Artisti Vari – Gianrinaldo/Arrivederci Folkaos (Rox Records, 2014)

Nato nel 2003 dal desiderio di un gruppo di amici di diffondere la musica e il ballo tradizionale, il Folkaos per oltre un decennio, a Milano, è stato un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati proponendo non solo un sempre ricco cartellone di concerti, ma anche corsi, e stages. Nell’aprile 2014, purtroppo, problemi economici e ragioni di carattere personale, hanno costretto il gestore del locale, Renzo Foglini, a chiudere questa formidabile esperienza. La speranza di poter rivedere però riaccendersi le luci del Folkaos è viva più che mai, perché la giovane ma attivissima etichetta Rox Records ha promosso uno splendido doppio disco dal vivo che celebra il locale milanese, e il cui ricavato andrà in parte a sostenere le spese per una sua futura rifondazione, e per i nuovi progetti di Renzo Foglini. L’idea alla base di questo progetto è racchiusa tutta nel doppio titolo, laddove “Gianrinaldo” indica il luogo in cui si trovava questo locale (Via Gianrinaldo Carli 26 - Milano), mentre “ Arrivederci Folkaos” lascia chiaramente intendere l’auspicio di una riapertura. I diciannove brani, registrati dal vivo da Andrea Capezzuoli e Luca Rampinini tra il 2012 e l’aprile 2014 e raccolti nei due dischi, sono non solo un modo per ricordare quanta bella musica è passata dal Folkaos, ma anche un vero e proprio viaggio attraverso il bal folk e più in generale le danze tradizionali. Si spazia infatti dall’an dro “Al Bigoun” dell’Andrea Capezzuoli Trio, allo scottish “Running Over” degli Embrun, dalla mazurca “Moucthi” del Trio Loubelya allo splendido valzer “Valse Le Moneouse” degli Abacà ed ancora dall’hanter dro “Rossignolet” dei Fratelli Tarzanelli alla splendida “11°5” dei Parasol, per giungere infine ai Damadakà con “’A Nuvella”. Sebbene solo su disco ritorna, così, la magia e la bellezza delle serate al Folkaos, una sensazione così forte e tangibile che riuscirà a cogliere anche chi non ha mai avuto la fortuna di trascorrerci qualche ora tra musica e ballo. In questo senso particolarmente bella ed evocativa è anche la copertina in cui sono ritratte le due colonne intorno a cui si sviluppavano le danze, e che contribuisce l’ascoltatore ad entrare in quella magia che solo il Folkaos sapeva dare. Il consiglio è quello di acquistare questo doppio album non solo per scoprire la ricchezza della musica da ballo tradizionale ma anche per sostenere il progetto futuro della riapertura di questo storico locale milanese. 

Salvatore Esposito