giovedì 12 gennaio 2017

Intervista con Amenio Raponi

Formatosi sin da giovanissimo al fianco del padre, il maestro Orlando Raponi, Amenio Raponi è uno dei più importanti ed apprezzati liutai italiani, vantando una lunghissima carriera e numerosi riconoscimenti come il primo premio al concorso internazionale di Ascoli Piceno del 1969.  Specializzato nella costruzione sia di chitarre classiche che di flamenco, realizza le sue opere nel cuore di Roma, costruendo strumenti a corda e ad arco in numero limitato, destinati principalmente a musicisti professionisti italiani e stranieri come Alirio Diaz e gli IntiIllimani. Più recente è il suo avvicinamento allo studio e alla sperimentazione di nuovi materiali per la realizzazione di casse acustiche in carbonio per enfatizzare al meglio le vibrazioni emesse dalle casse acustiche della chitarra. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare la sua formazione, le peculiari tecniche costruttive e soffermarci sulla commercializzazione e la manutenzione delle chitarre.

Dove e come ha imparato l'arte della liuteria?
Ho iniziato con mio padre, quando lui decise di intraprendere quest'arte, io avevo 14 anni ed avevo una grande passione per la lavorazione del legno.

Chi è stato il suo primo maestro?
Posso dire mio padre, dato che lo seguivo passo passo nella sua ricerca; in questo periodo ho conosciuto molti grandi liutai, sia italiani che stranieri come Gallinotti, Ramirez III, Fleta, Hauser III ecc.

Che rapporto c'era e c'è con la musica nella sua famiglia (genitori, nonno ecc.)?
Nella famiglia di mio padre, c'era mio nonno e due fratelli di mio padre che suonavano la chitarra e il fratello di mio nonno che suonava il violino; l'unico che non si è dedicato alla musica era mio padre.

Quanto è durato l'apprendistato?
Dato che costruivo con mio padre, non c'è stato apprendistato; se c'è stato è durato fino alla sua morte.

Pensa di aver raggiunto il massimo come liutaio?
No, non ho raggiunto il massimo, in quanto la mia vita da liutaio è una continua ricerca, amo questo lavoro perché non si finisce mai di imparare.

Che materiale utilizza per la costruzione delle sue chitarre?
I materiali sono i più svariati; si va dal palissandro all'ebano, mogano, acero, cipresso, ecc.; per il piano armonico di solito uso l'abete, cedro, o redwood (sequoia).

C’è differenza tra i diversi tipi di legno da utilizzare per la costruzione?
Ogni tipo di legno ha le sue caratteristiche e vanno utilizzate per dare voci diverse a diversi strumenti.

Da cosa dipende, la scelta dei diversi materiali?
Dalla scelta dei materiali dipende il buon esito dello strumento; bisogna conoscerli per poterli manipolare a proprio vantaggio.

Ci può descrivere le fasi e le tecniche di costruzione delle sue chitarre?
Costruisco con una forma esterna e non con la “solera” come gli spagnoli; una volta piegate le fasce e inserite nella forma e applicati gli zocchetti, vado a preparare il piano armonico e dopo averlo posizionato ed incollato, pratico la coda di rondine per il manico, successivamente preparo il fondo e lo incollo; dopo di che la cassa è pronta e viene estratta dalla forma e applicata la filettatura, poi viene montato il manico e la tastiera, dopo il tutto lo strumento è pronto per la verniciatura; portato a termine il tutto si procede alla messa a punto dello strumento dopo di che è pronto per essere suonato.

Passando ai modelli da lei prodotti, ci può descrivere quali sono i principali?
Costruisco diversi modelli: chitarre classiche, flamenche, acustiche, elettriche; ma quelle a cui tengo molto sono le classiche, ne produco due tipi le tradizionali e quelle con piano armonico reticolare.

Quali sono le peculiarità delle sue chitarre?
Hanno una voce con sonorità superiore e gli armonici non sono da meno.

Quale è il pubblico che acquista le sue chitarre?
Quei concertisti che apprezzano il suono dei miei strumenti.

Quale è il suo approccio al mercato e i suoi metodi principali di commercializzazione?
Partecipo a qualche mostra, ma principalmente sono i miei strumenti utilizzati che si propongono.

Quali sono le richieste che le fanno gli acquirenti?
Sono le più disparate e vanno dal tipo di suono che desiderano alla personalizzazione dello strumento.

Come bisogna approcciare la manutenzione di una chitarra?
Bisogna tenere in considerazione che la chitarra non è un manufatto di legno qualsiasi, ma è un qualcosa che vive e soprattutto vive in simbiosi con l'esecutore e gli sono dovute tutte le accortezze necessarie che non vengo ad elencare perchè scontate, (in primis è l'amore).

Da ultimo, com'è il rapporto con gli altri costruttori?
Ho sempre, e tutt'ora mantengo un buonissimo rapporto, li considero amici e li stimo per il lavoro che portano avanti con tanto amore.

Contatti
Amenio Raponi - Liutaio
Via della Magliana Nuova, 196 00146 Roma
Tel.: 06-55268600 Cell.: 339-8675177
http://www.amenioraponi.it



Salvatore Esposito

0 commenti: