Fabio Orecchini, Pane, Dismissione, Luca Sossella Editore, 2014, pp.72, Euro 10,00, Libro con cd audio

Band romana composta da Claudio Orlandi (voce), Maurizio Polsinelli (piano), Vito Andrea Arcomano (chitarra acustica), Claudio Madaudo (flauto traverso), e Ivan Macera (batteria), i Pane nascono agli inizi degli anni Novanta perseguendo un originale rock dai tratti poetici, le cui radici affondano in diversi territori sonori dal jazz al progressive, fino a toccare il teatro – canzone. Dopo aver dato alle stampe tre album in studio a partire dall’esordio datato 2003, il gruppo romano negli ultimi anni ha intrapreso una intensa collaborazione con il poeta Fabio Orecchini che li ha condotti lo scorso anno a dar vita al progetto “Dismissione”, in cui hanno messo in musica alcuni testi poetici nati intorno al dramma sociale dell’amianto, tornato prepotentemente di attualità con la controversa sentenza della Cassazione che ha dichiarato la prescrizione del reato di disastro ambientale per i vertici dell’Eternit. Dopo aver dato alle stampe una prima edizione lo scorso anno, la band romana ha di recente pubblicato la versione editoriale definitiva in formato libro con cd, che consente di apprezzare il progetto “Dismissione” in tutta la sua complessità. Partendo da un’analisi storica profonda ogni pagina, ogni nota, ogni canzone, diventa un tassello del racconto drammatico di una tragedia sociale senza precedenti, in cui la fine della produzione di amianto, a causa della sua pericolosità per la salute, ha comportato un ulteriore catastrofe sociale seguita alla chiusura delle fabbriche, con una lunga scia di disoccupati, ammalati e morti. Si staglia così una riflessione profonda che ruota al cataclisma sociale generato dal lavoro che manca e dal lavoro che uccide, e sul lascito tossico lasciatoci da un industria senza scrupoli in nome del progresso. Illuminante in questo senso è quanto scrive Gabriele Frasca nella presentazione: “Il cuore della faccenda sta nelle cose: ogni generazione ha difatti i suoi oggetti, taluni persino transazionali. Orecchini, da questo punto di vista, fa una scelta di estrema consapevolezza: le cose della sua generazione vivono del lascito tossico della presunta eternità della merce della generazione che l’ha preceduta”. La dismissione raccontata dai romani Pane con le parole di Fabio Orecchini è un lungo e desolato canto post-industriale sulla fine di una classe lavoratrice, un opera performativa multilivello che supera il rapporto tra autore e lettore, con le parole che in musica prendono vita, trasudando dolore, sofferenza ma anche speranza. Pregevole è il lavoro di ricerca sonora operato dai Pane intorno ai testi di Orecchini, volto non solo ad esaltarne l’aspetto poetico ma anche la potenza evocativa, ed in questo senso piace la scelta di affidarsi a scarni e taglienti arrangiamenti acustici. A riguardo Claudio Orlandi, frontman dei Pane, scrive: “Questo lavoro scava sottoterra. E’ pensato e costruito nel solco di un’idea, un corpo di esperienze autentiche. La resurrezione è un obbligo, una necessità storica. Abbiamo dato la dolcezza ai vermi, l’anima all’Orsa, ora un uomo può vivere”. Durante l’ascolto si apprezzano in tutta la loro potenza lirica brani come “Madame Eternit”, “Lamiere” e “Balene”, ma nel complesso l’intero progetto tocca nel profondo quanti vi dedicheranno la loro attenzione, non solo per apprezzare l’intreccio tra poesia e musica del connubio nato tra i Pane e Fabio Orecchini, ma anche per comprendere nel profondo il dramma dell’amianto. “Dismissione” è dunque un atto di denuncia senza mezzi termini che meriterebbe di essere portato in scena come esempio di un teatro-canzone civile di cui si sente davvero bisogno per smuovere la sensibilità della gente. Il libro è disponibile sul sito http://dismissione.wix.com/


Salvatore Esposito