Speciale Alfa Music: Stefania Tallini, Mauro De Federicis, Raffaele Genovese Trio, Pierpaolo Borgia Quartet

Stefania Tallini – Viceversa(Alfa Music/Egea, 2013) 
Pianista dallo stile originale ed elegante, Stefania Tallini nell’arco di oltre dieci anni di carriera artistica ha messo insieme non solo prestigiose collaborazioni, ma anche una discografia di tutto rispetto a cui si è aggiunto di recente, il suo nuovo album “Viceversa”. Nato dalla collaborazione con Corrado Giuffredi (clarinetto), e il grande compositore brasilianoGuinga(chitarra e voce), il disco raccoglie quattordici brani, che nel loro insieme rappresentano una compiuta sintesi del percorso musicale della Tallini. La pianista, infatti, si destreggia attraverso le sue passioni musicali, mettendo in fila una serie di brani dalle ispirazioni diverse, ma accomunati dal suo peculiare approccio tecnico al piano. Musica classica, jazz, tradizione musicale brasiliana, si intrecciano dando vita ad un percorso sonoro di grande suggestione, in cui a spiccare è il pianoforte della Tallini, che si confronta di volta in volta con i due ospiti, il tutto intercalato da alcuni frammenti eseguiti come solista nei quali emerge tutta la sua inclinazione all’improvvisazione. Ad aprire il disco è una sorta di overture “Viceversa Piano Duo” in cui sono racchiuse tutte le istanze sonore del disco, ma basta ascoltare l’improvvisazione dedicata a Duke Ellington “Duke”, comprendere come ci troviamo di fronte ad un lavoro maturo, ed accattivante. Le brevi ma intensissime “Vertiginosa” e “Didala e Chitto” ci conducono prima all’eccellente performance di Guinga in “Dà o pé. Loro”, e poi a quel gioiello che è "Pesarobaiao", dedicataa Pesaro e ad HermetoPascoal. Il vertice del disco arriva con “Di Menor”, in cui emerge tutta la versatilità della Tallini nel confrontarsi con sonorità differenti, mentre “Solitango” evidenza il lirismo sviluppato da dialogo tra il pianoforte e il clarinetto di Corrado Giuffredi. La swingante “Choro Para Mim” ci conduce verso il finale cin cui spicca la poetica “Meda (A.M.M.)” e la gustosa “Mãe Do Mar” in cui Guinga regala un'altra eccellente prova vocale. Insomma “Viceversa” è un disco affascinante e denso di lirismo, che conferma tutto il talento artistico di Stefania Tallini. 

Mauro De Federicis - Inside Time (AlfaMusic/Egea, 2013) 
Nato dalla collaborazione con l’ottima sezione ritmica composta da Gabriele Pesaresi (contrabbasso), e Fabio Colella (batteria), e la partecipazione di MaxIonata al sax, “Inside Time”, il nuovo album di Mauro De Federicis, è quello che si potrebbe definire un piccolo saggio sulla chitarra jazz, esplorata nel suo continuo divenire nelle diverse direzioni tra passato, presente e futuro. Composto da dieci brani, tra originali e riletture, il disco ci regala sessanta minuti in cui il chitarrista si confronta con temi originali, improvvisazioni, e ballad, il tutto non perdendo di vista la lezione dei boppers, nel rileggere in modo personale brani noti come nel caso della dilatata versione acustica di “Samba Pa Ti”, ma anche di “EmbraceableYou” di George Gershwin. Durante l’ascolto a spiccare sono, senza dubbio, i brani autografi come l’ispirata “Outside Time”, ed “Evanescent”, delle quali si apprezza l’elegante gusto melodico e il pregevole interplay, soprattutto nel dialogo con il sax di Ionata, o ancora le suggestioni mediterranee di “AnotherDay”, tuttavia il vertice del disco arriva con la splendida “Midnight In New York”, in cui spicca tutta la tecnica chitarristica di De Federicis. Per quanti amano la chitarra jazz, “Inside Time” sarà certamente una bella sorpresa, ma ci sentiamo di consigliarlo vivamente a tutti, non fosse altro che per scoprire le doti chitarristiche di Mauro De Federicis. 

Raffaele Genovese Trio – Anamnesi (Alfa Music/Egea, 2013) 
Pianista siciliano dalla solida formazione musicale, Raffaele Genovese approda con “Anamnesi” al suo secondo album, con la complicità di Marco Vaggi(basso) e Tony Arco (batteria), due strumentisti di grande esperienza che lo accompagnano in un viaggio attraverso le sue influenze musicali che spaziano da Debussy a Scriabin fino a toccare Bill Evans. Quasi fosse un indagine diagnostica preliminare alla cura di una patologia, il pianista siciliano esplora il suo universo musicale, e soffermandosi sull’evoluzione del pianoforte nel jazz moderno, analizza le sue personali basi di partenza per la ricerca sonora futura. Ogni brano è eseguito in modo riflessivo e partecipato, ma allo stesso tempo emerge tutta la sensibilità di Genovese nell’approccio alla scrittura, segno evidente della chiusura di un ciclo formativo che fa da preludio alla piena maturità artistica, già tangibile in molti episodi. Il tratto minimale del pianoforte, unito ad un eccellente interplay con la sezione ritmica, dà vita ad un sound intimo, raccolto e riflessivo, tuttavia ciò che colpisce è l’abilità con la quale Genovese improvvisa sui temi di sua composizione. Aperto dalle vocativo “Prologo” il disco ci regala dodici brani di pregevole fattura che spaziano dalle atmosfere bluesy di “05.04 A.M.” ai colori latin di “No Way Out”, fino a toccare il pop con “Seabed”. Nel mezzo trovano posto tanto brani dalla struttura complessa come “Alexander Scriabin”, momenti introspettivi con “Rah’el”, ma il vero vertice del disco è da rintracciarsi nelle splendide ballad “Memento” e “Il Domatore di Venti”, nelle quali si apprezza tutto il talento compositivo di Raffaele Genovese. 

Pierpaolo Borgia Quartet – Solara (Alfa Music/Egea, 2013) 
Fattosi apprezzare per le tante collaborazioni con cantanti come Johnson, Stefania Calandra, Crystal White, Neffa, Elizabeth Cutler, e musicisti del calibro di Stefano Di Battista, Eric Daniel, Lello Panico, e Tony Cerqua, Pierpaolo Borgia possiede uno stile chitarristico, che unisce lo swing dei grandi musicisti jazz con la disinvoltura degli strumentisti di razza. Il suo nuovo album “Solara” raccoglie sette brani autografi, più una bonus track, che hanno preso vita lentamente parallelamente alla sua attività di sideman. Al suo fianco in questa nuova avventura troviamo un ristretto gruppo di musicisti composto da Alessandro Gwis (pianoforte), Marco Siniscalco (basso) e Lele Califano (batteria), con l’aggiunta di alcuni ospiti d’eccezione come Michele Rabbia (percussioni), Alessandro Cefalì (basso), Sergio romano (piano), e Claudio Pantaleone (voce). Mescolando echi di flamenco e fusion, “Solara” riflette le esperienze musicali di Pierpaolo Borgia, e ne rappresenta una sintesi molto efficace. L’ascolto ci regala brani pregevoli come il flamenco di “Cuore Gitano” o la fusion di “Come una foglia al vento” e “Ieranto”, tuttavia ciò che colpisce è come alcuni episodi abbiano una forza intrinseca che li rende potenzialmente perfetti per il live, in questo senso vale la pena citare “Song for my mother” e l’elegante title track. Un discorso a parte lo merita la “Pepe” l’unico brano cantato del disco, in cui spiccano Sergio Romano al piano e Claudio Pantaleone alla voce, i quali rappresentano la ciliegina sulla torta per questo gustoso omaggio a Pepe Carvalho, personaggio dei romanzi dello scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán. 



Salvatore Esposito