazione con J.L Almeida, lavori di assoluto pregio che affrontano ricerche affini a quelle di“Música Para Planetarios”. Attualmente, il musicista è anche direttore dell’Eblen Macari Ensemble, impegnato in una personale ricerca musicale che combina l’utilizzo di: chitarra contemporanea, Jarana Jarocha, clavicembalo e percussioni mediorientali, in un percorso musicale che scava sino a scoprire le radici arabe e barocche della musica messicana, mescolandole con improvvisazione e linguaggi d’avanguardia in un mix unico. Alla luce di queste premesse, “Música Para Planetarios” risulta un disco difficile da descrivere e non semplice da inquadrare in poche e semplici parole che rischierebbero di trascurarne l’effettivo valore. Il migliore invito che posso farvi quindi, è semplicemente quello di ascoltarlo, ne rimarrete ammaliati… 


Marco Calloni
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