Speciale Dodicilune: Roberto Ottaviano, Rino Arbore, Theo Allegretti, Giuseppe Finocchiaro, Sergio Armaroli Trio, Antonio Apuzzo Strike!, Adriano Clemente, Luigi Blasioli, Pierluigi Balducci e Viz Maurogiovanni, Lello Petrarca

Roberto Ottaviano – Astrolabio (Dodicilune/I.R.D., 2015)
Suoni, culture, passato e presente si fondono qui in un unicum stilistico che è ormai tratto distintivo delle pubblicazioni Dodicilune mai rigidamente circoscritte. In “Astrolabio” la musica diviene approfondimento storico ma anche rievocazione e viaggio attraverso mete antiche… Ricerca e viaggio, temi centrali in questo progetto di Ottaviano, assumono però anche una valenza spirituale e non solo fisica, come non ha mancato di notare il compositore e musicista stesso: “Nel rapporto con Dio, la musica diventa strumento iniziatico e dialogante con il cielo rivestendo un ruolo decisivo e coinvolgente.  I fiati di Ottaviano, Trovasi, Ferris e Godard, guidati da questo impegnativo background, riescono effettivamente a delineare ambientazioni suggestive libere da sbrigative definizioni in cui emergono tanto influssi d’area jazz, quanto amori per il miglior progressive d’annata, vedi “Schooldays” e “Aspirations” dei Gentle Giant. Ascolto stimolante.
Rino Arbore Feat Michel Godard –The Roots Of Unity (Dodicilune/I.R.D., 2015)
Il concetto di unità come stimolo per indagine e ricerca permea profondamente “The Roots Of Unity”. Può una coincidenza iconografica tra la madonna addolorata con la donna araba in burqa, essere effettivamente motivo di riflessione e soprattutto stimolo per un’ideale fusione di culture e musiche? Dopo l’ascolto la risposta è si… Le chitarre di Arbore e il terzetto che lo accompagna dipingono uno scenario sonoro che evoca tradizioni popolari arcaiche in comunicazione con forme d’espressione aperte di connotazione free; tale accostamento del tutto privo di possibili contrasti, diviene esso stesso ricerca e ipotesi di unità. La profonda e rivelatoria indagine culturale e antropologica legata al progetto è restituita con una musica che ne è il degno riflesso.
  
Theo Allegretti – Memorie Del Principio (Dodicilune/I.R.D., 2016)
Principio, origine, sono i temi portanti di questo lavoro del pianista, compositore e improvvisatore Theo Allegretti che ci conduce attraverso la musica alla nascita del pensiero occidentale. Ciascuno dei pezzi portanti del cd è infatti dedicato a un filosofo e si basa su testi tratti da frammenti risalenti al VI e V secolo a.c. momento di grande ricerca e indagine del reale, attraverso il superamento dei limiti materiali e la ricerca di una genesi del tutto. “Memorie Del Principio” è la sintesi di uno spettacolo di teatro/musica e ha un suo preciso percorso con il brano iniziale “Verso Mileto” e quello finale “Il Caos Vi Era” che fungono rispettivamente da preludio e conclusione di un viaggio musicale che predilige atmosfere dilatate e meditative ben distanti però da un semplice commento musicale. Nel personale linguaggio di Allegretti confluiscono molteplici umori, qui non si ritrovano virtuosissimi fini a se stessi ma equilibrio, emozione e soprattutto personalità. Si percepiscono echi del Cage più introspettivo (vedi “In A Landscape” o “Dream” in particolare) cosi come dell’indimenticabile Bley di “Open, To Love”.
Giuseppe Finocchiaro – Prospectus (Dodicilune/I.R.D., 2016)
In “Prospectus” le musiche del pianista, compositore, arrangiatore e didatta Giuseppe Finocchiaro, sono l’espressione di immagini, sensazioni ed esperienze personali. La rievocazione sonora supera però l’ovvio ruolo descrittivo diventando riflesso diretto della propria emotività. Lo accompagnano qui: Giovanni Arena, contrabbasso, Riccardo Gerbino, Tabla, Cajon e Martin Romero  voce in “Suspendido a Ti” che rafforzano il vivido imprinting ritmico di Finocchiaro molto legato alla cultura Arabo-Spagnola  chiaramente percepibile nelle trame  jazz dei dieci brani che compongono l’album. “Prospectus” è in definitiva un lavoro molto piacevole dotato di un’ottima musicalità e libero da inutili orpelli.

Sergio Armaroli Trio with Giancarlo Schiaffini – Micro And More Exercises (Dodicilune/I.R.D., 2016)
Gradita incursione nella musica sperimentale per Dodicilune mediante il lavoro dei compositori Christian Wolff e Giancarlo Schiaffini, affini per attitudine a ricerca e indagine. “Micro And More Exercises” è fusione di esperienze, incontro di poetiche…  In primis Cage, Feldman e Brown, ma anche Cardew per il primo, Nono, Scelsi  e Armitage per il secondo. Il lavoro di Wolff assume qui curiose sfumature, incorporando dinamismo e colore tipici del free jazz ben vivi anche nelle composizioni di Schiaffini che seguono il medesimo iter anche se non rigidamente circoscritto. “Micro And More Exercises” non è la risultante di un freddo esercizio, come potrebbe erroneamente suggerire il titolo, ma un’equilibrata esecuzione nella quale confluiscono in egual misura espressione e controllo.

Antonio Apuzzo Strike! – Songs Of Yesterday, Today And Tomorrow (Dodicilune/I.R.D., 2016)
Il compositore, sassofonista e clarinettista Antonio Apuzzo e il suo nuovo ensemble Strike! firmano questo “Songs Of Yesterday, Today And Tomorrow”, album che presenta materiali piuttosto originali ed eterogenei che includono oltre a composizioni proprie, anche selezioni dal repertorio di Mingus, Coleman e del gruppo prog inglese dei Gentle Giant. Ne risulta di conseguenza un percorso d’ascolto variegato che mette in luce le potenzialità di questo quintetto nel quale ho particolarmente apprezzato gli interventi di Luca Bloise responsabile di interessanti soluzioni percussive che si integrano con originalità nelle trame sonore del gruppo. Musicalità e attenzione per la melodia sono il cuore pulsante di un progetto che non ha comunque una rigida connotazione stilistica, per fortuna, e inoltre interpreta  i temi con personalità.  Un plauso particolare alle notevoli performaces vocali di Costanza Alegiani che spicca in ogni brano.
Adriano Clemente – The Mingus Suite (Dodicilune/I.R.D., 2016)
Il compositore e arrangiatore Adriano Clemente accompagnato dal corposo Akashmani Ensemble ci consegna un progetto di caratura superiore; un’ambiziosa suite dalle potenzialità teatrali ispirata dalla musica di Charles Mingus.  Come inscenare musicalmente la “morte” di Mingus con le menti rivolte alla famosa esperienza di trascendentale superamento vissuta dallo stesso e descritta nelle note di copertina di “Mingus At Monterey”? In un certo senso, questo evento è divenuto il “leitmotiv” dei sette movimenti in cui ritroviamo molte delle peculiarità compositive ed esecutive del “maestro”: raffinati arrangiamenti fiatistici, estrema varietà ritmico/ tematica e un vigore esecutivo reso con particolare perizia. Naturalmente, qui non siamo di fronte a un imitazione, direi più a un sentito e accorato omaggio, una personale rievocazione emotiva…
Luigi Blasioli – Sensory Emotions (Dodicilune/I.R.D., 2015)
Il contrabbassista, bassista elettrico e compositore abruzzese Luigi Blasioli ci proietta in una dimensione personale e introspettiva di cui “Sensory Emotions” è il sincero riflesso. Questi brani sono suggeriti da storie, sensazioni ed esperienze individuali espresse con scelte compositive che rifuggono positivamente da tecnicismi esasperati disegnando ambientazioni raccolte e confidenziali particolarmente apprezzate. Blasioli è qui accompagnato da Pierpaolo Tolloso ai sax, Cristian Caprarese al piano, Francesco Santopinto alla batteria e infine Fabrizio Mandolini al sax tenore e Marco Tamburini alla tromba, capaci di sostenere le sue trame con equilibrio e misura. Delizioso l’intervento di Tamburini in “Family Warth” che echeggia Hassell e Arve Henriksen, preludio alla conclusiva “My Sensory Emotions” con intervento vocale dello stesso Blasioli che esprime il suo rapporto con la musica in connessione con i temi dell’album.
Pierluigi Balducci, Viz Maurogiovanni –  Cinema Vol. 1 (Dodicilune/I.R.D., 2016)
Titolo programmatico per un lavoro dalla concezione sonora piuttosto originale. L’incontro dei bassi elettrici e acustici di Pierluigi Balducci e Viz Maurogiovanni trasporta l’ascoltatore nell’illusorio mondo del cinema mediante l’esecuzione di temi noti di Piccioni, Mancini, Morricone, Williams e composizioni degli stessi Balducci e Maurogiovanni. La percezione uditiva nel complesso è alquanto singolare, ci ritroviamo rispettivamente con “ i fratelli di basso” Balducci nel canale sinistro dell’impianto o cuffie che siano e Maurogiovanni  nel destro, in grado di confrontarsi in un costante e inconsueto dialogo che  valorizza le inaspettate potenzialità melodiche del basso.  Ciò che rende gradevole e stimolante questo album è sicuramente la perizia esecutiva, ma è proprio la scelta dell’organico a conferire un particolare significato al progetto.

Lello Petrarca Trio – Musical Stories (Dodicilune/I.R.D., 2016)
“Musical Stories” rappresenta un inedito incontro con la tradizione interpretata piacevolmente da Petrarca e dal suo trio. L’ottima tecnica del pianista/compositore consente una costante mobilità tra generi e periodi musicali con una naturalezza da sottolineare. Petrarca, Faraldo al contrabbasso e Fucile alla batteria, sembrano divertirsi molto mentre suonano, aspetto ben percepibile nell’esperienza d’ascolto, in grado inoltre di accrescere l’estrema musicalità del progetto. Un disco che trasmette chiaramente il piacere di suonare e comunicare insieme, sincero e libero da eccessivi intellettualismi di sfondo, non sempre utili…


Marco Calloni
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