Diana Rasina – Romanian Tales (Galileo MC/Bayla Records, 2015)

“Romanian Tales” è il CD d'esordio della cantante rumena Diana Rasina, in cui viene offerta un'ampia proposta d'ascolto sull'insieme delle musiche della tradizione. Si spazia tra le diverse regioni della Romania ed anche attraverso i generi, con musiche da ballo e da matrimonio, lamenti e ballate pastorali. La accompagnano in questo excursus tre musicisti provenienti da paesi confinanti: il bulgaro Dimitar Karamitev al kaval o flauto del pastore (collaborazioni con Martin Lubenov e i Wladigeroff Brothers), l'ungherese Laszlo Racz al cimbalom (Gypsy Violin Orchestra) ed il serbo Jovan Torbica al contrabbasso (Wiener Tschuschenkapelle, DelaDap e Fanfare Ciocarlia). La Rasina, nata a Bucarest da madre cantante, si è formata in una famiglia a contatto con la musica ed ha iniziato il suo personale percorso studiando l'opera; la sua attività musicale l'ha poi portata fino a Vienna, dove ha studiato canto jazz con insegnanti nordamericani, individuando nella scena viennese il posto ideale per incontrare culture di paesi diversi e creare dei ponti che consentano il superamento dei confini. Nelle dodici tracce di “Romanian Tales” viene tracciato un gradevole percorso, caratterizzato dall’esecuzione della suggestiva voce della cantante. La linearità degli arrangiamenti dà vita ad atmosfere incantate, dolci, quasi da favola, enfatizzate dalle particolari sonorità del cimbalom. In “Romanian Tales” vengono proposti brani del folklore romeno tra i quali “Saraiman”, canzone d'amore ardente del repertorio musicale dei lautari, “Lume, lume”, noto brano sulla transitorietà e la gioia della vita, “Joc aroman” introdotto da cimbalom e kaval, dalla comunità degli aromaniani sul Mar Nero. Diana Rasina è affascinata dalle modalità di canto arcaiche ed una menzione particolare va a “Pasaruca di pa muntle”, brano a cappella in stile “hora in grumaz” (canto di gola) o “hora cu noduri” (canto con nodi), tipico della regione settentrionale Tara Lupusului, affascinante ed intenso. Altro brano degno di nota è la malinconica ballata pastorale “Miorita”, considerata il poema nazionale rumeno, storia di un pastore che scopre che gli altri pastori vogliono ucciderlo e che accetta il suo destino, desiderando soltanto di essere sepolto nell’ovile, insieme ai suoi flauti; chiede, inoltre, di non rivelare alla madre la sua morte ma, invece, di farle sapere di essersi sposato con una principessa e che tutti gli elementi della natura, montagne, alberi, uccelli, sole e luna, hanno partecipato al matrimonio. Accanto a questi brani, canzoni famose: “Lie Ciocarlie”, doina dal repertorio della grande cantante rumena Maria Lataretu, in cui racconta la sua tragica storia familiare, e “Sanie cu zurgalai”, brano composto in stile tradizionale da Richard Stein nel 1930, una delle più famose canzoni rumene (resa popolare anche dall'interpretazione di Edith Piaf) sulla bramosia d'amore. Diversi i brani di danza, con “Eu-s in deal si badea-n sesu'”, canzone della Transilvania che è eseguita da giovani donne che, nel corso di un ballo rituale dichiarano agli uomini il loro amore, “Pandelasul”, danza da matrimonio della regione di Dobruja in 7/8, tipica della musica del Mar Nero e “Trilisesti” che conclude il CD con una melodia dalla regione nord orientale del Bukovina, in cui si esalta la gioia della danza. “Romanian Tales” è un lavoro gradevole, a metà tra gioia e malinconia. La fresca e diretta vocalità di Diana Rasina, accompagnata da validi musicisti, incarna in modo autentico i sentimenti e gli stati d'animo cui i brani si ispirano. 


Carla Visca