Enzo Avitabile – Mane e Mane (CNI, 2016)

“Ho trascorso molto tempo a guardarmi in giro e a studiare. Mi è sembrato normale approdare ad un’etichetta che ti aiuta a non mediare, in cui sei libero di agire senza essere condizionato” con queste parole Enzo Avitabile raccontava a Il Giornale di Napoli nel 1996 il suo incontro a Roma con il discografico Paolo Dossena e il successivo approdo alla CNI, storica etichetta da sempre punto di riferimento della world music in Italia. La firma di quel contratto ha segnato un punto di svolta determinante per il percorso artistico del musicista partenopeo, aprendo una lunga stagione che lo ha visto scoprirsi straordinario autore di testi in un dialetto senza tempo sospeso tra antico e moderno, ma anche raffinato sperimentatore di incroci ed attraversamenti sonori tra la musica della sua terra e la world music. Animato da una prepotente urgenza creativa di raccontarsi e raccontare la sua città, Avitabile ha intrapreso un viaggio sonoro unico nel suo genere che dal ventre di Napoli lo ha condotto alla riscoperta di legami nascosti che unisco la tradizione partenopea con i ritmi ancestrali dell’Africa e le melodie evocative del Medio Oriente per allargare il raggio della sua ricerca ai suoni di Harlem, della Jamaica e del Sud America. Ha preso vita, così, un sound originale nel quale il blues e il soul dei suoi primi dischi hanno lasciato il posto al vasto universo dei suoni world che il musicista napoletano ha attraversato con illuminata consapevolezza. A raccontare e sintetizzare in maniera efficacissima questo passaggio fondamentale della carriera di Avitabile è la bella antologia “Mane e Mane”, edita da CNI per la collana “20Years” e che raccoglie undici brani (più tre bonus tracks) tratti da “Addò” del 1996 e “O-Issa” del 1999, due tra i dischi più belli ed apprezzati della sua produzione nei quali emerge a pieno tutta la sua curiosità, la creatività e il coraggio di abbandonare strade già battute per immergersi in un nuovo cammino. Riascoltiamo, così, brani di grande pregio come la trascinante “Aizetè”, le intersezioni con il dub di “Nun se jetta l’ammore” e “Acqua ‘nfunn’ ‘a via” da “Addò”, e la toccante “Asteco e cielo” da “Addò”, e veri e propri gioielli come le superbe “Mane e Mane” cantata in duetto con Mory Kante e “Musica ‘e scantinato” da “O-Issa”, senza dimenticare alcune composizioni meno note al grande pubblico come “Tropp’” e “Je m’avvie”. Ad arricchire il tutto sono i tre remix di “O-Issa”, “Aizetè” e “Mane e Mane” che mettono in luce un ulteriore aspetto poco noto della carriera di Enzo Avitabile. Insomma per quanti conoscessero poco questa fase dalla carriera del musicista napoletano “Mane e Mane” sarà certamente un ottimo viatico per addentrarsi alla scoperta del suo straordinario repertorio che lo ha proiettato in una dimensione ormai internazionale come dimostra il successo di quel capolavoro che era “Black Tarantella” e la colonna sonora del film “Music Life” di Jonathan Demme. 


Salvatore Esposito
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