Lowlands & Friends - Play Townes Van Zandt's Last Set (Route 61 Music, 2016)

Townes Van Zandt ha rappresentato un vero e proprio unicum nel grande firmamento della musica americana, per la sua straordinaria capacità di coniugare il blues di Lightnin' Hopkins con il country di Hank Williams, dando vita ad uno songwriting personalissimo. La sua parabola artistica si concluse prematuramente con la sua morte avvenuta il 1 gennaio del 1997, per una aritmia cardiaca seguita ad una caduta accidentale in casa, e dovuta certamente ad una vita vissuta sempre sulla corsia di sorpasso tra abuso di alcool e droghe. Solo qualche mese prima, e precisamente il 3 dicembre del 1996 si era esibito al Borderline di Londra, e quel concerto è ricordato come l’ultima performance documentata. A distanza di vent’anni dalla sua morte i Lowlands di Edward Abbiati, che all’epoca assistette a quello storico concerto, hanno voluto rendere omaggio al grande cantautore texano, riponendo dal vivo in studio la stessa scaletta di quella fatidica sera con la complicità di un foltissimo gruppo di ospiti come Cheap Wine, Gnola Blues Band, Michele Gazich, Antonio Gramentieri, Antonio "Rigo" Righetti, Stiv Cantarelli, Lucky Strikes, Sid Griffin, Will T. Massey, Richard Lindgren, Chris Cacavas e Plastic Pals. Proprio come accadde qualche anno fa in occasione del bel tributo a Woody Guthrie anche questa volta i Lowlands con “Play Townes Vand Zandt’s Last Set” hanno fatto le cose per bene, realizzando un disco che è allo stesso tempo un atto d’amore ed una celebrazione di Townes Van Zandt, intercalando i vari brani con le introduzioni di Barry Marshall-Everitt, promoter e dj del programma “House of Mercy”. Quasi fosse una immaginario programma radiofonico, l’album ci conduce attraverso perle come il blues iniziale di “My Starter Won't Start” con Abbiati che duetta con Kevin Russell dei Gourds e la Gnola Blues Band ad impreziosire il tutto, la superba versione di “Loretta” in cui spicca la voce e la slide di Stiv Cantarelli o quel gioiello che è la rilettura di “Pancho & Lefty” nella quale giganteggia il violino di Michele Gazich. L’ascolto ci riserva però altre soprese come nel caso di Will T. Massey che rende in modo impeccabile “Marie” o il bel duetto con Tim Rodgers in “Song For”, o ancora la resa magistrale di “Waiting Around To Die” in cui ritroviamo il violino di Gazich, Chris Cacavas e Wiston Watson alla batteria. Sul finale piacciono la rilettura di “Ballad Of Three Shrimps con Noo Good Sister e Maurizio Gnola Glielmo alla chitarra, e il succulento medley con “Tecumseh Valley” e “Dead Flowers” degli Stones con la partecipazione di Rod Picott. Band di punta della roots music in Italia, i Lowlands con “Play Townes Van Zandt’s Last Set” si confermano anche interpreti sensibili ed attenti, in grado di rendere omaggio alla musica che amano ma allo stesso tempo di renderla propria con arrangiamenti mai banali. 


Salvatore Esposito
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