Valerio Corzani e Stefano Saletti - Caracas (Materiali Sonori, 2015)

Una strana coppia? E che coppia! Che ci fanno insieme esploratori e polistrumentisti di lungo corso che rispondono al nome di Valerio Corzani – già Mau Mau, Mazapegul, Ex, Interiors, autorevole voce world globetrotter di “Radio 3” e penna del “il manifesto” – e Stefano Saletti, una vita in musica, dai Novalia alla Piccola banda Ikona, passando per una miriade progetti sghembi (dalle colonne sonore alla rivisitazione disco Seventies orchestrata con il compianto Hector Zazou & Eva Quartet, dalla direzione dell’ensemble Les Voix du 7 Sois alla poetica di Emily Dickinson musicata in bella copia con Barbara Eramo)? Presto detto: i due pards compongono, suonano e producono – bene – “Caracas”, titolo che evoca climi torridi e sonorità emozionali. Ciò che più conta, si divertono e ci divertono con questo fluttuante tragitto oltre i confini dei generi, che ha come stella polare l’upbeat. Tra passaggi mediorientali e tappe desertiche, correndo sui binari tropicali, “Caracas” riesce sempre a sorprendere sviando vacuità world ed esercizi di stile, esibendo architetture iterative e avvolgenti, mutevoli e ondivaghe, danzanti e accarezzanti. Ci si abbandona amabilmente ai portamenti funky e al profondo dub, ci si lascia prendere dalla corposità di bassi e dalla limpidezza di corde, dai violini zigzaganti e dagli incastri ritmici, dai timbri liquidi e dagli effetti ambientali, dalle pennellate acustiche e dalle effusioni elettroniche. Affiancano i primattori, Corzani (basso elettrico e semi-acustico, spoken word, electronics, fingrophone app, percussioni, tastiere, looping e campionamenti) e Saletti (bouzuki, chitarra elettrica, acustica e classica, oud, cavaquinho, melodica, tastiere, percussioni, electronics, looping e sampling, cori), Erica Scherl (violino), Sergio Vitale (tromba) e ‘mastro’ Nando Citarella (marranzano). È d’obbligo alzare il volume. 


Ciro De Rosa