Franco Giordani – Truòisparìs (Nota, 2017)

Come già evidenziava il precedente “Incuintretimp”, suo esordio da solista, il polistrumentista (chitarre, basso elettrico, bouzouki) e autore friulano di Claut è un nome da tenere in considerazione. “Truòisparìs”, “Sentieri spariti” in italiano, è un album che mette al centro le sfumature linguistiche dei paesi della sua terra (Andreis, Barcis, Cimolais, Claut, Erto e Casso), per raccontare piccole storie, ispirate a immagini e personaggi della Valcellina, nell’alto pordenonese, una valle che separa le Prealpi carniche da quelle bellunesi. In “Dulà che i truòis i sparìs”, l’autore rende chiaro il mondo dal quale proviene, cantando: «Sono nato dove l’acqua scende di corsa / sono nato dove il tempo ha il freno a mano / dove hai sete anche dopo la sbornia / dove i sentieri spariscono / ma se un paese si spegne non se ne accorge nessuno / tutti parlano a vanvera / e si piange quando è tardi». È un disco pulito, sobrio e diretto, che mette in riga canzoni scritte dallo stesso Giordani e altre composizioni le cui liriche provengono da poeti e scrittori della Valcellina: Federico Tavan (“Uchì”, “Picial Cjant”, “Ah se saveve”, “Ce prôvi”), Giuseppe Malattia (“Bionda o bruna” e “No stai vei poura”), Andrea Nicoli (“Par no page’ al dathio” e “Dusc compaign”) e Mauro Corona (“La so scianta”). Il friulano ha cucito un vestito sonoro folk di matrice americana, con aperture Irlandesi e flamenco. Il timbro caldo di Franco domina, ma il tutto si esprime con maggiori cambi di marcia e di umore rispetto al debutto di “Incuintretimp”, pur restando marcata l’impronta intima e i rimandi a Gang, Massimo Bubola o ai conterranei Lino Straulino e Luigi Maieron. Nel bel gruppo di musicisti che accompagna Giordani ci sono Massimo Gatti (mandolino), Jens Kruger (banjo), Michele Pucci (chitarra classica), Giulio Venier (violino); Claudio Sanfilippo duetta con lui in “Ega Neigra”, una canzone dal temperamento buboliano sulla tragedia del Vajont. Tra le altre sue composizioni, spiccano “Bepi Manarin” e “Revelli”, quest’ultima dedicata al calciatore friulano del Torino, che perì nel disastro di Superga. Oltre agli interventi scritti che inquadrano il mondo valligiano, il CD contiene i testi delle quattordici canzoni, foto e un racconto inedito di Mauro Colonna. 



Ciro De Rosa 

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