Misfatto – Heleonor Rosencrutz (Orzorock Music, 2014)

Rock band piacentina nata negli anni Novanta, i Misfatto hanno avuto un percorso artistico intenso, ma allo stesso tempo travagliato, e segnato da vari cambi di formazione, tuttavia questo non gli ha impedito di mettere in fila una corposa discografia. Negli ultimi anni, con l’ingresso nel gruppo di Melody Castellari alla voce, la line-up ha trovato una sua stabilità, con Alberto Zucconi (Voce e Chitarra), Pierpaolo Baioni (Organo, Piano e tastiere), Andrea Farinelli (Batteria), Simone Cavallaro (Basso), oltre al chitarrista e scrittore Gabriele Finotti, storico membro fondatore della band. Proprio al libro “La Chiesa Senza Tetto – 35 Giorni a Lisbona” di Finotti, è ispirato “Heleonor Rosencrutz”, recente concept album in cui hanno raccolto nove brani che nel loro insieme compongono la colonna sonora di un complesso viaggio psichedelico, in cui il sound chitarristico avvolge le voci dando vita ad un susseguirsi di immagini oniriche di grande suggestione, concluse da un finale liberatorio. Ricordo e dimenticanza, purezza e peccato, massoneria ed antimassoneria, sono questi gli ingredienti di questo disco, il cui intreccio narrativo serrato viene declinato tra impennate trip-rock, e incursioni nel prog-rock melodico, con le voci di Alberto Zucconi e Melody Castellary magistralmente supportate dalla chitarra di Finotti, dall’hammond di Baioni, e dall’esplosiva sezione ritmica di giovani Farinelli (batteria) e Cavallaro (basso). Ad aprire il disco è “Heleonor”, in cui il rock colorato di fado e la voce di Melody, ci conducono a Lisbona, con il suo fiume e le sue navi descritte in “Trentacinque Sogni”. Il personaggio di Heleonor ritorna in "Sono Viva", tra le saette che si stagliano dal power rock dei piacentini, e ci conducono a “Rosencrutz”, nella quale il suo intreccio tra lingue, ci rimanda alla fine dell’Ordine dei Templari con il rogo dei cavalieri bianchi del 1314, e l’inizio dell’Ordine occulto dei Rosa+Croce. Se “Xorigiket” con la sua ritmica incalzante ci porta alla scoperta di un pianeta lontano, “Le Sere Sono Come Domani” ci svela il lato più romantico di Lisbona, una città triste, ma piena di speranza nel domani con il suo ponte rosso di verità. Il prog-rock di “Ero Fuori Di Casa” funge da perfetto apripista per “Rinascere”, un trip-rock intenso, in cui le trasformazioni della vita si riflettono nella trasmutazione alchemica di morte e rinascita. Il finale è liberatorio con “Goodnight” con la voce di Melody che ci regala una pregevole prova interpretativa. Insomma “Heleonor Rosencrutz” è uno di quei dischi che non ti aspetti, non solo per la complessità della sua struttura letteraria e narrativa, ma anche per la cura realizzativa che ne caratterizza gli arrangiamenti. 

Salvatore Esposito