Fabio Turchetti, L’Avventura del CPC. 10 Anni di produzioni discografiche, ADAFA 2015, pp.88/Fabio Turchetti – Murales (CPC, 2016)

Fondata nel 2004 dal polistrumentista e ricercatore Fabio Turchetti, l’etichetta Consorzio Produttori Cremonesi ha festeggiato lo scorso anno i suoi primi dieci anni di attività, nel corso dei quali dalla sua fucina creativa hanno preso vita ben venticinque album. Partendo dall’esigenza di recuperare le tradizioni musicali cremonesi ed in parallelo valorizzare i musicisti che abitano sul suo territorio, indipendentemente dal loro paese o regione d’origine, questa etichetta ha tracciato uno straordinario percorso attraverso le musiche attuali, spaziando attraverso generi differenti dal jazz alla musica tradizionale italiana, dalla canzone d’autore alla musica antica, fino a toccare la musica contemporanea. Per celebrare questo importante evento Turchetti ha pubblicato con i tipi di ADAFA il volume “L’avventura del CPC. 10 Anni di produzioni discografiche”, nel quale ha ricostruito in maniera accurata e sistematica l’intera produzione discografica dell’etichetta. Aperto dall’intervento di Roberto Cipelli, il libro nelle sue poco più di ottanta pagine ci conduce alla scoperta di tutti i dischi dati alle stampe, riportandone le note di copertina, un florilegio critico, nonché ovviamente la tracklist e i credits. Si parte dal primo dal primo album “Da Los Arcos a Compostela”, nato a margine del cammino di Santiago percorso da Turchetti e pubblicato da EDT in allegato allo storico World Music Magazine, per toccare gli splendidi “Mangiafuoco”, “Forma e Figura” e “Simon Mago”, passando per i dischi dei salentini Khaossia e i tanti progetti musicali e le prestigiose collaborazioni. Il risultato è un ritratto stringato quanto efficacissimo della bella avventura del Consorzio Produttori Cremonesi, ed in parallelo un documento prezioso delle esplorazioni sonore condotte da Fabio Turchetti. E’ difficile sintetizzare in poche righe questo straordinario percorso musicale, ma è importante sottolineare come l’originalità sia il minimo comun denominatore che caratterizza ogni disco prodotto dall’etichetta cremonese. 
Ogni album, infatti, è la testimonianza di un nuovo sentiero intrapreso, di un nuovo incontro, di nuove ispirazioni, ma soprattutto un atto d’amore verso la musica. A fare da giusto compendio al libro è il disco “Murales” che Fabio Turchetti ha dato alle stampe recentemente e nel quale ha raccolto una selezione di dodici brani tratti dai dischi pubblicati nel corso dei dischi incisi con diverse formazioni e pubblicati nel corso dei dieci anni di attività del CPC con l’aggiunta di due brani inediti in solo, ovvero l’iniziale “Zahara” e la nuova versione per bandoneon di “Spanish Harlem” che chiude il disco. Nel mezzo si spazia dalle sonorità tanguere di “Solis” tratta da “Quaderni di Buenos Aires” del 2011 alla evocativa “Michel” che spiccava ne “La Via degli Incontri” del 2005, dedicata al pianista francese Michel Grailler, dalle sonorità gitane di “Singhen” che arriva dritta da “Mangiafuoco” del 2008 a “San Telmo” da “Conversazioni per bandoneon e piano” del 2012 in cui spicca Christòphe Jodorowsky al pianoforte, per toccare “Il Volontario” da “Forma e Figura” del 2009 e “Moira” da “Marianao” del 2007. Da “Gazal” del 2011 arrivano le incursioni nelle sonorità arabo-andaluse di “Almedralejo” mentre “Rue St-Denis” da “Swing, swing, swing” è un omaggio a Django Reinhardt e alla musica manuche. Non mancano alcune vere perle come “Gazal” da “La Foresta”, “Simon Mago” in una versione inedita per bandoneon, viola da gamba e chitarra elettrica distorta, o ancora “Tieni il passo” dal disco di debutto del 2004, e “Dance Of Baker (Ballo dei Pastizzieri)” da “Rassa la bute” dei Khaossia in cui spicca la partecipazione di Mauro Durante al tamburo a cornice. Si compone così un viaggio antologico che ci conduce lungo il corso del fiume Po da Cremona a Venezia per poi prendere il largo verso la Puglia ed il Salento, per andare alla scoperta dei suoni del Mediterraneo. Insomma non c’era modo migliore di un libro ed un disco per raccontare la storia di questi dieci ed intesissimi anni di vita del Consorzio Produttori Cremonesi. 

Salvatore Esposito
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