mercoledì 12 aprile 2017

Suso Sáiz – Rainworks (Music From Memory, 2017)

Dopo “Odisea”, recente raccolta retrospettiva dedicata al lavoro del musicista spagnolo, la Music From Memory ha orgogliosamente raggiunto la ventesima pubblicazione con la stimolante esperienza elettroacustica “Rainworks”. Oltre a segnare un importante traguardo per l’etichetta, l’album offre nuove composizioni di Sáiz, originariamente commissionate dalla water company delle Isole Canarie. I primi spunti musicali, furono suggeriti dalla visione di un documentario dedicato all’acqua, e dall’idea che le singole molecole possano avere una propria memoria. Questi temi affascinarono molto il compositore, influenzando profondamente la musica di “Rainworks” che esprime effettivamente qualcosa di eterno, perpetuo, proprio come il ciclo dell’acqua nel suo costante passaggio dallo stato liquido a quello gassoso. Le tessiture chitarristiche di Sáiz, qui accompagnato dal figlio Emil, si fondono a perfezione con i delicati rintocchi del pianista Raph Killhertz trasportando l’ascoltatore in una dimensione sospesa tra cielo e terra depositaria di quella magia e di quel mistero che solo la natura è in grado di regalare. Si segnala per esempio la splendida “The Hiding Place” I brani del doppio album, si sviluppano come un grande movimento che incorpora anche suoni di acqua, pioggia, vento e altri agenti atmosferici con un risultato molto intenso e multiforme, in grado di immergerci in un effettivo paesaggio sonoro. Per alcuni aspetti, l’operazione si avvicina per intensità acustica agli esperimenti di Brian Eno in “On Land”, dove il musicista operò una personale indagine tra suono/rievocazione e memoria. Registrato a Madrid tra Gennaio e Febbraio del 2016, “Rainworks” conserva la particolare naturalezza di un pezzo improvvisato, ma è in realtà il frutto di un attento lavoro di composizione attuato da Sáiz, molto impegnato anche nel valorizzare al meglio le potenzialità timbriche degli strumenti. Il pianoforte acustico di Killhertz è opportunamente ri – amplificato e manipolato allo scopo ottenere un suono profondo e risonante adeguato alla tecnica chitarristica di Suso dotata di innegabili potenzialità ipnotiche. “Rainworks” è un album tanto bello, quanto intenso che riuscirà a comunicarvi qualcosa di speciale, non vi rimane che lasciarvi trasportare. 


Marco Calloni

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