mercoledì 14 giugno 2017

Michele Marini OrganicTrio – Quintauro (Visage Music/Materiali Sonori, 2017)

“Quintauro” è questo il titolo del nuovo album del Michele Marini OrganicTrio che giunge a due anni di distanza dal pregevole “Changemood”, premiato come miglior album di esordio al MEI Jazz Contest di Faenza nel 2015. Registrato lo scorso anno al Progetto Portatile Studio di Pesaro da Stefano Melone, il disco raccoglie undici brani inediti che, nel loro insieme, spostano più avanti i confini della ricerca sonora intrapresa con il precedente. Partendo dall’ormai collaudata formula che vede al centro della scena il superbo interplay tra il sax e il clarinetto di Michele Marini e l’organo Hammond di Lorenzo Frati, magistralmente supportati alla batteria e alle percussioni da Emiliano Barrella, ogni brano si sviluppa attraverso sorprendenti incroci ed attraversamenti sonori che dal jazz spaziano in territori world per toccare la fusion. L’ascolto evidenzia la piena maturazione artistica del trio tanto dal punto di vista compositivo quanto da quello musicale, proponendo eleganti e raffinate architetture sonore in cui particolare cura è riposta nella cantabilità e riconoscibilità dei temi melodici. Fondamentale nel caratterizzare gli arrangiamenti dei vari brani è la partecipazione di alcuni ospiti come Riccardo Tesi (organetto diatonico), Maurizio Geri (chitarra), Elias Nardi (oud), Daniele Donadelli (fisarmonica, accordina), Nicolò Bottasso (violino) e Simone Bottasso (organetto) che con i loro strumenti rappresentano uno dei valori aggiunti del disco. Aperto dalle evocazioni di miti di un tempo lontano che si dipanano nella title-track, tutta giocata sulle interazioni tra Hammond e il clarinetto, il disco ci conduce poi alle atmosfere mediterranee della poetica “Neapolis” e alle fascinazioni fusion di “Mark” per giungere alle rarefatte atmosfere di “Spirit” in cui brilla il solo di Michele Marini. Il vertice del disco arriva con la superba “Semirah” nella quale il trio ci conduce verso le sonorità del Nord Africa con la complicità dell’organetto di Riccardo Tesi e dell’oud di Elias Nardi. Se la trascinante ed energica “Funky Monkey” ci offre una delle pagine più accattivanti del disco sul piano ritmico, la successiva “Acquarius” è un brillante crescendo che ci introduce a quel gioiellino di pura melodia che è “Gemini” che fa da preludio alla dolcissima “Stay” in cui spicca il dialogo tra il pianoforte, il clarinetto e la fisarmonica di Donadelli. C’è però ancora tempo per le sorprese con il valzer “Maurina”, un ¾ in cui brilla la chitarra manouche di Maurizio Geri, e la conclusiva “Kapricorn” in cui prende vita un imperdibile dialogo sonoro tra il Duo Bottasso e il Trio. Insomma, “Quintauro” è un disco pregevole che evidenzia tutta la capacità del Michele Marini OrganicTrio di destreggiarsi con agilità tra stili e generi musicali differenti, partendo da radici ben piantate nel jazz. 


Salvatore Esposito

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