Sarah Savoy, The Savoy Kitchen. A Family History Of Cajun Food, Kitchen Press, pp. 140, £15.99

I Savoy sono gli ambasciatori contemporanei della musica Cajun della Louisiana. Marc (n. 1940), cultore locale, liutaio e strumentista di valore, dirige il centro musicale a Eunice, dove si fabbricano fisarmoniche diatoniche di pregevole fattura. Sua moglie Ann, chitarrista, ha pubblicato anni fa il bel libro “Cajun Music - A Reflection of People”, i figli Wilson e Joel sono anche loro dediti a diffondere il verbo musicale del bayou con la band di famiglia. Invece la terza rampolla, la girovaga Sarah, attualmente di residenza francese, musicista con una propria band, The Francanadians, è l’autrice di questo succulento volume. Pubblicato da un editore britannico (www.kitchenpress.co.uk), lo scritto tra ricette di cucina provenienti da una tradizione culinaria familiare che va indietro di tre generazioni, interviste a papà Marc e mamma Ann, aneddoti culturali e familiari ci proietta nelle mondo culturale dei discendenti degli Acadien. La cucina di casa – racconta Sarah nell’introduzione – è sempre stata il centro della vita sociale della famiglia Savoy, tra pratica di strumenti musicali, prove di passi di danza e cibi in cottura sul fuoco. La giovane musicista e chef fa propria una massima del padre, che ha paragonato la musica francofona della Louisiana al celebre stufato locale: «Un buon gumbo è come una buona canzone cajun. Si sente tutto ciò che sta succedendo. Gli strumenti sono complementari, concorrono a fare una buona canzone». Dopo le avvertenze sulle qualità di riso da utilizzare e sulle modalità di cottura, le precauzioni necessarie a chi dovrà maneggiare pepe e spezie piccanti, un glossario molto utile per gli ingredienti da usare (a cominciare dal fondamentale roux o dalle spezie cajun), entriamo direttamente nella cucina di famiglia. Il volume è diviso per pasti e portate. Si inizia con la colazione, si prosegue con antipasti, insalate e contorni, stufati, bisque e zuppe, carne e pollame, pesce e frutti di mare. Infine, arrivano i dessert. Dalle frittelle di patate alle omelette di aragosta, tra sformati di gamberi, jambalaya ai frutti di mare, gumbo, petti d’anatra ripieno, pollo fritto, verdure miste, fagioli, ostriche, zuppe di tartaruga, etouffée di aragosta, melanzane farcite ai frutti di mare, sformati di pesce, torte di mais, pudding e crostate a volontà, è un trionfo di colori e una miscela di sapori. Lo stile di scrittura è scorrevole, gli aneddoti familiari, musicali e culturali non sono un… contorno, ma apportano varietà e approfondimento alla narrazione. Un’unica pecca per chi ha intenzione di cimentarsi con la cucina: il formato delle foto non sempre consente di avere la reale percezione del risultato finale. Detto questo, “The Savoy Kitchen” è una bella proposta editoriale, non solo per chi si diletta di cucina, ma anche per i cultori dell’universo cajun. Accompagnare lettura, preparazione delle ricette e tavolata all’insegna delle squisitezze della cuisine acadienne con il recente disco della Savoy Family Cajun Band (“Live Recording”) e, naturalmente, quello di Sarah Savoy & The Francadians (“Cajun Born”). Bon appetit, y’all! 


Ciro De Rosa