(a cura di) Enrico De Angelis, Italo Calvino e gli anni delle canzoni, Betelgeuse 2015, pp.168, Euro 16,00 Libro con Cd

Era l’inverno del 1957 e mentre la musica italiana era pervasa dalla stucchevole banalità della canzone leggera sanremese, a Torino prese vita l’esperienza dei Cantacronache, collettivo musicale che giocò un ruolo fondamentale per la nascita della canzone d’autore in Italia, raccogliendo artisti come Sergio Liberovici, Emilio Jona, Michele L. Straniero, Giorgio De Maria, Fausto Amodei, e Margherita Galante Garrone (meglio nota come Margot) e al quale collaborarono, tra gli altri, Franco Fortini, Umberto Eco, Giorgio De Maria e Italo Calvino. Quest’ultimo, già noto all’epoca per aver pubblicato il romanzo sulla Resistenza “Il sentiero dei nidi di ragno” e i primi due episodi del ciclo “I nostri antenati” (“Il barone rampante” e “Il visconte dimezzato”), fu protagonista di una feconda collaborazione con il ricercatore e compositore, Sergio Liberovici, da cui nacquero alcune canzoni come l’inno pacifista “Dove Vola L’Avvoltoio?”, influenzate tanto dal teatro di Brecht quanto dal folk americano e dalla canzone francese. Questa esperienza fu per Calvino la base di partenza per altre collaborazioni, come autore dei testi, per le musiche composte da Fiorenzo Carpi, Piero Santi, Mario Peragallo, e Luciano Berio, e segnò l’inizio di una inversione di tendenza nella musica italiana, che vide la musica non colta aprirsi alla letteratura ed all’impegno civile. Non è facile ascoltare queste canzoni in quanto sono raccolte in dischi ormai rarissimi, o addirittura ancora inedite su supporto fonografico, e ciò vale tanto per quelle scritte per i Cantacronache quanto per quelle nate per lo spettacolo “Giro a vuoto” di Laura Betti. Si tratta di brani di grande attualità e dal profondo valore civile che ci restituiscono uno spaccato di verità, sia essa realistica come favolistica, e dai cui semi è germogliata l’opera di tanti grandi cantautori successivi da Fabrizio De André a Francesco Guccini. A trent’anni dalla scomparsa di Italo Calvino, Enrico de Angelis e con il patrocinio del Club Tenco, ha realizzato il prezioso libro con cd “Italo Calvino e gli anni delle canzoni” nel quale viene ricostruita con accurata meticolosità l’attività di paroliere dello scrittore, dall’esperienza con i Cantacronache alle altre prestigiose collaborazioni. Il libro, oltre a presentare i contributi di Paola Azzolini e Annalisa Piubello, offre una preziosa analisi critica dei testi di Calvino, tra quelli più noti a materiali d’archivio recuperati dall’oblio, che de Angelis ha inquadrato opportunamente nel contesto storico e creativo in cui nacquero, ovvero quel momento intercorso tra la fine degl’anni Cinquanta e la svolta letteraria degl’anni Sessanta. A completare il volume è il disco allegato che raccoglie le registrazione del concerto di Grazia De Marchi, tenuto in occasione del reading “Non più il rombo del cannone” organizzato nel 2014 a Sanremo dal Club Tenco e dall’Associazione “Pigna Mon Amour”. Accompagnata dall’eccellente Giannantonio Mutto al pianoforte la De Marchi ci regala straordinarie versioni di brani come la già citata “Dove vola l’avvoltoio?”, la dolcissima “Canzone triste”, ispirata al racconto “L’avventura di due sposi” e il canto di Resistenza “Oltre Il Ponte”, nate dalla collaborazione con Liberovici, ma anche la divertente ed allo stesso tempo amara “Sul verde Fiume Po” su musica di Fiorenzo Carpi e le imperdibili “Turin la nuit o Rome by night” e “La Tigre”, le cui musiche sono firmate rispettivamente da Santi e Peragallo. Il vertice del disco arriva però con quel piccolo capolavoro che è “Il padrone del mondo” e “Quando Ricordiamo” su musica di Luciano Berio, tratta dallo spettacolo “La Vera Storia”. 

Salvatore Esposito