Pops Staples - Don't Lose This (dBPM Records/Anti, 2015)

Colpevole ritardo. Ecco come si potrebbero intitolare la recensione di “Don’t Lose This”, meraviglioso album dato alle stampe recentemente da Pops Staples. È uno strano periodo, fatto di cose che si guadagnano un interesse che non sempre gli si vuole dare, e le nostre risorse di attenzione, di scelta, di tempo, di energia si disperdono facendo sì che un album come questo lo si debba ascoltare, grazie alla sollecitazione del nostro direttore editoriale. Così mentre mi trovo in trasferta a far convivere il diavolo e l'acquasanta, il sacro e il profano, proprio come ti fa sentire Pops Staples quando canta, il suo della sua straordinaria chitarra e la sua voce suadente, ma allo stesso tempo mai sdolcinata, tocca il mio cuore di ascoltatore grazie a Spotify. E’ in quel momento che si ha la sensazione che non tutto è perduto, anche nella nostra era dominata dalla superficialità, dalle grida scomposte sui social network e dalla mancanza di prospettive. Così la musica, quella vera, arriva a cambiarci la vita, anche grazie ad una semplice applicazione come Spotify, un qualcosa che a noi puristi potrebbe sembrarci esecrabile, e da musicista ancor più odioso. Invece, si comprende realmente quanto affermava Marshall McLuhan, dicendo che “il medium è il messaggio”. O forse no, è semplicemente “Don’t Lose This” di Pops Staples che è un disco da comprare, da ascoltare, riascoltare e far conoscere. Non mi soffermo sui brani, lasciandovi il piacere di scoprire da soli questa perla, così come non credo di dovervi dire di più su chi è e cosa ha fatto Pops Staples per la storia della musica. Se ogni settimana leggete Blogfoolk e questa rubrica, sono certo che anche solo casualmente abbiate visto “The Last Waltz”, e vi siate sentiti più umani la straordinaria versione di “The Weight” che The Band interpreta insieme agli Staples Singers. Se ancora non vi è capitato di vedere questo spaccato memorabile della storia del rock, vi consiglio di correre su YouTube e cercarvi il video. Questa è musica vera, profonda che parla di amicizia, amore filiale e paterno, spiritualità e grandi temi, affrontati con una semplicità che spiazza. Un disco semplicemente meraviglioso!


Antonio "Rigo" Righetti