Extraliscio – Not-Danceable (Imballabilissimi)/Balabilessum (Ballabilissimi) (iCompany/Casedei Sonora, 2017)


La riscoperta del ballo liscio a cui si sta assistendo negli ultimi anni in Romagna, nasce da una lunga serie di illuminate operazioni discografiche susseguitesi negli anni e volte a donare nuova luce ai repertori dei padri nobili Zaclén e Secondo Casadei. E’ il caso dello splendido ed imprescindibile “Un ballo liscio” di Riccardo Tesi, o della eccellente collana Tacadancer messa in fila da Sheherazade o ancora i diversi lavori che hanno visto protagonisti Claudio Carboni, Andrea Bonicini e Simone Zanchini. In questo contesto, si inseriscono opere pregevoli come il recente docu-film “Vai col liscio” prodotto da Sky Arte ed anche interessanti progetti da Balera 2.0 volti a declinare in chiave rock del liscio e a spostare più avanti i confini delle esplorazioni di nuove sonorità. Significativo in questo senso è il caso di Extraliscio, fortunata esperienza artistica nata dall’incontro tra il chitarrista Mirco Mariani e alcuni protagonisti della storia del ballo rivierasco. Dopo il successo di “Canzoni da Ballo” dello scorso anno, li ritroviamo in versione All Stars con “Not-Danceable/Balabilessum”, doppio album nel quale una selezione di classici del repertorio di Secondo Casadei sono riletti in versione sperimentale nel primo disco, mentre nel secondo in una chiave canonica dal punto di vista filologico. Abbiamo intervistato Mirco Mariani, già frontman dei Saluti da Saturno, ed insieme a lui abbiamo ripercorso le vicende del gruppo, per soffermarci su questo nuovo lavoro e i progetti futuri.

Partiamo un da lontano. Quattro anni fa per la prima volta vi siete esibiti al Ravenna Festival. Com’è nato il progetto Extraliscio?
Come sempre, almeno nel mio caso, i nuovi progetti musicali nascono dal desiderio costante di esplorazione di scenari inediti, che a un primo sguardo, sembrano lontanissimi dai suoni che abitualmente utilizzo nel mio linguaggio artistico. In realtà lo spirito romagnolo è, innanzitutto, il primo legame con il liscio. Se sei nato in Romagna, la relazione con questa tradizione, che è anche la tua, è inevitabile.  Per cui l’incontro è naturale. Sostenuto anche dal fatto che i musicisti delle orchestre di liscio sono dei virtuosi straordinari, capaci di esecuzioni da grandi del jazz e della classica. Ne ho subito il fascino e questa fascinazione si è poi trasformata in Extraliscio.

Come si è evoluto il progetto in questi anni?
Il progetto, come è giusto che sia, vista la provenienza di molti dei musicisti coinvolti, si è evoluto soprattutto attraverso l’attività dal vivo, i concerti, nei posti più disparati, dai luoghi colti, come il Ravenna Festival, che, per primo ha creduto nelle possibilità ‘diverse’ di una musica che nasceva nelle balere, ma aveva tutte le caratteristiche per uscirne. E poi le sale da ballo tradizionali, i centri sociali, i festival rock.  Insomma, abbiamo portato il liscio a un pubblico che mai lo aveva apprezzato, spesso snobbandolo. E al tempo stesso abbiamo fatto ascoltare ai ballerini tradizionali, un suono radicato nel passato, ma proiettato nel futuro.

Il vostro primo album è stato subito un grande successo, spinto anche dal pubblico che ha affollato la prima edizione de La Notte del Liscio. Come avete lavorato a questo incontro tra le sonorità classiche del liscio e il rock contemporaneo?
L’incontro, come dicevamo prima, è stato spontaneo, il liscio unisce un grande rigore esecutivo a una struttura aperta, che gli permette di entrare in relazione con suoni differenti.  Una fusione world che però non ne diluisce mai l’identità.

Dal punto di vista prettamente musicale, quanto vi ha arricchito l’incontro tra le due anime di Extraliscio?
Moltissimo, perché quando ti trovi a suonare insieme a musicisti come Moreno “Il Biondo” Conficconi e Fiorenzo Tassinari, ti accorgi di come sia necessario far emergere nuovamente questo patrimoni ‘nascosto’ costituito dalle orchestre di liscio

Come nasce il secondo disco “Extra Liscio All Star?”
Extraliscio All Stars nasce dall’idea di fare una ricerca filologia sulle composizioni di Secondo Casadei, l’uomo che ha inventato il liscio e che ha inciso Romagna Mia nel 1954. Volevamo, da un lato riproporre, nella loro bellezza assoluta, le sue composizioni originali, con le stesse partiture dell’epoca, affidate a una classica formazione di liscio, guidata dal fantastico Moreno “Il biondo” Conficconi al clarinetto il do e dal sassofonista Fiorenzo Tassinari. 
Ne è venuto fuori un disco il titolo è ‘Balabillessum’ (ballabilissimi), di valzer polke e mazurke, che svelano una bellezza selvaggia, che oggi il liscio, costretto dalle richieste del mercato a diventare altro, non conosce più. Oggi le orchestre sono obbligate a suonare cover e revival, le composizioni di Secondo Casadei, sono eseguite pochissimo. A questo disco ne abbiamo aggiunto un secondo, titolo ‘Not-Danceable’ (imballabilissimi), con gli stessi brani, ma avvolti da un’aura contemporanea, grazie alla presenza di ospiti importanti  come ‘Asso’ Stefana, chitarrista di PJ Harvey, il compositore contemporaneo Massimo Simonini e Taketo Gohara, che ha suonato con Capossela, Verdena e Mauro Pagani

Qual è stata la risposta del pubblico a questo progetto? Come sono i concerti di Extraliscio?
Il pubblico dei nostri concerti è davvero misto. Ci sono i tradizionali appassionati di liscio, quelli che abitualmente frequentano le balere, che ballano e apprezzano la riscoperta degli originali che ormai sono scomparsi dai repertori delle orchestre e ci sono i ragazzi che amano il rock. Ma quando gli ascoltatori iniziano a scatenarsi, come sempre succede, è difficile distinguere gli uni dagli altri

Siete stati tra i protagonisti del film documentario “Vai col Liscio” di Sky Arte. Ci potete parlare di questa esperienza?
‘Vai col liscio’ è una bella celebrazione di una scena, sicuramente ha avuto il merito di far conoscere la storia di questa musica al pubblico vasto della televisione.

Concludendo quali saranno i progetti futuri?
Siamo al lavoro sul nuovo disco di Extraliscio che, a differenza di questo, conterrà brani cantati con tantissimi ospiti.



Extraliscio – Not-Danceable (Imballabilissimi)/Balabilessum (Ballabilissimi) (iCompany/Casadei Sonora, 2017)
Dopo il folgorante esordio “Canzoni da balera” pubblicato lo scorso anno e spinti dal successo dei loro concerti che li ha visti tra i protagonisti delle edizioni 2016 e 2017 de la Notte del Liscio, Extraliscio torna in versione All Stars con un nuovo progetto discografico “Not danceable (Imballabilissimi)/Balabilessum (Ballabilissimi), gustoso doppio album che li vede impegnati nel rileggere una selezione di brani tratti dal repertorio di Secondo Casadei, declinandoli nel primo disco in una sperimentale chiave rock, mentre nel secondo in una veste classica da balera. Partendo da un rigoroso lavoro di studio e ricerca sulle partiture originali, Mirco Mariani e Moreno “Il Biondo” Conficconi hanno dato nuova linfa a queste composizioni, non solo emendandole da certe sonorità che hanno mal resistito allo scorrere del tempo, ma anche proiettandole verso il futuro del sorprendente punk da balera il repertorio di Casadei, ormai sempre meno eseguito dalle orchestre. Tornano, così, a rivivere in una veste del tutto nuova, ma con lo stesso fascino senza tempo, arie e ballabili che hanno segnato la storia e le trasformazioni non solo della Romagna ma del nostro paese. “Not-Danceable (Imballabilissimi)” si apre con la suggestione sonora di “XXS” che ci introduce ad una trascinante “Polkazurka” in cui spicca la chitarra di Alessandro “Asso” Stefana, e a quella spleninda versione “dark” di “Rete Rossa” nella quale fa capolino la voce recitante di Mirco Mariani. Se “Terremoto” si caratterizza per crescendo sonoro guidato dal clarinetto basso di Christian Ravaglioli e da una trama melodica tutta giocata su mellotron, tubular bells e minimoog, la successiva “Atomica 60” vede intrecciarsi uno dei classici del liscio con le sonorità della dancehall. 
Si prosegue con “Gian Piero” e “Perpetua” che affascinano per gli intrecci tra oniriche divagazioni psichedeliche e sperimentazioni sonore, mentre il breve frammento destrutturato di “Cicogna” ci introduce alle gustose riletture de “Alla Fiora” e “1906”, quest’ultima impreziosita dal flauto di Johnny Moreno. L’elegante resa di “In bocca al lupo”, che impreziosiva la colonna sonora del docu-film “Vai col liscio” prodotto da Sky Arte, ci conduce verso il finale con la torrenziale “XXL” e la seconda versione di “Alla Fiora”, questa volta in complicità con Taketo Gohara. Se il primo disco affascina per le ardite sperimentazioni sonore di Mirko Mariani e dei suoi sodali, nel secondo “Balabilessum (Ballabilissimi)” la scena è tutta per le composizioni di Secondo Casadei eseguite “come una volta” con assoluti mattatori Moreno ‘il Biondo’ Conficconi al clarino in do e Fiorenzo Tassinari al sax. Ritrovare questi brani nella loro dimensione originaria, significa fare un salto indietro nel tempo e chiudendo gli occhi, non sarà difficile immaginarsi all’interno di una affollata balera romagnola con tante coppie a danzare sotto gli occhi dell’Orchestra Casadei. Il dialogo tra sax e clarino e le ritmiche trascinanti sono un invito al ballo, a volteggiare abbandonandosi ora all’energia di “Polkazurka”, “Terremoto” e “Atomica 60”, ora alla melodia di “Rete Rossa”, “1906” e “In Bocca al Lupo”. Finale imperdibile con la registrazione dal vivo di un classico delle serate di liscio, ovvero “La sfida” che vedeva i fiati duellare in un crescendo incessante, e che qui suggella un progetto discografico interessantissimo che farà da preludio ad un prossimo, e già attesissimo, album di Extraliscio.


Salvatore Esposito
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