mercoledì 24 maggio 2017

Ciosi – Into The Wild Session (Autoprodotto, 2016)

Il flatpicking è la tecnica chitarristica, o meglio l'insieme di tecniche, che prevedono l'utilizzo del plettro, in opposizione al fingerpicking che prevede l'uso esclusivo delle dita; diversamente dallo strumming, tecnica meramente d'accompagnamento, il flatpicking è una tecnica largamente impiegata dai solisti e prevede il tocco di una singola corda per volta. Se negli Stati Uniti queste tecniche sono largamente impiegate (basti pensare ai grandi chitarristi bluegrass Clarence White, Norman Blake, Tony Rice, Doc Watson), in Italia hanno il massimo rappresentante nel genovese Beppe Gambetta, oramai egli stesso di casa negli Usa. Fra i giovani, merita interesse e considerazione il giovane Federico Franciosi, in arte “Ciosi”, che, già titolare di un bell'esordio intitolato “My First Time”, interamente composto di brani originali, si ripresenta ora con questo “Into the Wild Session”, dove si cimenta con un repertorio quasi interamente composto di classici. Il risultato è assolutamente buono: tecnica, tocco e padronanza dello stile fanno del giovane chitarrista veneto più che una promessa della scena nazionale della chitarra acustica. Ciosi sfoggia anche una voce interessante, con un inglese assolutamente credibile e un timbro adeguato al repertorio. Interessantissimo il fatto che questi repertori (blues, country-blues, ragtime, jazz) siano normalmente associati a tecniche fingerpicking, ma grazie ad un efficace accompagnamento di contrabbasso e batteria o percussioni e all'indiscutibile tecnica del leader, il risultato è sempre interessante. Unico difetto, la durata del dischetto, appena mezz'ora scarsa, che lascia un po' l'amaro in bocca all'ascoltatore. Il CD, registrato in presa diretta, contiene alcuni brani piuttosto famosi, ma sempre resi in maniera fresca e accattivante. Fra questi, “Sitting on the Top of the World”, dal repertorio di Doc Watson, “Corrina Corrina”, incisa fra gli altri da Dylan e Blind Lemon Jefferson, il manifesto ragtime di Scott Joplin “Maple Leaf Rag” e il classico di Thelonious Monk “Blue Monk”. I brani più belli sono però l'omaggio a David Grier (strumentista impressionante, già negli Psychograss con Darol Anger e Mike Marshall) “Wheeling”, e “Cheasapeake Bay” a firma del bravo Massimo Varini. Molto bello anche “Sliding Delta” di Mississipi John Hurt. Disco da ascoltare, per scoprire un giovane bravo strumentista e per ascoltare un approccio chitarristico inusuale al repertorio rurale americano (e non solo).


Gianluca Dessì

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