Franco Baggiani – Divergent Directions (Sound Records, 2015)

"Sono tornato con un quintetto che rievoca i quartetti di Ornette Coleman, il trio Air, gli Art Ensemble. Quando manca lo strumento armonico come il pianoforte automaticamente il sound assume dei colori particolari, curo molto la strumentazione in funzione del risultato finale, che in questo caso è molto più asciutto e leggibile rispetto al mio disco precedente. L'effetto "giungla" resta, ma il suono si sposta verso un idioma più vicino al mix fra free jazz storico e musica contemporanea del '900". Così il vulcanico trombettista fiorentino Franco Baggiani presenta “Divergent Directions”, disco che giunge ad un anno di distanza dall’eccellente “Memories Of Always” e nel quale ha raccolto nove brani originali incisi dal vivo in studio il 13 aprile 2015. Si tratta di un disco affascinante ed allo stesso tempo ambizioso che, a differenza del precedente, vede Baggiani affiancato da un ristretto gruppo di strumentisti composto da Giacomo Downie (sax baritono), Michele Staino (basso), Alberto Rosadini (batteria) e Fabio Ferrini (percussioni), con i quali ha dato vita ad una esplorazione sonora attraverso cui ha ripercorso le sue influenze musicali dal serialismo della AACM di Chicago all’avant-garde fino a toccare il free jazz. In questo senso particolarmente indicativo ci sembra il titolo - direzioni divergenti - che identifica in modo impeccabile anche l’approccio musicale di questo album nel quale la scrittura diventa la base di partenza per improvvisazioni magmatiche. A riguardo il trombettista fiorentino afferma: “L'improvvisazione è sempre preponderante, anche se questa volta c'è più scrittura rispetto a Memories, la differenza fondamentale sta nel colore, sicuramente più scuro e maggiormente introspettivo, si riascolta di tanto in tanto l'andamento in quattro che era scomparso nei lavori scorsi e la formula del quintetto 'pianoless' mi ha portato naturalmente verso un suono generale più vicino a quello delle avanguardie storiche”. Ogni brano svela così un reticolo strumentale aperto ai contributi dei vari strumentisti, come nel caso dell’iniziale “Ida y Vuelta” in cui il sax baritono di Giacomo Downie e la tromba Baggiani danno vita ad un superbo inteplay, sostenuti magistralmente dalla sezione ritmica. Che dire poi dell’introspezione di “Quota 284” o della brillante title-track che ci conducono nel cuore del disco dove spiccano la lunga ed accattivante “Una Serie Per Tutti” o quel gioiello che è la cinematografica “Past Vs Future. Insomma “Divergent Directions” è album tanto complesso quanto affascinante da scoprire lentamente, ascolto dopo ascolto. 


Salvatore Esposito