The Li Family Daoist Band – Folk Daoist Ritual Music of North China (Nota, 2014)

Questo DVD-book, il cui testo bilingue (inglese e italiano) è curato dallo studioso di musiche cinesi, e violinista di ensemble di musica antica, Stephen Jones, è pubblicato all’interno della collana Intersezioni Musicali, realizzata dall’etichetta friulana Nota in collaborazione con l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini, diretto dall’etnomusicologo Giovanni Giuriati. L’intento è quello di portare all’attenzione di un pubblico più ampio alcune iniziative dell’Istituto e di proporre l’avvicinamento a musiche del mondo non molto conosciute. È il caso di pratiche rituali e musiche popolari del daoismo che si svolgono in contesti rurali della Cina settentrionale. Se è vero che la comunicazione stabilita attraverso il rituale pone gli uomini in comunicazione con gli dei, occorre riconoscere che una performance decontestualizzata in forma di concerto “musicale” è un compromesso, come sottolinea Jones nelle note di presentazione. Di più, la stessa identificazione con la categoria di musica per una pratica simbolica così complessa tradisce una prospettiva analitica occidentale. Ciò detto, non si può fare a meno di apprezzare gli ingredienti melodici strumentali, i moduli ritmici, la solennità vocale e le sequenze comiche, le combinazioni e i contrasti, il virtuosismo solistico e d’insieme, la complementarità di pelli e metalli e l’energia degli ensemble shenggaun (organo a bocca sheng e oboe guanzi) negli otto brani del programma eseguiti dalla famiglia Li che risiede nel villaggio di Liangyuan Superiore, contea di Yanggao. Si tratta di specialisti rituali da ben nove generazioni, impegnati a fornire servizi nei villaggi, officiando funerali, festival templari e cerimonie di Ringraziamento della Terra. Tutti gli elementi dell’ensemble di preti laici daoisti sono stati allievi del rinomato maestro Li Qing. Oggi il leader dell’ensemble è Li Manshan, figlio del maestro scomparso; tra i musicisti dell’organico c’è anche Wu Mei, dotatissimo suonatore di strumenti a fiato, inserito anche nel circuito della world music. Da principale forma d’intrattenimento dei villaggi con la forte spinta modernizzatrice, i rituali daoisti hanno perso pubblico, attirato sempre di più dai gruppi pop in scena fuori dai templi. Paradossalmente, l’attenzione rivolta loro dagli spettatori occidentali, rimarca ancora Jones, può ricordare il loro pubblico di un tempo. Una ripresa essenziale, che privilegia l’inquadratura con camera fissa e semplici zoomate sui singoli strumentisti, documenta l’esibizione tenutasi a Venezia nel 2012, integrata da uno spettacolo dell’anno successivo alla Zhongshan Concert Hall di Pechino. La registrazione di questi professionisti di tradizione daoista rappresenta un’indiscutibile rarità. 

Ciro De Rosa