Marranzano World Fest, tre giorni dedicati alla musica senza confini tra concerti, seminari ed eventi speciali

Giunto quest’anno al traguardo della Settima Edizione, il Marranzano World Fest è uno degli appuntamenti più attesi dell’estate per gli appassionati di folk e world music in Sicilia, essendo diventato, negl’anni, un importante momento di aggregazione e divulgazione nell’ambito della ricerca sugli strumenti musicali e sulle tecniche vocali. Nata nel 2005 con cadenza biennale con  l’obbiettivo di salvaguardare la profondità delle tradizioni culturali legate alla musica popolare in Sicilia, proiettandole al tempo stesso su un panorama contemporaneo internazionale, la rassegna vive quest’anno un momento importante di svolta, diventando annuale. Per presentare il programma dell’edizione 2016, abbiamo intervistato Luca Recupero, musicista ed etnomusicologo catanese dell’Associazione MoMu Mondo di Musica, il quale ha ideato e prodotto il festival con l’Associazione Musicale Etnea (AME) in collaborazione con l’Università degli studi di Catania, che ospiterà la prossima edizione dal 14 al 17 luglio 2016 nella meravigliosa cornice del Monastero dei Benedettini.

Dove si svolgerà il Marranzano World Fest? Vuoi presentare le diverse location?
Quest'anno il festival si svolge interamente nelle splendide sedi dell'Università di Catania: 
La mostra di scacciapensieri si terrà nel foyer del Teatro Machiavelli, uno spazio recentemente restaurato all'interno dello storico Palazzo Sangiuliano, nella centralissima Piazza Università. L'inaugurazione della mostra prevede anche per giovedì 14 luglio un concerto inaugurale che si terrà nel chiostro dello stesso Palazzo. La mostra sarà visitabile durante i giorni del festival, e si sposterà poi ad ottobre a Palermo al Museo delle Marionette Antonino Pasqualino a Palermo.  Poi dal 15 al 17 luglio i laboratori ed i concerti, con il corredo del mercatino musicale e della cucina multietnica, si svolgeranno al Monastero dei Benedettini, una sede molto affascinante e prestigiosa da cui il festival ha preso le mosse nel 2005. Il primo concerto, interamente dedicato agli scacciapensieri, sarà ambientato nel chiostro di ponente che garantisce un'ambiente raccolto e una acustica molto propizia ai suoni evocativi degli scacciapensieri. I concerti del sabato e della domenica saranno invece nella corte principale del monastero dove c'è più spazio per un grande palco e per le danze popolari. 

Come è nata l'idea di questo festival, oltre dieci anni fa?
Lo stimolo principale è stato all'origine quello di rivitalizzare la tradizione del marranzano in Sicilia, uno strumento che è fortemente legato all'identità siciliana, ma che è diffuso in tantissime altre parti del mondo. Eppure non 'era allora nessun collegamento tra il marranzano in Sicilia e il network internazionale degli scacciapensieri con il quale ero entrato in contatto durante i miei anni di viaggi e di studi tra Bologna, Amsterdam e Londra. In quel momento bisogna dire anche che la tradizione siciliana sembrava fortemente in crisi, e l'ultimo costruttore artigianale rimasto in attività, Giuseppe Alaimo di Resuttano (CL), aveva deciso di interrompere l'attività. Oggi, grazie anche a quella prima edizione, ci sono almeno tre costruttori artigianali attivi e la tradizione siciliana del marranzano è ampiamente riconosciuta nel circuito internazionale degli scacciapensieri… Nel frattempo il MWF ha allargato lo sguardo a tutti gli altri strumenti della tradizione siciliana, e si pone come obbiettivo quello di rivitalizzare le tradizioni musicali e artigianali in Sicilia attraverso il confronto con culture di altre regioni del mondo.  

Questa settima edizione è dedicata alle danze della tradizione; puoi ricordare brevemente i fil rouge delle precedenti ?
Dopo la prima edizione centrata sugli scacciapensieri, la seconda edizione nel 2007 è stata dedicata ai tamburi a cornice. Nel 2009 abbiamo messo al centro dell'attenzione gli strumenti aerofoni a fiato continuo (zampogne siciliane, launeddas, didjeridoo….) e poi nel 2011-12 abbiamo fatto la quarta edizione sui cordofoni a pizzico. Nel 2013 la 5a edizione è stata dedicata alla voce. Nel 2015, l'anno scorso, la 6a edizione in corrispondenza del decennale è stata dedicata alle nuove invenzioni negli strumenti musicali acustici e tradizionali, e alla sperimentazione sulle tecniche vocali di tradizione. Da quest'anno abbiamo deciso di dare al festival una cadenza annuale anziché biennale e abbiamo deciso di dedicare la 7a edizione alla danza, contesto elettivo per la musica strumentale nel mondo tradizionale. 

Cosa vi ha spinto a fare il salto di qualità, diventando una manifestazione annuale?
Un grande stimolo arriva dal supporto dell'Associazione Musicale Etnea, storica istituzione concertistica fondata a Catania nel 1973, che dall'anno scorso ha inserito il MWF all'interno della propria programmazione annuale, sostenuta dal MIBAC e dalla Regione Sicilia.  La produzione dell'AME ci consente di andare incontro alla richiesta di un pubblico ancora di nicchia, ma sempre crescente, per il mondo delle musiche di tradizione. 
Vuoi presentare gli ospiti internazionali di questa edizione?
Abbiamo innanzitutto una delegazione dalla Jacuzia, repubblica della Federazione Russa situata all'estremo oriente della Siberia, in cui il "khomus" rappresenta il più importante strumento musicale della tradizione locale. Avremo quindi a Catania Nikolay Shishigin,  direttore del più grande e importante Museo dedicato interamente agli scacciapensieri, e tre diversi gruppi giovanili che ci mostreranno il rapporto tra tradizione e attualità in una regione considerata da molti "la mecca del marranzano".  Dall'Ungheria arriverà il trio Dorombos Banda, capitanato dal virtuoso Aron Szilagyi, specificamente dedicato alle trascinanti danze popolari della Moldavia, guidate da scacciapensieri, violino e percussioni. Un altro ospite d'eccezione sarà il musicista cinese Wang Li, che ci mostrerà le incredibili sonorità degli strumenti cinesi della famiglia degli scacciapensieri insieme ad altri strumenti della tradizione cinese come il doppio flauto "hulusi". E poi ancora la poliedrica cantante Makovyia dall'Ucraina, il virtuoso di morchang indiano Sameer Thakur, il musicista-globetrotter Neptune Chapotin… 

Cosa puoi dire, invece, della rappresentanza italiana?
Ospite principale di questa edizione sarà il Canzoniere Grecanico Salentino, storica formazione che rappresenta nel mondo le tradizioni popolari italiane e che di certo non ha bisogno di presentazioni almeno per il pubblico di Blogfoolk.  Una edizione sulle danze popolari non poteva certo trascurare la tradizione salentina della pizzica tarantata, e la nostra scelta è andata sul CGS perché è un progetto che incarna bene tutti i temi del nostro festival e di questa edizione: rapporto sinergico tra ricerca etnomusicologica, "revival" e rinnovamento della tradizione popolare, danza popolare come forza (ri)generatrice del tessuto sociale, tradizione popolare come elemento centrale dell'identità italiana in rapporto dinamico con la cultura internazionale. Naturalmente avremo anche molti ospiti siciliani, a partire dai  musicisti tradizionali dei Monti Peloritani, dove è ancora viva la tradizione del "ballettu" accompagnato da zampogna e tamburello. 
I Lassatilabballari, espressione della scuola di musica popolare Tavola Tonda di Palermo, porterà un programma centrato sulle danze popolari di gruppo dalla Sicilia all'Europa. La Compagnia siciliana di scherma corta porterà una dimostrazione dell'arte del coltello siciliano, il fabbro costruttore di marranzani Carmelo Buscema da Monterosso Almo (RG), che è anche un virtuoso esecutore di musiche tradizionali,   e numerosi altri musicisti e ricercatori di generazioni diverse come Fabio Tricomi, Giancarlo Parisi, Giorgio Maltese, Puccio Castrogiovanni, Giuseppe Roberto, Margherita Badalà…  Nell'insieme il nostro intento è quello di favorire l'incontro e lo scambio tra diverse generazioni di musicisti e ricercatori delle diverse aree dell'Isola. 

Quali costi deve affrontare questo tipo di manifestazione e di quali finanziamenti si avvale?
I costi sono notevoli anche se la maggior parte degli artisti sono coinvolti a titolo volontario.  Fortunatamente possiamo contare sul supporto dell'Università che mette a disposizione un piccolo contributo economico ma soprattutto la disponibilità degli spazi e anche delle strutture per ospitare gli artisti del festival. Anche se L'Associazione Musicale Etnea può contare sul supporto del Ministero e della Regione, rimane fondamentale il contributo da parte del pubblico, sotto forma di biglietti, abbonamenti e quote di partecipazione ai laboratori. 

Quali istituzioni e quante persone sono coinvolte nella preparazione e nella realizzazione del festival?
Oltre all'Università e all'Associazione Musicale Etnea, il festival è curato artisticamente dall'Associazione MoMu Mondo di Musica, fondata nel 2002 a Catania, in sinergia con la Scuola Popolare di Musica Tavola Tonda di Palermo, e con il Parco Museo Jalari di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) che costituiscono ormai da alcuni anni una rete per la ricerca, la didattica e la promozione delle tradizioni popolari in Sicilia. Oltre al nucleo della direzione artistica e organizzativa, composto da 5-6 persone, potremo contare su una squadra allargata di circa 15 persone che, come volontari, contribuiranno alla promozione ed alla realizzazione di questa edizione, e desidero fin da ora ringraziare tutte le persone che a vario titolo stanno fornendo il loro contributo (anche se è impossibile citarle tutte qui adesso)!

Oltre a quattro giorni di concerti, i laboratori musicali, con un ampio ventaglio di possibilità, costituiscono il cuore del festival. Vuoi illustrarne l’offerta?
Quest'anno abbiamo veramente tantissimi laboratori, la cui lista completa insieme a tutte le info è consultabile sul sito ufficiale www.marranzanoworldfest.org.  Ci piace l'idea che tutti gli artisti ospiti lascino qualcosa di più duraturo che un semplice concerto, ed è per questo che i laboratori costituiscono per noi il cuore del festival. Sono l'occasione per conoscere e approfondire in modo pratico le tecniche e i repertori della musica e della danza tradizionale, in rapporto diretto con gli artisti ospiti, che spesso si incontrano tra loro proprio in occasione dei laboratori, che diventano così occasione di scambio e interazione reciproca tra i diversi artisti del festival.  Quest'anno naturalmente uno spazio importante sarà dedicato alle danze popolari, e si potrà dunque seguire un percorso molto ampio che parte da un'excursus sulle danze di gruppo delle tradizioni siciliane italiane ed europee guidato da Barbara Crescimanno di Tavola Tonda (Palermo), senza trascurare naturalmente il ballettu tradizionale siciliano con Margherita Badalà e la pizzica salentina con Silvia Perrone del Canzoniere Grecanico Salentino. Avremo inoltre la possibilità di sperimentare le danze popolari ungheresi con Dorombos Banda e le danze tradizionali della Sakha Jacuzia con i musicisti della delegazione russa!

Un'altro spazio importante sarà quello dedicato al Canto...
Ritorna la grandissima cantante Sainkho Namtchylak da Tuva con un laboratorio sul canto armonico dell'Asia Centrale, accanto ai laboratori sul canto popolare pugliese tenuto dal Canzoniere Grecanico Salentino, sul canto corale della tradizione siciliana con Ciccio Piras di Tavola Tonda e sui canti della Sakha Jacuzia con i giovani musicisti della delegazione russa.  Abbiamo poi una fitta serie di laboratori dedicati al marranzano ed agli scacciapensieri con la possibilità di seguire numerosi laboratori sulle diverse tecniche e repertori dalla Sicilia all'Ungheria, dall'India alla cina, e naturalmente uno spazio importante dedicato alla Jacuzia.  Non potevano mancare alcuni laboratori dedicati al tamburello, fondamentale supporto per la danza popolare nelle tradizioni italiane, ed infine anche doppi flauti, coltello siciliano e perfino decorazione tradizionale ucraina dei tessuti… 

Quali sono i costi dei biglietti per i concerti e quelli dei laboratori?
Partiamo dai concerti:  Il concerto inaugurale del 14 luglio è ad ingresso gratuito, mentre i biglietti per le singole sere di concerto dal 15 al 17 costano 10 o 12 € con riduzioni a 7-8 €
Esiste anche la possibilità di abbonamento per le tre sere che è un modo conveniente di fornire il proprio supporto al festival come progetto culturale senza scopo di lucro, e costano 24€ intero oppure 15€ ridotto. I Laboratori hanno costi e durate molto differenziati, e conviene consultare tutte le info dettagliate sul sito.



Carla Visca
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