Giovanni Dell’Olivo – Addio A Ulisse (AlfaMusic/Egea, 2015)

“Addio A Ulisse” è questo il titolo del concept album del cantautore veneziano Giovanni Dell’Olivo, che giunge a coronamento di un intenso percorso artistico cominciato con l’esordio “La saga del commenda” del 2005 e proseguito con gli apprezzati “Lagunaria” e “Kociss”. Questo nuovo album cristallizza il fortunato spettacolo omonimo di teatro-canzone la cui regia è stata curata da Maria Grazia Mandruzzato e portato in scena nei teatri italiani dopo la prima al Teatro Goldoni di Venezia. Si tratta di una moderna rivisitazione del mito omerico dell’Odissea, che fonde gesti, parole e canzone in un unicum narrativo che sviluppa il tema dell’abbandono visto dalla prospettiva delle donne amate ed abbandonate da Ulisse durante il viaggio di ritorno ad Itaca. Il dolore di ognuna di esse viene ritratto nella sua unicità facendo risaltare l’irruenza adolescenziale di Nausicaa, la passione e la disperazione di Calipso, la freddezza di Circe e l’amore coniugale di Penolope. Il tema dell’abbandono, attaverso i nove brani, viene analizzato anche dalla prospettiva di Ulisse, ritratto come un clochard che, all’interno di una stazione della metro di una grande città senza nome, racconta la sua esistenza travolta dalla sua odissea di emarginazione. Ulisse e l’aedo Omero sembrano, dunque, identificarsi nella stessa persona giunta al termine del suo viaggio. Ad accompagnare Giovanni Dell’Olivo in questo viaggio sono le voci femminili di Maria Bergamo e Serena Catullo e gli strumenti acustici del Collettivo Lagunaria, già al suo fianco nei precedenti dischi. La fisarmonica di Walter Lucherini, la chitarra di Stefano Ottogalli e il contrabbasso di Alvise Seggi costruiscono architetture sonore perfette in cui si inseriscono i pregevoli testi del cantautore veneziano. L’ascolto ci svela, dunque, un lavoro di grande pregio nel quale la canzone d’autore incrocia i suoni world del Mediterraneo tra echi di fado e di sirtaki, il tutto impreziosito dalle soundscape recordings metropolitane. A brillare in modo particolare sono il dialogo a due voci tra Ulisse e Calipso di “Per Lui mi feci acqua”, la figura di Penelope che si staglia in “Cicale fra le fronde del limone”, e le conclusive “La Notte arriva Nausicaa va e “Io sono nata da carne di padre” che sugellano lavoro prezioso da ascoltare con grande attenzione. 


Salvatore Esposito
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