Mare e Miniere 2015: seminari, concerti tra storia e itinerari nellanatura nei magnifici scenari del Sulcis-Iglesiente

Organizzata dall’Associazione Culturale ElenaleddaVox, con il contributo della Regione Autonoma della  Sardegna e della Fondazione Banco di Sardegna, la rassegna “Mare e Miniere” giunge quest’anno alla sua ottava edizione, proponendo un ricchissimo programma artistico, educativo e naturalistico, che parte dai luoghi legati al mare e alla cultura mineraria del Sulcis-Inglesiente, per irradiarsi in tutta l’isola con concerti ed eventi che toccheranno tutta la Sardegna. Coinvolgendo i comuni legati al mare e alla cultura mineraria, “Mare e Miniere” è nata con l’intento di restituire una centralità a questi luoghi, un tempo protagonisti dello sviluppo economico e sociale della Sardegna ed oggi identificati come aree di precarietà economica. L’obiettivo principale della rassegna è, insomma, quello di attrarre in questi luoghi un turismo culturale e responsabile. Per cultori ed appassionati di musica popolare italiana poi sarà una occasione imperdibile, infatti, accanto al fitto programma di concerti, in via di definizione, ma tutti di prim’ordine, che nei prossimi mesi saranno disseminati nelle magnifiche località dell’isola, vi saranno i seminari di musica, canto e danza popolare, previsti dal 28 giugno al 4 luglio 2015, nella marina di Portoscuso, tenuti da un cast di eccellenze multi-generazionali del folk italiano: Elena Ledda, Simonetta Soro, Pietro Cernuto, Luigi Lai, Riccardo Tesi, Nando Citarella, Simone e Nicolò  Bottasso, Alessandro Foresti e Giuseppe Molinu. A presentarci questa importante rassegna è il direttore artistico, Mauro Palmas, che ci ha illustrato il programma di eventi e seminari, soffermandosi sullo spirito che da sempre anima “Mare e Miniere”.

Partiamo da lontano, come nasce la rassegna “Mare e Miniere”?
“Mare e Miniere”si tiene ormai da molti anni in Sardegna, e quest’anno è giunta alla sua ottava edizione. È nata inizialmente con finanziamenti della Regione, ed è stata gestita ed organizzata in modi diversi da varie associazioni e fondazioni. L’unico aspetto di continuità tra le varie edizioni è stata la direzione artistica che ho sempre curato personalmente. Negli anni è accaduto che i finanziamenti sono venuti via via a scemare, fino a terminare del tutto, e come si può immaginare, anche l’interesse delle varie associazioni è venuto meno. Io, però, ho voluto mantenere in piedi questa realtà e con l’associazione Elenaleddavox, nonostante le pochissime risorse, siamo riusciti a gestirla negli anni, tenendo vivi un minimo di contatti e una presenza sul territorio. L’anno scorso siamo riusciti a proseguire, e quest’anno la rassegna è diventa uno dei progetti della Fondazione Banco di Sardegna, che ci sostiene insieme alla Regione Autonoma della Sardegna e ai comuni interessati. 

Come si è evoluta questa rassegna dal punto di vista concettuale?
Inizialmente questa rassegna aveva l’intento di valorizzare i territori minerari legati al mare, ma il problema è che in questi anni tutte le questioni si sono un po’ complicate. Si prenda ad esempio il caso dell’IGEA, la società regionale che doveva gestire il patrimonio geominerario, e che ha creato una serie di problemi. Non ci si rende conto che la cosa più dannosa per un territorio è quella di pubblicizzare un sito che poi non è fruibile. 
Noi abbiamo un patrimonio enorme legato alle miniere dismesse, si veda Porto Flavia oppure la Galleria Henry a Buggerru che sono dei luoghi spettacolari dal punto di vista naturalistico, per la bellezza del territorio e del panorama. Stiamo parlando di miniere situate proprio sul mare, su delle scogliere incantevoli e bellissime. Un patrimonio sconvolgente che, evidentemente, non si riesce ad utilizzare e a trasformare dal punto di vista turistico, nel senso che ci sono tante visite, ma si potrebbe fare molto di più anche dal punto di vista culturale. La rassegna Mare e Miniere vuol fare proprio questo. Il carattere itinerante della rassegna offre una preziosa occasione di incontro, condivisione e scambio all’interno e tra le diverse comunità locali. 

Quindi “Mare e Miniere” vuol dire anche valorizzazione del territorio…
L’ambizione è quella di offrire a questi territori una visibilità sempre più ampia anche attraverso la musica. Le miniere hanno un grande fascino architettonico con i loro impianti, i villaggi dismessi, le storie della gente, e possono diventare sedi perfette per eventi culturali. Coprendo quasi per l’intero l’anno,  “Mare e Miniere” punta a favorire anche la destagionalizzazione del turismo, anche nei mesi solitamente non preferiti come periodo di vacanza.

L’edizione 2014, in questo senso, ha rappresentato una svolta per “Mare e Miniere”…
In Sardegna ci sono molti festival di musica jazz, rassegne di musica leggera, di cinema, ma mancava un programma di eventi dedicati alla musica popolare. Così lo scorso anno abbiamo deciso di coprire questa importante area culturale, organizzando al fianco dei concerti anche una serie di seminari. 

Puoi illustrarci più direttamente i seminari di quest’anno?
I seminari si svolgeranno dal 28 giugno al 04 luglio 2015 a Portoscuso, e quindi in concomitanza anche con le vacanze estive. La positiva esperienza dello scorso anno ci ha spinti a potenziare ed arricchire l’offerta delle classi e dei docenti. Educare alla riscoperta di una musica spesso sconosciuta, come quella di tradizione orale, è fondamentale soprattutto per le nuove generazioni.  È per questo che abbiamo scelto come docenti artisti di grande levatura, protagonisti di ricerca,  studio e sperimentazione, i quali offriranno ai corsisti una chiave per una visione colta della musica tradizionale, spesso relegata ai margini tra i generi minori. In questo senso cito Elena Ledda per il canto, Riccardo Tesi per l’organetto, i fratelli Bottasso per la musica di insieme, Nando Citarella per le percussioni, Pietro Cernuto per i flauti pastorali, e soprattutto Luigi Lai, che è il monumento nazionale della musica sarda, il quale ha tenuto un corso dedicato alle launeddas. Uno spazio importante è stato riservato anche alla danza con il corso di ballo sardo tenuto da Giuseppe Molinu, e quello di danze popolari europee a cura di Alessandro Foresti. Sono figure di alto profilo, musicisti ma anche docenti, con i quali abbiamo dato vita ai vari corsi in luoghi solitamente dedicati alla vacanza, ma che in questo caso consentono di coniugare il mare con l’amore per la musica popolare. Fare un corso di approfondimento per uno strumento e godersi le bellezze naturali della Sardegna, penso sia qualcosa di imperdibile. Addirittura, per l’edizione di quest’anno, stiamo organizzando dei concerti anche per la sera. Si tratterà di occasioni davvero uniche, nelle quali insegnanti e allievi potranno interagire in feste di musica e danze.  Agli allievi, inoltre, verrà data l’opportunità di corsi avanzati, così da instaurare con i docenti, anno dopo anno, un rapporto reale e duraturo.

Qual è lo spirito che anima il rapporto docente-discente nei seminari di “Mare e Miniere”?
Al termine popolare si è spesso attribuito una accezione negativa, per noi ha invece una grande importanza. La musica popolare è voce dei popoli, occasione di conoscenza ed integrazione, ma anche espressione dei sentimenti e della vita, nella quale ogni spettatore, di qualsiasi età  o estrazione culturale può immedesimarsi e riconoscersi. Insegnare musica popolare vuol dire educare alla profondità, all’empatia, alla comprensione, ma anche alla memoria per il futuro. 

I seminari sono rivolti esclusivamente ai musicisti o anche ai semplici appassionati, curiosi di imparare i rudimenti di uno strumento tradizionale?
Sono aperti a tutti, essendo indirizzati sia a musicisti già formati sia a chi desidera avvicinarsi per la prima volta alla musica tradizionale. È chiaro che all’interno dei seminari ci saranno attenzioni diverse da parte dei docenti, tanto per i principianti quanto per i musicisti più esperti e che hanno già conoscenze dello strumento. Ci saranno anche i seminari di danza, curati da Alessandro Foresti,  a cui potranno prendere parte persone di ogni età: dai bambini agli anziani. 

I seminari abbracceranno la musica popolare di tutta l’Italia…
I seminari riguarderanno non una tradizione musicale in particolare, ma piuttosto prendono le mosse dalle tecniche di base. Per esempio quelli di canto partiranno dalle tecniche basilari di respirazione, ci saranno anche dei cenni sulla musicalità e sul canto sardo,  ma riguarderanno più in generale il canto popolare. 

I seminari saranno caratterizzati da un approccio didattico particolare?
Sono caratterizzate dalla didattica particolare che ha ogni docente. Ogni strumento richiede tecniche particolari.  Ad esempio, Luigi Lai partirà da cose molto semplici legate alla respirazione circolare e alla costruzione dello strumento. Non credo che chi non ha mai visto le launeddas dopo una settimana riesca a suonarle da professionista, ma certamente avrà una conoscenza minima dello strumento e avrà anche una capacità di lavorare con una cannula o addirittura anche con due, di avere in qualche modo un’iniziazione precisa sullo strumento. 
Lo stesso discorso vale per l’organetto diatonico, le percussioni e il canto. Dopo una settimana di canto certamente l’utente avrà capito come respirare per cantare.  Stiamo comunque parlando di professionisti, di persone che hanno grandi capacità anche dal punto di vista didattico e che sono abituati a insegnare.

Quali sono i costi dei seminari?
I seminari costano pochissimo vanno da quelli più costosi a 100 euro a scendere fino a 20 Euro per i seminari di danza. È una quota quasi simbolica, che non incide poi tanto nel costo complessivo della vacanza. 

Quali saranno le facilitazioni logistiche per i partecipanti?
Noi chiaramente cerchiamo di coinvolgere il territorio e stiamo creando delle convenzioni per bed and breakfast e alberghi per chi partecipa ai seminari. Chi si tratterà una settimana e farà i seminari avrà degli sconti, allo stesso modo vale per i ristoratori. Abbiamo anche un intervento del comune di Portoscuso, che ci dà un appoggio fondamentale per la logistica per tutta la durata dei seminari. Ho sempre confidato nel pubblicizzare per tempo gli eventi, per far sì che le persone possano usufruire delle tariffe aree più convenienti. Diciamo che la Sardegna in quel periodo è ben servita da Ryan Air da Easy Jet ci sono offerte al momento che consentono di arrivare in Sardegna con 50 euro a persona, andata e ritorno. E significa fare una vacanza in un posto molto bello: Portoscuso è il punto d’imbarco per Carloforte. Muovendosi di pochi chilometri, da lì, ci si trova in spiagge e insenature meravigliose. È servito da barche per le gite. Tra l’altro, organizzeremo delle escursioni per i seminaristi durante la settimana. Faremo tutte queste cose che potranno rendere la settimana veramente piacevole.

I seminari sono indirizzati anche ad un pubblico straniero?
Abbiamo già degli iscritti che vengono dalla Francia. Siamo tutti multilingua e si riuscirà a comunicare anche facilmente. Sarà un’occasione per confrontare culture diverse, che è la cosa più bella ed interessante. Gli stranieri potranno vivere una situazione culturale per loro nuova anche nel modo di affrontare un festival, vivendolo da dentro anziché fruirne nella parte finale. Essere partecipi di questa rassegna. L’anno scorso tutti quelli che hanno partecipato ai seminari si sono molto diverti perché avevano una parte attiva anche nelle varie attività di spettacoli, con saggi che coinvolgono tutti quanti anche dal punto di vista artistico. 

Parallelamente alle attività musicali, ci saranno anche occasioni per visitare i luoghi più suggestivi del Sulcis-Inglesiente…
Sarà una settimana molto intensa dal punto di vista della musica, e più in generale della cultura, ovviamente non dimenticheremo anche l’aspetto turistico con itinerari naturalistici nei siti minerari, che porteranno i visitatori a conoscere la grande civiltà mineraria del territorio.

L’edizione 2015 ha avuto due anteprime. Com’è stata la risposta del pubblico…
Si è trattato di due eventi importantissimi, che hanno rafforzato il rapporto di collaborazione creato con la Diocesi di Iglesias, che dispone di un patrimonio artistico ed archivistico di grande pregio, ospitando l’Archivio Storico Diocesano, dove sono raccolte partiture molto antiche di musica liturgica e non solo. 
Dopo l’anteprima del 18 marzo a Sant’Antioco con la meditazione corale “Cantica pangitenunc Domino carminedigna”, che ha visto la partecipazione di Nando Citarella, Pietro Cernuto, Marcello Peghin, Silvano Lobina, Cuncordu e tenore de Orosei e il gruppo vocale Cantigos, il 19 aprile nella Basilica di Sant'Antioco Martire abbiamo portato in scena “Gloria et Honore Coronasti Domine. Melodie dall’antica liturgia ed echi della tradizione religiosa in onore di Sant’Antioco”. Durante questo evento Giacomo Baroffio, uno dei maggiori studiosi e interpreti del canto gregoriano, e il Coro Laus Cordis, diretto da Kim Eun Ju Anastasia, hanno eseguito per la prima volta un frammento di uffizio gregoriano del 1100 dedicato a Sant'Antioco Martire. A seguire, abbiamo proposto anche “Gocius” campidanesi per launeddas e voce dedicati al martire sulcitano, “Gosos” in lingua spagnola di matrice medievale e musiche liturgiche con la partecipazione di Luigi Lai, il Coro Su Concordu ‘e Su Rosariu di Santu Lussurgiu, Elena Ledda, Simonetta Soro, Alessandro Foresti, Pietro Cernuto, Marcello Peghin e Silvano Lobina. 

Quali saranno le sorprese dell’edizione 2015?
Come detto ci saranno innanzitutto le attività svolte all’interno dei seminari, a cui saranno legati concerti improvvisati con varie formazioni che si creeranno fra i docenti dei seminari. Poi ci sarà una grande produzione particolare dedicata ai canti di lavoro, inteso come lavoro che non c’è.  Verrà descritto il lavoro attraverso i canti, ma non solo, perché sarà preso in esame anche quello di oggi e quello che non esiste più. 
Poi ci saranno concerti tutti i giorni tutte le sere in piazza con cui coinvolgeremo i cittadini di Portoscuso, i turisti, i docenti e ovviamente i partecipanti al seminario. Ci saranno poi altri concerti che andranno a coprire parte dell’estate e chiuderemo a dicembre con un altro evento natalizio, legato alla sacralità del Natale. Stiamo comunque approntando il programma anche sulla base della diponibilità e delle esigenze dei vari comuni che fanno parte del circuito di mare e miniere.

Un invito da parte di Mauro Palmas ai nostri lettori…
La Sardegna è un posto meraviglioso e chi ama il mare auspica sempre di potervi trascorrere una vacanza. Quale occasione migliore per unire una vacanza in un luogo magnifico con una serie di seminari che durante l’anno sarebbe difficile fare, mentre in questo caso sono concentrati in una settimana. Durante l’inverno si potrà poi proseguire, creando una rete di rapporti che altrimenti non si potrebbero costruire.

Per informazioni ed iscrizioni: mareminiere@gmail.com 


Salvatore Esposito