iWorld, due giorni di concerti e approfondimenti sulle Musiche Attuali

Prenderà il via domani 5 febbraio presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma “iWorld - Rassegna di Musiche Attuali”, due giornate dedicate alla musica world made in Italy tra tradizione ed innovazione, attraversamenti sonori, sperimentazioni e contaminazioni tra generi, ritmi e linguaggi. Organizzata da iCompany e Fondazione Musica per Roma con la collaborazione di Blogfoolk, la rassegna offre un interessante focus sulle reinvenzioni musicali legate alle radici della cultura popolare e protese verso il futuro come elemento necessario non solo per preservare la tradizione ma anche per la valorizzazione della nostra identità. A riguardo Massimo Bonelli di iCompany affera: “Sentivamo da tempo la necessità di realizzare questa rassegna perché ci sembrava giusto porre l’accento sulla nuova musica world italiana, non ripiegata semplicemente sulla riproposizione della tradizione popolare, ma piuttosto proiettata verso il futuro nel riscoprire linguaggi identitari e tracciare nuovi sentieri attraverso la contaminazione. Se esiste una prospettiva futura per la musica italiana, credo che questa debba necessariamente partire dalla riscoperta e dalla valorizzazione della nostra identità, su sulla quale si può fondare una scena artistica credibile, diversamente resteremo una periferia ripiegata sui gusti del mercato musicale anglofono. E’ necessario puntare sulla nostra forza culturale e sulle nostre tradizioni, contaminandole e modernizzandole per poter essere credibili dal punto di vista musicale”. Questo è anche lo spirito che animato il primo anno di attività iCompany che verrà festeggiato proprio nel corso della rassegna: “iCompany nasce con l’idea di provare a cambiare linguaggio nel mondo della musica in Italia, dalla comunicazione al tipo di musica proposta, e questo a partire dalla produzione discografica passando alla promozione, fino agli eventi organizzati e a come vengono studiati i vari dettagli. 
Nasciamo, insomma, in antitesi con quello che ci gira intorno attualmente, con un know how del tutto diverso. Dopo un anno di vita, un anno bello intenso e pieno di soddisfazioni, cerchiamo di applicare sempre di più queste idee a quello che realizziamo e produciamo. iWorld si inserisce in questo contesto perfettamente perché mira a valorizzare la world music in Italia, quella musica che cerca nuove soluzioni, ed è uno di quei laboratori che abbiamo deciso di mettere in campo per portare questa musica ad un pubblico quanto più ampio possibile”. In questo senso va, dunque, letta anche la scelta degli artisti in programma per le due serate. Si parte venerdì 5 febbraio alle ore 21,00 con il set di apertura di Giuliano Gabriele Ensemble, i lucani Tarantolati di Tricarico e il Canzoniere Grecanico Salentino, storica formazione salentina che abbraccia passato e presente della musica tradizionale del Tacco d’Italia e che riceverà il premio “Blogfoolk Choice/M.E.I.”, per il disco dell’anno World Music. Sabato 6 febbraio sarà la volta dell’ottetto dell’Orchestra di Piazza Vittorio e del calabrese Mimmo Cavallaro, mentre ad aprire la serata toccherà alla greca, ma italiana d’elezione, Marina Mulopulos. Un programma, insomma, che offrendo un focus sulle tradizioni musicali del Sud Italia e le sue contaminazioni pone in luce tutto il fermento creativo della scena world in Italia: “Siamo partiti dall’idea che il Sud Italia al momento è il luogo in cui è più a fuoco l’identità nella musica world”, afferma Bonelli, 
“Puglia, Calabria, Campania e Basilicata, sono le regioni traino di questa visione identitaria, a volte in modo forse troppo folcloristico, ma sempre più spesso con delle sperimentazioni interessanti come nel caso del Canzoniere Grecanico Salentino. La presenza, poi, dell’Orchestra di Piazza Vittorio è l’occasione per volgere lo sguardo verso le sonorità del Mediterraneo, la contaminazione, la voglia di unire e racchiudere linguaggi diversi in un unico messaggio musicale. La scelta di definire questo festival come “rassegna di musiche attuali” nasce anche dall’esigenza di creare un momento di riflessione su come questi linguaggi sonori possano svilupparsi verso il futuro e come sarà la musica di domani. Il patrimonio della musica tradizionale deve diventare una base creativa per il futuro per dare vita a qualcosa di nuovo. E’ per questo che abbiamo voluto affiancare ai concerti un programma di approfondimento pomeridiano in collaborazione con la vostra testata e SquiLibri Editore”. Nell’ambito dei due giorni della rassegna, presso il MUSA - Museo degli strumenti musicali dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, si terrano una serie di appuntamenti di approfondimento critico che prenderanno il via il 5 febbraio, alle ore 17,30, con la presentazione del volume, a cura di P. Arcangeli e V. Paparelli, “Musiche tradizionali dell'Umbria. Le registrazioni di Diego Carpitella e Tullio Seppilli (1956)”, vale a dire la prima e più ampia documentazione sulle musiche di tradizione dell’Umbria, realizzata in una fase storica in cui i repertori e gli apparati rituali del mondo contadino erano ancora integri, con un’ampia documentazione, nei due CD allegati, di canti di lavoro e ottave rime, saltarelli e canzoni narrative, Maggi e Pasquelle, ad attestare la ricchezza e complessità di una cultura musicale. Con il curatore Piero Arcangeli, ne discuteranno Maurizio Agamennone, Lucilla Galeazzi e Sandro Portelli. L’incontro sarà anche un’occasione per ricordare Valentino Paparelli, autore di studi fondamentali sulle musiche di tradizione umbra, scomparso prima ancora che il volume fosse pubblicato. 
Seguirà alle 18,30 la presentazione del disco “Corde Migranti” di Sylvie Genovese, in un accostamento tutt’altro che casuale, trattandosi di una musicista ‘migrante’ per scelta e vocazione, che si muove in quella zona di confine in cui la ricerca e lo studio alimentano un’originale proposta musicale, intessuta di echi e suggestioni di mondi diversi. Sylvie Genovese dialogherà con Salvatore Esposito su questo suo nuovo progetto e ne proporrà alcuni estratti dal vivo. Si prosegue il 6 febbraio, alle ore 17,30 con il workshop “Dalle registrazioni storiche alle musiche attuali” con Maurizio Agamennone, Valerio Corzani, Giuseppe “Spedino” Moffa e Vincenzo Santoro che, assieme a Salvatore Esposito e Ciro De Rosa, dialogheranno sull’importanza degli studi e della ricerca per la sperimentazione e gli attraversamenti sonori che caratterizzano le ‘musiques actuelles’, nella calzante definizione francese, che spesso collima, in parte o totalmente, con la categoria di musiche del mondo. Alle ore 18,30 si terrà lo showcase di “Terribilmente demodè” di Giuseppe “Spedino” Moffa, finalista lo scorso anno delle Targhe Tenco nella sezione dialetto, un altro artista di confine, che dialogherà con Ciro De Rosa su questo suo lavoro, segnato dalla felice combinazione tra l’inventiva personale e fitti richiami a una tradizione orale largamente familiare al musicista molisano, autore anche di pregevoli ricerche sul campo. Del suo ultimo lavoro, molto apprezzato da critica e pubblico, Moffa proporrà alcuni brani accompagnato dall’organetto di Alessandro D’Alessandro all’organetto diatonico. Un programma ricchissimo e, soprattutto, di altissimo profilo culturale, davvero da non perdere. 

Salvatore Esposito