Orchestra di Piazza Vittorio – Credo (Vagabundos, 2016)

“Credo” è l’ultimo lavoro dell’Orchestra di Piazza Vittorio realizzato in collaborazione con il teologo e poeta portoghese José Tolentino Mendonça. Viene proposto un oratorio multietnico dedicato alla collaborazione, al dialogo e alla tolleranza fra persone appartenenti a differenti tradizioni religiose che riescono ad interagire ed a capirsi pur rimanendo fermi sulle proprie posizioni. Il tutto è testimoniato dall’incontro di interpreti provenienti da tutto il mondo che, insieme alla commistione di stili e di strumenti, costituiscono l’essenza dell’orchestra romana. “Credo” nasce come spettacolo musicale presentato a Lisbona nel settembre 2015 nella suggestiva cornice della chiesa di São Domingo devastata da un incendio nel 1959 e rimasta così da allora. Dalla performance è stato tratto l’omonimo album, di cui nove sono le tracce come nove sono i musicisti che ricreano un’atmosfera liturgica e laica allo stesso tempo, in cui l’essenza è ritrovare sé stessi e gli altri piuttosto che cercare un vero e proprio dialogo con Dio. Un florilegio di scelte stilistiche originali a cominciare dal “Prologo”, una ninna nanna tratta da “A ceremony of Carol” del compositore Bejamin Britten cantata in dialetto napoletano dal mezzosoprano Viviana Cangiano, fino all’Amen conclusivo di “Brilha uma estrela” interpretato da Raffaele Schiavo e Ziad Trabelsi, dove non mancano suggestioni elettroniche. L’andamento dei brani procede con testi scritti e scelti da José Tolentino Mendonça, tra le voci più autorevoli e note della cultura cattolica lusitana, vi troviamo inoltre alcune poesie di Fernando Pessoa e di Giorgio Caproni accostate a frasi Giordano Bruno oppure ai versi medievali del filosofo e poeta musulmano andaluso Ibn Arabi e dello scrittore Zwi Kolitz ebreo lituano scampato alla Shoah. I brani sono cantati in latino, in wolof la lingua dell’Africa centrale, in inglese, in arabo e in portoghese. Oltre alla pluralità linguistica e dei testi altrettanto varia è la scelta musicale, dalla “Petite messe solennelle” di Rossini si transita alle musiche di estrazione extraeuropea come i canti sufi o la tradizione vocale dei griot africani per tornare al suggestivo canto armonico o ai canti gregoriani. Come per gli album precedenti dell’Orchestra di Piazza Vittorio, anche nel “Credo” ritroviamo l’accostamento di strumenti tradizionali come la kora, il dulcimer, il liuto arabo ud, il w’tar e di strumenti tipicamente classici come organo e violoncello ed elettrici come il basso e la chitarra. L’elaborazione musicale così come la composizione di partiture completamente nuove e la riscrittura di alcuni canti si devono al direttore musicale e artistico Mario Tronco, al bassista Pino Pecorelli e al pianista Leadro Piccioni fondatori dell’orchestra. Già nel 1964 il teologo Hans Kung decretava “Il confronto con le altre religioni del mondo in vista della pace mondiale è addirittura una questione di sopravvivenza”, la forza e l’attualità dell’espressione sono evidenti a chiunque oggi ed è proprio a questa sentenza che i musicisti dell’Orchestra di Piazza Vittorio si sono fatti carico nell’elaborare la propria interpretazione musicale di dialogo interculturale e interreligioso proposta in “Credo”. Un’opera ricca di rimandi e suggestioni che tengono insieme l’oriente e l’occidente, la musica classica all’elettronica ed in cui tutto è amalgamato perfettamente. L’incedere musicale risulta dunque armonioso nelle sonorità, le parti strumentali e le parti cantate si equilibrano e, pur non mancando alcuni momenti di virtuosismo, viene a crearsi un’intima atmosfera liturgica conforme ad un dialogo con sé stessi e con l’umanità. Ancora una volta l’orchestra nata nel quartiere Esquilino dimostra che mediante la ricchezza della diversità dei linguaggi artistici e delle espressioni musicali è possibile unire ed esplorare mondi differenti, il risultato è uno stile unico che proprio in queste peculiarità trova la forza espressiva della contemporaneità. 


Layla Dari
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