Martha Mavroidi – I Klosti kai to Veloni/Thread and (Violins Productions, 2017)

Il precedente album di Martha Mavroidi si chiudeva con un canto dell’isola di Chios per la sola voce della cantante greca; era, in un certo senso, un prodromo a questo quarto lavoro discografico imperniato su materiali trattati con voce ‘pura’. Con i suoi tre album prodotti, Mavroidi, cantante, compositrice e liutista (lafta e saz), occupa un posto di rilievo nella musica di ispirazione tradizionale greca. La sua formazione musicale è composita, tra studi di musicologia ad Atene, di etnomusicologia alla SOAS di Londra e alla UCLA di Los Angeles e di musica contemporanea al Conservatorio di Amsterdam. Mavroidi ha approfondito canto bizantino, bulgaro e altre tecniche canore; oltre che in trio, lavora in cori ed ensemble vocali, è didatta, dirige l’Happy Hour Choir e il Coro Folk Greco Conservatorio Nazionale di Holargos. Ha composto musica per film, danza e teatro ed è direttrice artistica del Tinos World Music Festival. “I Klosti kai to Veloni/ Thread and Needle” sposta un po’ più su l’asticella, visto che è un disco più impegnativo perché interamente vocale. E non è un caso che in epigrafe Mavroidi abbia scelto un passaggio da “Pragmatognosia” dell’autore modernista Nicos Gabriel Pentzikis, dedicato alle «moltitudini di voci che riempiono il mondo». Per l’occasione la musicista ateniese ha lavorato con sovra-incisioni e loop-station, ma soprattutto ha raccolto intorno a sé una pletora di cantanti eccellenti tra i quali spiccano la connazionale Savinna Yannatou, il quartetto Yasemi (di cui Martha è un membro e in cui c’è Irini Derebei, esperta di musica antica e collaboratrice di Jordi Savall), propenso a combinare i modi delle vocalità balcaniche e greche con armonizzazione contemporanea, e le bulgare Eva Quartet. I materiali selezionati sono attinti dalla tradizione greca o composti di suo pugno dalla cantante o cofirmati. Il disco si apre (useremo per comodità i titoli in inglese o in traslitterazione in alfabeto latino) con “Little Sea”, arrangiamento di un ‘monolaros’, un canto tradizionale dell’isola egea di Skyros, per continuare con la prima chicca del CD, “Alexandris”, polifonia tradizionale tracia, eseguita con il quartetto Eva (Gergana Dimitrova, Sofia Kovacheva, Evelina Christova e Daniela Stoichova). “Daughter you are asleep” è una carola di Megalo Monasteri nella Rumelia orientale, mentre “Jasmin” è la prima composizione di Mavroidi del disco, ripresa di un topos tradizionale del lamento per l’amore distante, cantato con il quartetto Yasemi. A “Romaniko”, interpretazione in trio di una composizione di Vasile Pandulescu (“Geamparale de la Fetesti”), segue “Yerevan”, altro brano originale cantato in coppia con Tasos Poulios. Le memorie avite di danza sono trasfigurate e cantate in “Dafkos and Lefka” con Poulios e la partecipazione vocale dell’attore di Salonicco Argryris Bakirtzis. Se “Haiku” giapponese, cantato in duo con Nicolas Ventouris, si ispira all’hocket dei pigmei Aka dell’Africa Centrale, e “Garip” combina melismi mediorientali e vocalizzazioni del tala indiano, la dolce “Crazy Rabbit” è un tripudio di voci greche (tra cui Yannatou). Polifonia vincente anche in “The Lover”, bell’arrangiamento di un canto in stile rizitiko cretese, laddove “Stani pando” esalta la versatilità vocale di Mavroidi. Il testo di “Moon” è del già citato Pentzikis: qui la voce di suo figlio Grabriel Nicos si unisce a quelle di Mavroidi e di Poulios. Il finale è un canto infantile di Kranidi nell’Argolide. La varietà vocale dell’album e le notevoli individualità canore presenti rendono “Thread and Needle” un disco che merita attenzione. www.marthamavroidi.com 


Ciro De Rosa
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