Canto Generàl featuring Louis Moholo-Moholo – Rebel Flame (Ognu, 2015)

Nato con l’intento far rivivere il “Suono Africano” nato tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta da quei musicisti fuggiti dal Sud Africa in Inghilterra, durante l’apartheid e la prigionia di Nelson Mandela, Canto Generàl è un collettivo jazz a geometria variabile che sin dalla sua formazione abbiamo visto esibirsi ora come big band ora con line-up più ristrette, sempre animato da grande ispirazione. Come lascia intendere il nome del gruppo, mutuato da una poesia di Pablo Neuda, nella loro cifra stilistica si riflette il quel grido di libertà racchiuso nelle composizioni di Dudu Pukwana, Mongesi Feza, Johnny Dyani, Harry Millier e Louis Moholo-Moholo, che ripropongono conservandone intatto il messaggio ancora drammaticamente attuale. A partire dagli anni Novanta, il collettivo Canto Generàl ha suonato in numerosi festival nazionali ed internazionali, oltre a pubblicare lo strepitoso disco “Viva La Black. Live at Ruvo” registrato dal vivo, nel corso del Talos Festival, in formato big band con Louis Moholo-Moholo, Keith Tippett e Julie Tippetts. Il loro nuovo album “Rebel Flame”, vede protagonista Canto Generàl in veste di quintetto composto per l’occasione da un esplosivo Pino Minafra alla tromba, Roberto Ottaviano sorprendentemente al sax contralto in luogo del soprano, il talentuoso Livio Minafra al pianoforte, l’impeccabile Roberto Ballatella al contrabbasso già protagonista in “Viva La Black”, e l’immarcescibile Louis Moholo-Moholo alla batteria. Registrato dal vivo il 6 luglio 2007 a Tivoli in occasione della Tredicesima edizione del festival Along Came Jazz (con l’esclusione del brano conclusivo proveniente dal concerto al Perpignan Jazz Festival), l’album è stato pubblicato dalla prestigiosa etichetta inglese Ogun Records guidata da Hazel Miller, moglie del contrabbassista sudafricano Harry Miller, e presenta sette brani che nel loro insieme restituiscono intatta tutto il dinamismo e la vitalità del quintetto sul palco. Il drumming inimitabile di Moholo, l’eclettico approccio pianistico di Livio Minafra, le scansioni ritmiche di Ballatella e l’incandescente dialogo dei fiati di Pino Minafra e Roberto Ottaviano sono gli ingredienti di questo disco, nel cui concept è racchiuso, come scrive Onori nelle liner notes, il desiderio di questo collettivo di unire il sud di due emisferi, l’Italia e il Sud Africa, facendo emergere storie, identità e passioni. Si parte con l’improvvisazione strumentale tra piano e sax contralto di “Intro to A Song” che naturalmente ci conduce a “A Song – Except from “Frames”” di Keith Tippet, nella quale a brillare è il sound corale del quintetto con i fiati e la sezione ritmica in grande evidenza. La straordinaria versione di “Orage Groove” di Harry Miller con il suo ritmo trascinante e la splendida linea melodica costruita dagli ottoni, ci conduce alla ballata “Angel Normali” di Dudu Pukwana guidata dal drumming di Moholo e chiusa da una coda polifonica tutta da ascoltare. Si prosegue con due brani tratti dal repertorio di Keith Tippett ovvero la magmatica “Thoughts To Geoff” e quel gioiellino che è “Dedicated to Mingus”, in cui spicca il dialogo tra il piano e i fiati, fino a giungere alla title-trck firmata da Roberto Ottaviano, Pino e Livio Minafra. “You Ain’t Gonna Know Me ’Cos You Think You Know Me” di Mongezi Feza chidue un disco brillante che non mancherà di regalare grandi emozioni all’ascoltatore. 


Salvatore Esposito