mercoledì 22 marzo 2017

YoSoNu – GiùBOX (CNI Unite, 2016)

Disco edito da CNI con il patrocinio di Legambiente, “GiùBOX” è il disco di debutto come solista di YoSoNu, moniker dietro il quale si cela Giuseppe “Drumx” Costa, architetto calabrese ma anche percussionista e batterista, dalla solida esperienza maturata in ambiti differenti dal metal al reggae. Si tratta di un originale progetto artistico che prende le mosse dalla junk music, con l’utilizzo percussivo di oggetti di uso comune o da riciclo, per estendersi ad una ricerca sonora che dalla lezione di Demetrio Stratos e le sperimentazioni di Bobby McFerrin si apre ora alla bodypercussion ora alla ambient di John Cage e ai rumorismi industrial. L’ascolto svela un lavoro pieno di fascino nel quale si intrecciano e convergono cromatismi sonori differenti, attraversamenti poliritmici e sorprendenti diplofonie, in cui si inseriscono spaccati cantati quasi fossero mantra, nei quali fanno capolino testi surreali, che completano un affresco sonoro dalle mille sfaccettature. Aperto da “Lesson n.1” per beatbox, voce, bodypercussion e oggetti di plastica e metallo, l’album raccoglie otto brani dalle atmosfere sonore differenti che spaziano dalle reminiscenze di musica tradizionale di “’Nta” in cui spicca l’uso dell’overtone singing, alle atmosfere claustofobiche di “The Deep” fino a toccare i tribalismi di “Reaction” nella quale scopriamo l’uso percussivo che si può fare di un vecchio camion o il tubo trasformato in didgeridoo. Il disco, però riserva ulteriori sorprese come nel caso di “Durucuddhuru” nella quale si susseguono alcune sperimentazioni sonore con la body percussion, e la superba “Slow Fool” nella quale brilla l’utilizzo delle polifonie. A rendere ancor più affascinante questo progetto sono i video di “Reaction” e “The Deep” contenuti come traccia multimediale, e la cui visione offre un saggio davvero sorprendente del talento di YoSoNu. Insomma, “GiùBOX” è un lavoro assolutamente entusiasmante, che non mancherà di sorprendere quanti vi dedicheranno la loro attenzione. 


Salvatore Esposito

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